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Autore: admin

La ricerca della felicità (al lavoro)

Dopo la pausa estiva, torna il podcast ‘Pensiero Personale’, con i suoi ospiti. In questa puntata parliamo di felicità e di sviluppo positivo del benessere organizzativo. Le persone, per fiorire all’interno delle imprese e contribuire alla crescita dell’azienda, hanno bisogno di stare bene e sentirsi sicuri, connessi e soddisfatti, non solo in termini economici. Ma le organizzazioni dove si vive e lavora bene esistono davvero? Ne parliamo con Raffaella Tomassetti che in Spencer & Lewis, agenzia creativa di relazioni pubbliche, ufficio stampa e comunicazione con sede a Milano e Roma, ricopre il nuovo ruolo di Chief Happiness Officer ed è convinta che le organizzazioni positive possano e debbano esistere.

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La trasformazione digitale che rende la fabbrica intelligente

La revisione dei processi industriali nell’ottica del miglioramento continuo è un prerequisito per arrivare alla digitalizzazione. Prima di implementare le nuove tecnologie, come Intelligenza Artificiale (AI) e Machine learning, serve ripensare i meccanismi di lavoro; per farlo, servono il pensiero, l’ingegno e la creatività, competenze proprie dell’essere umano. Infatti, il rischio è pensare che con la tecnologia le persone siano escluse dalla fabbrica, ma dell’intelligenza umana non potremo mai farne a meno, neppure in uno scenario dominato dall’AI. Ecco perché si può affermare che la trasformazione digitale racchiude in sé la logica della centralità delle persone.

Il tema è stato al centro della tappa di Brescia del convegno FabbricaFuturo che si è svolto a luglio 2021, evento promosso della casa editrice ESTE e di cui Parole di Management è stato Media Partner. Per esempio, dell’importanza degli esseri umani nella trasformazione digitale ne ha parlato Alessandro Marini, Responsabile del Coordinamento Regionale di Cluster Fabbrica Intelligente, un’associazione che ha l’obiettivo di attuare strategie basate sulla ricerca e l’innovazione per la competitività del manifatturiero italiano: “La Fabbrica 4.0 è quella dove la presenza delle persone è fondamentale. L’AI si basa su algoritmi che, fondamentalmente, provengono dall’intelligenza umana. Quindi, la fabbrica non deve essere disumanizzata, ma, al contrario, è necessario (ri)mettere le persone al centro”.

Il tema della digitalizzazione si riflette di conseguenza sull’organizzazione: le competenze delle persone, insieme con la formazione, devono evolvere. “È facile cambiare i macchinari e i software, ma non è l’unica cosa su cui bisogna concentrarsi; anzi, sono proprio le persone che devono cambiare approccio lavorativo, ma non è un tema di facile applicazione”, ha continuato Marini. La trasformazione digitale comporta l’introduzione di tecnologie produttive avanzate, quindi un cambiamento a tutti i livelli dell’impresa e modifiche radicali alla struttura della fabbrica; il digitale diviene, quindi, una leva di miglioramento.

Puntare sulle persone per il miglioramento continuo

Proprio in questo senso, La Linea Verde, azienda che realizza prodotti ortofrutticoli freschi e pronti al consumo, dal 2017 ha intrapreso un percorso di ripensamento dei meccanismi lavorativi attraverso la definizione di roadmap che puntano sull’innovazione tecnologica e, al contempo, considerando la dimensione umana come catalizzatore dei processi. “L’evoluzione verso la Fabbrica 4.0 deriva dalla necessità di avere strumenti per gestire le complessità e stare al passo con la crescita della nostra azienda”, ha spiegato Martina Guerini, Responsabile Industrializzazione di La Linea Verde. “Abbiamo focalizzato l’attenzione sui processi, sulla collaborazione tra logistica e qualità; abbiamo ripensato il processo con i dati quantitativi e ci siamo concentrati sia sugli impianti sia sulle persone”.

È così che dopo un’analisi dei processi, è iniziato il percorso di digitalizzazione, iniziando dalla formazione. “Siamo partiti dalla formazione delle persone, dal coinvolgimento dal basso: i progetti di miglioramento continuo necessitano di un approccio che contempli tutta la popolazione aziendale”, ha raccontato Guerini. “Abbiamo definito i pilastri fondamentali della ‘nostra’ Fabbrica 4.0, come formazione, crescita professionale e motivazionale, sostenibilità, misurazione delle performance, riduzione di sprechi e miglioramento continuo, leadership e sicurezza. Poi, ci siamo concentrati sugli altri obiettivi: flessibilità, qualità, innovazione”.

Come accennato, nel processo di trasformazione digitale, La Linea Verde ha scelto di puntare sul coinvolgimento della funzione delle Risorse Umane: d’altra parte le competenze delle persone devono essere trasversali, multidisciplinari e innovative, e quindi l’HR è pienamente coinvolto in questa grande trasformazione. “Una volta ridefiniti i processi, abbiamo introdotto le nuove tecnologie; a questo proposito, ci siamo resi conto che servivano figure che sapessero garantire la continuità”, ha continuato Guerini.

E per assicurare la continuità, in linea con la richiesta di nuove competenze, si stanno formando figure professionali che fino a poco tempo fa erano del tutto inedite. “Stiamo creando figure di Operation technology che sono difficili da formare perché le tecnologie sono in continua evoluzione; serve qualcuno che si voglia mettere sempre in gioco”, è la tesi di Guerini. Le persone in questo ruolo sono chiamate a supervisionare le attività critiche interne dell’azienda, assicurando efficienza in termini di tempi e costi, contribuendo al miglioramento dell’operatività di fabbrica e al pieno funzionamento dell’infrastruttura 4.0.

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Enrico Mangialardo

General manager pumps, valves and systems – BAKER HUGHES

Attualmente General Manager dello stabilimento BHGE di Bari, centro di eccellenza della produzione di Pompe Centrifughe API 610, Enrico Mangialardo è nato a Torino ma è cresciuto e vive a Bari sin dai primi anni ‘70.
Dopo un’esperienza biennale nel corpo della Marina Militare Italiana, comincia la sua carriera professionale lavorando per aziende di automazione industriale nel territorio barese.
Nel 1998 entra a far parte di General Electric Oil & Gas – attualmente BHGE – in qualità di Project Manager, per poi proseguire il suo percorso ricoprendo diverse posizioni di guida e coordinamento Commerciale e Operativo negli Stati Uniti, a Schenectady NY (presso il quartier generale di GE) (2001-2005) e ad Oshkosh (WI) successivamente (2006).
Rientrato in Italia, nel 2007, a Firenze, si occupa di Risk Management & Planning per la divisione Turbomachinery sempre facente parte del gruppo GE.
Nel 2008 viene chiamato dal gruppo Alenia in qualità di Procurement e Supply Chain Leader per le sezioni di fusoliera e stabilizzatori orizzontali per il Boeing 787. Salvo poi rientrare in GE nel 2010 questa volta come Pumps, Valves & Systems (PVS) Service General Manager per il sito di Bari. Effettua un’ulteriore rotazione a Firenze, prima come Direttore del Project Management Downstream e poi come Direttore del Commerciale Opex, e ad Aprile 2016 rientra a Bari, questa volta con il ruolo esteso di Direttore di Stabilimento. Considerate le sua capacità relazionali e la profonda conoscenza del business, durante questi ultimi anni, Enrico ha anche favorito e coordinato l’acquisizione di Alstom Steam Turbines come parte del progetto di fusione tra GE e appunto Alstom.
Enrico è appassionato di social media, musica, lettura e corsa. Non ama seguire il calcio e preferisce le partite di Rugby, ma la sua vera passione è la sua famiglia, sua moglie Loredana ed i suoi due figli Andrea e Fabio.

Pasquale Del Vecchio

Ricercatore senior – ingegneria gestionale – UNIVERSITA’ LUM

Pasquale_Del_VecchioPasquale Del Vecchio è ricercatore Senior in Ingegneria Gestionale presso l’Università LUM, dove insegna Economia e Politiche di Sviluppo del Territorio. Laureato presso la LUISS, ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca presso l’Università del Salento, trascorrendo un periodo come visiting PhD Student presso il MIT di Boston. E’ autore di numerose pubblicazioni sui temi della digital transformation, dell’imprenditorialità tecnologica, del turismo digitale e dell’economia circolare.

Federico Pirro

Professore associato di storia dell’industria – UNIVERSITÀ DI BARI

Federico_PirroFederico Pirro è docente di Storia dell’Industria nell’Università di Bari. Ha pubblicato volumi e saggi sull’industrializzazione nell’Italia del Sud, fra cui Grande Industria e  Mezzogiorno (1996-2007), con prefazione di Luca Cordero di Montezemolo, Cacucci Editore, Bari 2008, cui sono stati conferiti nel 2009 il Premo Sele d’Oro Mezzogiorno e il Premio Basilicata per la saggistica. E’ consulente di aziende ed Enti locali fra cui la Regione Puglia. E’stato editorialista del Corriere del Mezzogiorno/Corriere della Sera e del loro inserto Mezzogiornoeconomia e della Gazzetta del Mezzogiorno. Collabora con la Casa editrice ESTE. E’ presidente onorario e coordinatore scientifico del CESDIM-Centro Studi e Documentazione sull’industria nel Mezzogiorno, da lui promosso presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Antonio Messeni Petruzzelli

Professore Ordinario di Gestione dell’Innovazione – POLITECNICO DI BARI

Antonio_Messeni_PetruzzelliAntonio Messeni Petruzzelli è Professore Ordinario di Gestione dell’Innovazione presso il Politecnico di Bari e membro dello steering committee dell’ESA Lab presso lo stesso ateneo, nonché affiliated professor presso il Digital Leadership Research Center della Cass Business School (Londra, UK) e la Beijing Normal University (Pechino, Cina). È autore di oltre 115 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali sui temi della gestione strategica dei processi di innovazione. Su questi temi ha coordinato e preso parte a diversi progetti di trasferimento tecnologico con numerose imprese nazionali e internazionali. In termini di esperienza didattica, ha svolto numerosi corsi di formazione in ambito undergraduate, post-graduate, PhD ed executive sui temi della gestione strategica dell’innovazione. Le sue ricerche sono state inoltre premiate con il Nokia Siemens Network Award in Technology Management for Innovation into the Future.

Angelo Guarini

Direttore – CONFINDUSTRIA BRINDISI 

Angelo_GuariniPrecedenti esperienze in ruoli manageriali (Risorse Umane) presso grandi aziende. Autore con il prof. Pirro del volume “Grande industria e Mezzogiorno” nonché di numerosi articoli, pubblicati su stampa nazionale e riviste di management, compresa Sviluppo&Organizzazione.

Carlo Bagnoli

Professore ordinario – dipartimento di management – UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI VENEZIA

Carlo_Bagnoli

Professore Ordinario presso il Dipartimento di Management e Dean della School of Maanagement dell’Università Ca’ Foscari Venezia, nonché coordinatore della Fondazione Univeneto, è stato responsabile scientifico del Progetto Innovarea, e, in seguito, Fondatore del Polo Innovazione Strategica Srl e dello spin-off di Ca’ Foscari Strategy Innovation Srl. Siede nel Consiglio Territoriale Regione Veneto di Intesa Sanpaolo e, tra i vari ruoli, ricopre quello di consigliere di gestione dello SMACT Competence Centre del Nord-Est. Si occupa di ridefinizione dei modelli di business e trasformazione culturale delle imprese, con particolare riferimento agli impatti e alle opportunità strategiche generate dalle nuove tecnologie 4.0, tra cui l’intelligenza artificiale e la blockchain.
Durante il suo percorso accademico, ha prodotto oltre un centinaio di pubblicazioni scientifiche, molte delle quali presentate nelle principali conferenze internazionali, vincendo nel 2007 il “Kizok best paper award on SME” al terzo EIASM Workshop on Intangibles and IC e il “3rd best paper award” alla Strategic Management Society Conference, nel 2013 a Glasgow. Numerosi anche i riconoscimenti alla didattica presso l’Ateneo veneziano.
Da sempre si impegna per indirizzare la ricerca scientifica a favore e supporto delle attività d’impresa, proponendo in modo creativo, innovativo e provocatorio progetti di trasformazione dell’impresa e adottando una metodologia altamente certificata e in continua evoluzione e aggiornamento. L’ultimo progetto lanciato è VeniSIA (Venice Sustainability Innovation Accelerator) per fare di Venezia la più antica città del futuro.

Varaschin

VaraschinRealizziamo elementi e complementi di arredo outdoor dal 1969. Il nostro saper fare si fonda sulla solida conoscenza delle lavorazioni artigianali, ed è all’origine della nostra maestria manifatturiera.

Il nostro saper ideare si basa sul confronto costante con gli scenari stilistici più evoluti, come si addice a un brand profondamente calato nei desideri della contemporaneità.

Il risultato del nostro lavoro si ammira e tocca con mano in prodotti che spiccano sia per la capacità di coniugare alla perfezione forma e funzione mantenendo al centro della progettazione il comfort, sia per l’attenzione speciale che, dall’ideazione alla costruzione, viene riservata alla cura dei dettagli, il valore dei quali riflette la qualità senza compromessi dell’insieme.

Segno distintivo del nostro approccio è quello tracciato con la matita del miglior design italiano e internazionale, ai cui esponenti affidiamo il compito di trasformare la filosofia Varaschin, riassunta nel concetto di Outdoor Therapy, in elementi e complementi di arredo che, attraverso un’originale ed elegante essenzialità, armonizzando sapientemente gli esterni con gli interni, donano alla quotidianità una nota di eccezionalità

La nostra mission.

“La nostra mission è agevolare le persone a vivere bene in un contesto outdoor. Uno stile di vita che consente di essere rilassati, sereni e che permette di raggiungere un benessere psico-fisico ideale.
Qualità outdoor.”

La nostra vision.

“Essere il punto di riferimento in Europa dell’arredo outdoor qualificato. Stimoliamo le persone a vivere in un contesto outdoor che sia il più possibile in simbiosi con la natura e che assicuri un elevato livello di comfort, di benessere e di convivialità. Offriamo un nuovo stile di vita”.

Zamperla Group

Zamperla_GroupLa storia di Zamperla S.p.A. ha più di cento anni e inizia ai primi del ‘900: ovunque in Italia ci fosse spettacolo c’era un’insegna Zamperla, dalle giostre al teatro fino al cinematografo, a dimostrazione di uno spirito pionieristico e una notevole capacità imprenditoriale. Antonio Zamperla, il fondatore, negli anni ’60 faceva già meravigliose attrazioni: giostre magiche, scenografie di favole, divertenti autoscontri, pungiball, cavallini e splendide carrozze. Inizia dunque ad arrivare il successo e di conseguenza le prime richieste di produzione per conto terzi. La Zamperla nasce ufficialmente nel 1966 e solo 10 anni dopo apre la sua prima sede americana, prima a Montreal e poi nel New Jersey. E’ sul territorio americano che fa la sua esperienza il figlio di Antonio, Alberto Zamperla, attuale Presidente, che riesce a proporre ai mercati internazionali il connubio vincente, tutto italiano, di design e tecnologia, perfettamente concretizzato grazie alle altissime capacità degli artigiani italiani che lavoravano nella sede di Altavilla Vicentina.
Nel 1988 inizia la collaborazione con il Gruppo Walt Disney e quegli anni sono ancora ricordati con grande emozione in Zamperla, da quel momento in poi l’azienda decollò per diventare quello che è oggi: uno dei principali player mondiali nel mercato delle attrazioni per i parchi di divertimento che conta complessivamente circa 450 dipendenti e 4 stabilimenti produttivi in Italia ed all’estero, nel 2019 ha realizzato un fatturato di oltre 100 milioni di euro, esportando quasi la totalità dei prodotti e servizi in particolare nei mercati asiatici ed americani.
E’ alla Zamperla che si deve la rinascita di Coney Island, il parco di divertimenti più iconico e famoso al mondo che ha ospitato le produzioni di alcune delle più famose pellicole della storia del cinema (The Warriors, Angelheart, He got game, Men In Black, Wonder Wheel, Spider-Man…).
Nel 2005 Antonio Zamperla è stato il primo italiano ad essere inserito nel IAAPA Hall of Fame, andando ad affiancare nomi di pionieri del mondo dell’entertainment come Walt Disney, George Ferris e Walter Knott. Lo stesso traguardo lo raggiunse poi anche Alberto Zamperla nel 2019.
Zamperla, che oggi vede anche la presenza dei figli di Alberto, Antonio, CEO e Alessandro, impegnato nella sede americana, è un’industria seria e socialmente responsabile che produce “sogni e benessere” e che è particolarmente impegnata anche sui temi dell’inclusività e della disabilità riferiti alle attrazioni, temi dei quali si occupa un Gruppo di ricerca interdisciplinare composto da progettisti interni e specialisti esterni quali la Dr.ssa Stefania Cerino, il Dr. Francesco Manfredi e Gianni Chiari. Si tratta nella fattispecie di collaboratori e professionisti accomunati da una altissima specializzazione e con una motivazione sociale fortissima: “far stare bene e divertire il mondo”. Questo intende la Zamperla per Responsabilità Sociale dell’impresa.

Michele Zannoni

Professore associato – dipartimento di architettura – UNIVERSITA’ DI BOLOGNA

Michele_ZannoniMichele Zannoni è professore associato presso Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Si laurea in architettura nel 1996 presso lo IUAV di Venezia. Nel 2000 diventa professore a contratto prima a Venezia e poi dal 2002 al Corso di Laurea in Disegno Industriale del Politecnico di Milano. Dal 2005 al 2019 ha lavorato presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino dove dal 2014 ha ricoperto il ruolo di direttore del Corso di Laurea magistrale in Design. Nella sua esperienza professionale, iniziata prima con Studio Altermedia nel 1997 e poi continuata con Studio Visuale nel 2008, si è occupato del progetto di interfacce uomo-macchina, dello sviluppo di sistemi comunicativi nell’ambito del multimedia e di installazioni video interattive in ambito museale. Dal 2015 al 2019 ha collaborato con BSD Design.

 

Antonio Zamperla

Chief executive officer – ZAMPERLA

Antonio_ZamperlaClasse 1980, una formazione internazionale di carattere scientifico, tecnologico ed economico, che si affianca ad una innata passione per l’informatica e l’innovazione, hanno accompagnato la crescita professionale di Antonio Zamperla Jr che ha iniziato a lavorare in Zamperla nel 2003 come referente, in sede, del progetto di gestione del primo parco divertimenti a New York, Victorian Gardens, da parte della società americana di famiglia Central Amusement International Inc. (C.A.I.).
Antonio Zamperla Jr, nipote del fondatore della Antonio Zamperla SpA e figlio del presidente Alberto Zamperla, è un esperto dell’Amusement business, entusiasta del settore, attento conoscitore di nuove tecnologie e processi di innovazione, nonché di sviluppo di parchi divertimento, competenze acquisite e incrementate in più di vent’anni di esperienza all’interno dell’azienda di famiglia.
Antonio Zamperla Jr, nominato CEO a gennaio 2021, ha gestito con il padre Alberto, in qualità di Chief Innovation Officer, tutte le fasi degli ultimi vent’anni dell’azienda: la considerevole crescita economica, l’implementazione tecnologica nella produzione, grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale e della robotica, l’incredibile rilancio di Coney Island affidato all’azienda vicentina dalla città di New York, i contratti più importanti come quello di Disney, MCA Universal Studios e Warner Bros., la progettazione e la realizzazione di parchi di divertimento in Cina, nelle Filippine, in Russia e la realizzazione di Luna Farm in Italia.
Attento promotore di una cultura dell’innovazione e caratterizzato da una leadership gentile, Antonio Zamperla Jr è, da sempre, sostenitore di progetti e idee con focus su nuove tecnologie, ingegneria e intelligenza artificiale, coltivando, al contempo, un ambiente di lavoro in cui creatività, collaborazione proattiva e ascolto coesistono con successo.
Dal 2012 Antonio Zamperla Jr è membro del Manufacturer and Supplier Committee IAAPA, nel periodo 2016-2019 è stato Chairman del comitato Europeo.

 

 

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