L’università non basta mai
Hanno appena finito di studiare e conseguito una laurea, ma sono disposti a continuare a formarsi. Mentre l’Intelligenza Artificiale (AI) si abbatte come una scure sulle posizioni entry level, polverizzando le già scarse opportunità per chi si approccia al mercato del lavoro per la prima volta, negli Stati Uniti è schizzata al 78% la percentuale di laureati che vorrebbe specializzarsi ancora pur di trovare un impiego (secondo un sondaggio della società di consulenza Jenzabar, riportato dal sito del canale tv CNBC).
Sembrerebbe d’altronde un processo tipico delle fasi di recessione economica. “Esiste una tendenza a puntare sugli studi durante le crisi” ha spiegato in un’intervista Kristin Blagg, ricercatrice del think tank Urban Institute. “Le persone in qualche modo ripiegano sull’istruzione secondaria, si tratta di un’azione anticiclica”.
L’istruzione come una polizza assicurativa
Ci sono alcune premesse. Il mercato del lavoro è relativamente stabile, in Italia così come negli Stati Uniti, dove i posti di lavoro sono cresciuti a marzo più del previsto. Secondo l’istituto Bureau of Labor Statistics, il tasso di disoccupazione negli Usa è infatti sceso al 4,3%. Anche se resta il nodo dei giovani tra i 16 e i 24 anni, la cui quota di senza lavoro è all’8,5%. Risulta però calata a picco ad aprile 2026 la fiducia dei consumatori a causa della guerra in Iran: “È qualcosa che di solito spinge le persone a riflettere sulle opportunità” ha affermato Blagg.
Ecco allora che studiare diventa un’arma in più per difendersi da un futuro indecifrabile. Quante più competenze, tanto più si diventerà spendibili è il ragionamento di fondo. “Le graduate school (una sorta di omologo della laurea specialistica) sono quanto mai sulla cresta dell’onda” ha spiegato Eric Greenberg, Presidente del Greenberg Educational Group, società di consulenza di New York. “Se sei più istruito e hai maggiori conoscenze con tutta probabilità troverai un lavoro migliore: è una specie di assicurazione”.
Lavori migliori e guadagni più alti
Aggiudicarsi una buona occupazione significa anche essere pagati di più. Sempre secondo il Bureau of Labor Statistics gli occupati dotati di specializzazione o dottorato sperimentano in genere salari più alti e minori tassi di disoccupazione.
Resta il problema dell’indebitamento studentesco: in media pari a 54.800 dollari per gli studenti di master a detta dei dati dell’Urban Institute. Che diventano 173.180 per chi ha ottenuto una specializzazione professionale. Per la laurea breve, invece, i debiti si fermano di solito intorno ai 27.300 dollari. Quello dei prestiti studenteschi e dell’enorme debito accumulato è un tema al centro del dibattito negli Stati Uniti. Tanto che sono stati introdotti una serie di paletti. A partire dal primo luglio 2026 il limite per le graduate school sarà di 100mila euro; 200mila invece per i programmi professionali per medici, dentisti o avvocati.
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