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Tag: sicurezza sul lavoro

CORSO “ORGANIZZARE LA FABBRICA SICURA A PROVA DI INCHIESTA PENALE” – MILANO

Un grave infortunio sul lavoro, oltre a comportare un danno diretto per il lavoratore coinvolto, spesso produce ricadute penali per l’azienda ed i suoi dirigenti.
Oggi è possibile gestire entrambe queste criticità, contenendo il fenomeno degli incidenti lavorativi e, al contempo, garantendo un’efficace linea difensiva alle aziende virtuose che investono in sicurezza.
La strategia è organizzare la fabbrica secondo il principio dell’autoresponsabilità dei lavoratori, un approccio organizzativo efficace e vincente, conforme agli standard fissati dalla giurisprudenza penale e già applicato in importanti realtà industriali italiane.

Obiettivo del Corso è chiarire in modo pratico – anche grazie all’intervento di autorevoli dirigenti d’azienda e professionisti – come gestire il rapporto uomo-macchina per evitare non conformità tecnologiche e malpractice lavorative, che sono tra le cause primarie degli incidenti lavorativi nell’industria.
Uno specifico focus è dedicato alle azioni concrete che ogni figura aziendale deve compiere per salvaguardare sia la salute e sicurezza dei lavoratori, sia la propria posizione giuridica rispetto al rischio di incorrere in responsabilità penali.
Verranno inoltre descritti gli strumenti difensivi da adottare per gestire la situazione di crisi aziendale connessa al verificarsi di un incidente lavorativo, al fine di evitare l’apertura di un processo penale a carico dei ruoli dirigenti.

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Descrizione delle attività condotte dagli organi inquirenti a seguito del verificarsi di un infortunio lavorativo, con un focus sulle indagini difensive realizzabili dall’azienda coinvolta nell’incidente. Illustrazione delle diverse fasi del procedimento penale e delle fattispecie di reato che possono essere contestate dall’Autorità Giudiziaria. Descrizione delle più efficaci strategie difensive, alla luce delle novità introdotte dalla c.d. Riforma Cartabia, con esempi pratici.

  • Le attività compiute dagli organi ispettivi a seguito d’infortunio
  • I reati di lesioni colpose e omicidio colposo
  • Il reato doloso di cui all’art. 437 c.p.
  • I reati contravvenzionali stabiliti dal D.Lgs. n° 81/2008
  • La responsabilità degli Enti derivante da reato di cui al D.Lgs. n° 231/01
  • La procedura di estinzione delle contravvenzioni di cui al D.Lgs. n. 758/94
  • Infortunio causato da una macchina non conforme: i procedimenti penali nei confronti del fabbricante e dell’utilizzatore
  • Le opportunità processuali offerte dalla c.d. Riforma Cartabia
  • Le indagini difensive condotte dall’avvocato penalista: esempi concreti
  • Il decreto penale di condanna
  • Le scelte di rito nel processo

Testimonianze:
Ing. Jacopo Benedetto Orsi,
Consulente RSPP

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CORSO “ORGANIZZARE LA FABBRICA SICURA A PROVA DI INCHIESTA PENALE” – MILANO

Un grave infortunio sul lavoro, oltre a comportare un danno diretto per il lavoratore coinvolto, spesso produce ricadute penali per l’azienda ed i suoi dirigenti.
Oggi è possibile gestire entrambe queste criticità, contenendo il fenomeno degli incidenti lavorativi e, al contempo, garantendo un’efficace linea difensiva alle aziende virtuose che investono in sicurezza.
La strategia è organizzare la fabbrica secondo il principio dell’autoresponsabilità dei lavoratori, un approccio organizzativo efficace e vincente, conforme agli standard fissati dalla giurisprudenza penale e già applicato in importanti realtà industriali italiane.

Obiettivo del Corso è chiarire in modo pratico – anche grazie all’intervento di autorevoli dirigenti d’azienda e professionisti – come gestire il rapporto uomo-macchina per evitare non conformità tecnologiche e malpractice lavorative, che sono tra le cause primarie degli incidenti lavorativi nell’industria.
Uno specifico focus è dedicato alle azioni concrete che ogni figura aziendale deve compiere per salvaguardare sia la salute e sicurezza dei lavoratori, sia la propria posizione giuridica rispetto al rischio di incorrere in responsabilità penali.
Verranno inoltre descritti gli strumenti difensivi da adottare per gestire la situazione di crisi aziendale connessa al verificarsi di un incidente lavorativo, al fine di evitare l’apertura di un processo penale a carico dei ruoli dirigenti.

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Illustrazione dei principali obblighi in materia antinfortunistica riferiti al Datore di Lavoro, Dirigenti ed RSPP, con esempi pratici. Descrizione delle potenziali responsabilità penali gravanti su dette figure aziendali, con un focus sui criteri interpretativi utilizzati dalla giurisprudenza penale per valutare la congruità delle scelte aziendali in tema di salute e sicurezza sul lavoro.

  • Gli obblighi antinfortunistici del Datore di Lavoro e dei Dirigenti
  • Le responsabilità penali del Datore di Lavoro e dei Dirigenti: commento a sentenze
  • Gli obblighi antinfortunistici del RSPP
  • La responsabilità penale del RSPP: commento a sentenze
  • La valutazione dei rischi: come gestire il DVR per evitare sanzioni penali
  • L’elaborazione di procedure di lavoro in sicurezza
  • Il concetto di Best Available Technology
  • I comportamenti inosservanti delle direttive aziendali: le condotte “abnormi” dei lavoratori
  • Commento a sentenze di assoluzione riguardanti Datori di Lavoro

Testimonianze:
Ing. Marco Scalvini, Direttore Tecnico – Pollini’s Future s.r.l

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Un grave infortunio sul lavoro, oltre a comportare un danno diretto per il lavoratore coinvolto, spesso produce ricadute penali per l’azienda ed i suoi dirigenti.
Oggi è possibile gestire entrambe queste criticità, contenendo il fenomeno degli incidenti lavorativi e, al contempo, garantendo un’efficace linea difensiva alle aziende virtuose che investono in sicurezza.
La strategia è organizzare la fabbrica secondo il principio dell’autoresponsabilità dei lavoratori, un approccio organizzativo efficace e vincente, conforme agli standard fissati dalla giurisprudenza penale e già applicato in importanti realtà industriali italiane.

Obiettivo del Corso è chiarire in modo pratico – anche grazie all’intervento di autorevoli dirigenti d’azienda e professionisti – come gestire il rapporto uomo-macchina per evitare non conformità tecnologiche e malpractice lavorative, che sono tra le cause primarie degli incidenti lavorativi nell’industria.
Uno specifico focus è dedicato alle azioni concrete che ogni figura aziendale deve compiere per salvaguardare sia la salute e sicurezza dei lavoratori, sia la propria posizione giuridica rispetto al rischio di incorrere in responsabilità penali.
Verranno inoltre descritti gli strumenti difensivi da adottare per gestire la situazione di crisi aziendale connessa al verificarsi di un incidente lavorativo, al fine di evitare l’apertura di un processo penale a carico dei ruoli dirigenti.

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Descrizione degli standard di sicurezza stabiliti dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE e dal Nuovo Regolamento Macchine 2023/1230, la cui applicazione diventerà obbligatoria in tutta l’Unione Europea dal 20 gennaio 2027. Esempi di non conformità tecnologiche e malpractice operative diffuse nell’industria, con illustrazione delle soluzioni tecniche ed organizzative idonee a prevenirle.

  • Obblighi dei fabbricanti per l’immissione sul mercato dei macchinari industriali
  • Le fonti normative di riferimento per la costruzione di macchine
  • I principi d’integrazione della sicurezza stabiliti dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE
  • Il concetto di “rischio residuo”
  • Il fascicolo tecnico delle macchine
  • Il manuale d’istruzioni quale componente di sicurezza
  • Il concetto di “uso scorretto ragionevolmente prevedibile”
  • Le novità introdotte dal nuovo regolamento macchine 2023/1230
  • Il concetto di modifica sostanziale di una macchina

Testimonianze:
Ing. Luca Procchi, Certified Machinery Safety Expert

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Un grave infortunio sul lavoro, oltre a comportare un danno diretto per il lavoratore coinvolto, spesso produce ricadute penali per l’azienda ed i suoi dirigenti.
Oggi è possibile gestire entrambe queste criticità, contenendo il fenomeno degli incidenti lavorativi e, al contempo, garantendo un’efficace linea difensiva alle aziende virtuose che investono in sicurezza.
La strategia è organizzare la fabbrica secondo il principio dell’autoresponsabilità dei lavoratori, un approccio organizzativo efficace e vincente, conforme agli standard fissati dalla giurisprudenza penale e già applicato in importanti realtà industriali italiane.

Obiettivo del Corso è chiarire in modo pratico – anche grazie all’intervento di autorevoli dirigenti d’azienda e professionisti – come gestire il rapporto uomo-macchina per evitare non conformità tecnologiche e malpractice lavorative, che sono tra le cause primarie degli incidenti lavorativi nell’industria.
Uno specifico focus è dedicato alle azioni concrete che ogni figura aziendale deve compiere per salvaguardare sia la salute e sicurezza dei lavoratori, sia la propria posizione giuridica rispetto al rischio di incorrere in responsabilità penali.
Verranno inoltre descritti gli strumenti difensivi da adottare per gestire la situazione di crisi aziendale connessa al verificarsi di un incidente lavorativo, al fine di evitare l’apertura di un processo penale a carico dei ruoli dirigenti.

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Descrizione dei nuovi standard organizzativi fissati dalla giurisprudenza penale in ambito antinfortunistico, con un focus specifico sul principio di autoresponsabilità dei lavoratori.
Illustrazione dell’applicazione pratica e degli effetti di tale criterio organizzativo nei contesti industriali per prevenire infortuni, reati e sanzioni penali, con testimonianze di responsabili aziendali.

  • L’apporto umano: fattore competitivo delle industrie del Made in Italy da tutelare
  • La responsabilità organizzativa dopo ThyssenKrupp
  • Il nuovo sistema antinfortunistico “collaborativo”
  • Il concetto di autoresponsabilità elaborato dalla giurisprudenza penale
  • Organizzare la fabbrica secondo il principio di autoresponsabilità
  • Gli obblighi antinfortunistici di preposti e lavoratori
  • La responsabilità penale di preposti e lavoratori
  • Case study: il principio di autoresponsabilità applicato a Benelli Armi s.p.a.

Testimonianze:
Dott. Giuseppe Curzi PhD, RSPP di Benelli Armi s.p.a.

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