Le soft skill entrano nei videogiochi di formazione
La formazione aziendale è chiamata a rispondere a una doppia sfida: da un lato, rendere più efficaci i percorsi di sviluppo delle competenze trasversali; dall’altro, parlare un linguaggio capace di ingaggiare popolazioni aziendali sempre più eterogenee, abituate a rapidità, interazione e feedback continui. In questo scenario si inserisce il progetto di PA360 Training on skills, HR Academy attiva dal 2019 nei segmenti Edtech ed Edugaming, con un focus specifico su soft skill e life skill.
L’obiettivo è portare nel mondo della formazione digitale integrata strumenti più coinvolgenti, scalabili e misurabili. Non solo corsi e-learning, quindi, ma anche serious game tridimensionali pensati per allenare competenze cognitive, emotive, relazionali, organizzative e manageriali. I serious games (giochi seri) sono giochi digitali progettati per finalità formative o addestrative, che mantengono un’interfaccia interattiva e dinamiche di gioco coinvolgenti.
“Il nostro obiettivo è supportare lo sviluppo e il potenziamento delle competenze trasversali necessarie nel mondo del lavoro e in tutti i contesti della vita”, ha spiegato Michele Petrone, Founder & CEO di PA360 Training on skills. “PA360 è l’acronimo di Personal Anchors: ci ispiriamo agli ancoraggi della persona, ai punti di riferimento individuali. A 360 gradi”, ha proseguito.
Una library digitale per allenare le competenze
Il progetto centrale di PA360 è Soft Skill Game, una e-library HR di videogiochi formativi interattivi. Entro dicembre 2026 sarà completato il catalogo di 100 serious games tridimensionali, i cui contenuti saranno disponibili in licenza d’uso SaaS, con costi modulati in base al numero di utenti e ai learning game selezionati. Il modello si basa sul game based learning: le competenze vengono allenate attraverso scenari, storytelling, avatar, simulazioni realistiche, prove, punteggi e livelli. Lo scopo è quello di spostare l’apprendimento da un’esperienza passiva a un contesto più immersivo, nel quale la persona può esercitare comportamenti, decisioni e modalità relazionali.
“Soft Skill Game supporta il potenziamento di capacità, abilità e talenti personali. Una metodologia formativa diversa rispetto alla formazione tradizionale in presenza o online, che può rivelarsi particolarmente utile per lo sviluppo delle soft skill”, ha sottolineato Petrone. Accanto ai serious game, PA360 sta sviluppando anche un catalogo di corsi e-learning. Le due collezioni digitali prevedono tre livelli di apprendimento, da base ad avanzato, sottotitoli e disponibilità on demand 24/7 in otto lingue.
Dati, badge e integrazione con i sistemi HR
Uno degli elementi più rilevanti per le Direzioni HR riguarda la possibilità di collegare la piattaforma edugaming ai sistemi gestionali aziendali. Questo permette di costruire un fascicolo formativo automatizzato della popolazione aziendale, utile per monitorare la partecipazione e per rendere più tracciabile lo sviluppo delle competenze.
Tutti i corsi di PA360 Training on skills sono certificati attraverso digital badge 3.0 con tecnologia blockchain. I badge attestano frequenza e profitto, sono portatili e immutabili e possono essere inseriti nel cv o nel profilo LinkedIn. Secondo Petrone, questi strumenti possono valorizzare percorsi formativi informali, rendendo più visibili le competenze acquisite anche nei processi di selezione. Il catalogo si ispira al Framework europeo delle competenze LifeComp EU e alle principali linee guida internazionali sulle soft e life skill, tra cui Ocse, Oms, Onu e World Economic Forum.
Dalla formazione aziendale al welfare
I destinatari principali sono le aziende private, le Pubbliche Amministrazioni, i manager e i team leader, ma trovano applicazione anche nella formazione dei neoassunti e, più in generale, dell’intera popolazione organizzativa. I casi d’uso sono molteplici: formazione aziendale, onboarding, recruiting, preselezione, valutazione HR, total reward, sviluppo manageriale e campagne di sensibilizzazione su diversità, equità e inclusione. I serious games possono essere utilizzati anche nei piani di welfare aziendale come servizi con finalità didattico-formative per i figli dei dipendenti. Una leva che intercetta un bisogno crescente: supportare le famiglie nella crescita educativa dei ragazzi e, allo stesso tempo, rafforzare l’immagine dell’azienda come soggetto attento allo sviluppo del capitale umano.
Lo scopo, in questo caso, è di costruire una proposta coerente con le politiche Esg e con una concezione più ampia della responsabilità sociale d’impresa. Investire sulle competenze dei giovani significa infatti agire su un terreno che riguarda anche il futuro del lavoro. “Offrire strumenti formativi così moderni comunica un’immagine di innovazione e vicinanza reale alle esigenze delle nuove generazioni. Per l’azienda significa anche contribuire allo sviluppo del capitale umano del futuro”, ha evidenziato Petrone.
Una leva per ingaggiare giovani e Neet
Un altro ambito di applicazione riguarda i giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi, i cosiddetti Neet. Per questa fascia di popolazione, il linguaggio del gioco può rappresentare una modalità più efficace per riattivare motivazione, fiducia e consapevolezza delle proprie capacità. La formazione classica, sia in presenza sia online, non sempre riesce a intercettare ragazzi abituati a feedback immediati o che hanno difficoltà ad inserirsi in percorsi di studio e lavoro tradizionali.
L’edugaming può quindi diventare lo strumento preferenziale per lavorare sulle qualità personali di questi giovanii: autostima, intelligenza emotiva, gestione dello stress, relazioni sociali, benessere individuale, nell’ottica di prepararli al futuro lavorativo. “La formazione coinvolgente e partecipativa dei serious games rappresenta uno strumento prezioso e del tutto congeniale per questi ragazzi, nativi digitali, volto a incrementare autoconsapevolezza, stimoli e motivazione nei propri mezzi, capacità e talenti, nonché a riattivare competenze e fiducia in sé stessi” ha precisato Petrone.
Rendere misurabile ciò che spesso resta implicito
Il tema delle soft skill è da anni al centro del dibattito manageriale, ma continua a scontare una difficoltà: renderle osservabili e misurabili senza perdere di vista il ROI effettivo. L’interconnessione degli edugame con i sistemi aziendali consente di ottenere in tempo reale badge digitali, reportistica avanzata, ore di formazione, percorsi completati e risultati raggiunti dai dipendenti, in modo da offrire una maggiore tracciabilità dei percorsi formativi.
L’edugaming può quindi ampliare il modo in cui le organizzazioni progettano l’apprendimento, sia dal punto di vista organizzativo, sia qualitativo. “PA360 organizza il proprio catalogo in sei aree: cognitiva, emotiva, relazionale, realizzativa, gestionale-manageriale e digitale. Le competenze affrontate spaziano dalla soluzione dei problemi al pensiero sistemico, dalla gestione delle emozioni alla leadership, dalla sostenibilità all’uso consapevole di web, social media e Intelligenza Artificiale (AI)”, ha spiegato Petrone.
In questa prospettiva, il videogioco non è una semplificazione della formazione. Può diventare, se progettato con rigore, un ambiente in cui sperimentare comportamenti, ricevere feedback e trasformare competenze latenti in capacità più concrete. Perché per navigare il futuro del lavoro sono necessarie persone capaci di interpretare e attraversare il cambiamento senza subirlo.
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