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Impatto e nuove traiettorie del capitale umano

Ifoa ha approvato il bilancio 2025 con 25,9 milioni di euro di proventi, in crescita rispetto all’anno precedente, e un risultato economico positivo che conferma un trend di sviluppo. Nel corso del 2025 sono stati anche redistribuiti oltre 250mila euro ai dipendenti attraverso strumenti di welfare.  Ma il risultato, come è emerso anche dal racconto interno all’Ente di formazione no-profit e Agenzia per il lavoro di Reggio Emilia, va al di là del solo dato economico. Il bilancio racconta un’organizzazione dinamica che non ha paura di evolvere. Ifoa non si limita più a fare formazione, ma si sta posizionando come una vera infrastruttura che collega persone, imprese e territori. La formazione diventa così uno strumento più ampio: non solo serve a entrare nel mercato del lavoro, ma aiuta a far funzionare meglio l’intero sistema produttivo.

“Nel mondo dell’economia italiana ci stiamo rendendo conto che il tema delle risorse umane e, ancora di più, il tema delle competenze è comunque l’elemento qualificante per molte realtà imprenditoriali, la vera differenza la fanno le persone. In molte realtà si vorrebbe, si potrebbe anche immaginare un futuro più in grande, ma senza le persone questo non è realizzabile”, ha affermato Umberto Lonardoni, Direttore Generale di Ifoa.

Nel 2025, Ifoa ha formato oltre 36mila persone e attivato migliaia di percorsi tra corsi, politiche attive e orientamento. Più di 4mila persone hanno trovato lavoro, grazie anche a tirocini e percorsi di inserimento strutturati. Il modello a cui si tende è quello di una formazione sempre più legata all’occupabilità reale, costruita insieme alle imprese. “Notiamo ultimamente come i giovani che si affacciano al mondo del lavoro vogliano scegliere attivamente il proprio percorso, e non semplicemente venire selezionati dalle aziende. Questo spostamento della scelta impatta in maniera oggettiva sulle organizzazioni: il progetto di business deve essere condiviso, così come le politiche di sviluppo del capitale umano”, ha specificato Lonardoni.

Il rapporto diretto con le aziende e con il sociale

Un ruolo centrale lo giocano le Academy aziendali: percorsi costruiti direttamente con le imprese per formare competenze mirate e inserire rapidamente le persone nel lavoro. Dal 2019 al 2025 sono state attivate 42 Academy con oltre 60 aziende e quasi nove persone su 10 sono poi rimaste in azienda al termine del percorso. “In Ifoa sono sempre più centrali le figure che accompagnano e guidano i momenti di transizione: il passaggio da scuola a lavoro, il riposizionamento professionale, l’affiancamento verso ruoli di maggiore responsabilità in azienda. Figure di questo tipo, secondo me, sono le professionalità del futuro nei soggetti della formazione”, ha continuato Lonardoni.

Accanto ai percorsi più tradizionali, cresce una parte sempre più rilevante legata all’inclusione. Ovvero progetti specifici dedicati a soggetti sensibili: giovani Neet, persone con fragilità occupazionali, neurodivergenze e progetti di reinserimento per chi arriva da percorsi difficili, come il carcere. Qui la formazione non ha come fine lo sviluppo della sola competenza, ma diventa parte integrante della creazione di una nuova possibilità di lavoro. “La scarsità di persone, dovuta all’attuale situazione demografica e sociale, impone di ampliare il bacino in cui intercettare le risorse. Questo significa rivolgersi a persone che sono al di fuori dei tradizionali percorsi di formazione o occupazione”. ha proseguito Lonardoni.

Opportunità e cambiamento

Un altro fronte strategico rilevante riguarda l’Intelligenza Artificiale (AI). Ifoa sta progressivamente integrando l’AI sia nei percorsi formativi sia nei processi interni, con l’obiettivo di aumentare efficienza, qualità e capacità di personalizzazione dell’offerta. Tuttavia, l’adozione dell’AI è letta come uno strumento di potenziamento del lavoro umano, non come sua sostituzione. In questa prospettiva, la formazione assume un ruolo decisivo nel guidare la transizione, aiutando persone e aziende a comprendere e utilizzare la tecnologia in modo consapevole, trasformandola in un acceleratore di competenze, senza che venga letta come una minaccia per l’occupazione futura.

“La prima sfida è che cresca il livello delle competenze in ambito di tecnologia e uso dell’AI, perché spesso si tratta di introdurre le risorse a percorsi di alfabetizzazione digitale, in modo che comincino o a usare questi strumenti. E allora la prima cosa è proprio rompere quel muro che in qualche modo fa sì che la persona si senta inadeguata rispetto a questi strumenti”, ha precisato Lonardoni. Il 2025 segna anche un cambio di governance con la nomina di Serena Foracchia alla Presidenza. In sintesi, Ifoa sta cambiando pelle: da realtà che forma persone a infrastruttura che tiene insieme lavoro, imprese e inclusione. Un ruolo sempre più centrale in un mercato del lavoro che cambia rapidamente.

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