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Cultura di impresa al centro

Maggiore cultura di impresa: a questo devono puntare le aziende italiane, specie le più piccole. Ancorandosi a quattro leve, che sono innovazione, inclusione, sicurezza e sviluppo organizzativo. Aspetti da potenziare per essere più competitive sul mercato. Per questo nasce 4.Manager, associazione di Confindustria e Federmanager che persegue l’obiettivo di promuovere una nuova cultura imprenditoriale e dialogare con le istituzioni di politica industriale, sviluppo delle competenze ed evoluzione del lavoro.

Insieme a Digit’Ed, importante polo di formazione in Italia, 4.Manager ha lanciato il progetto Managerial Cultural Path, una serie di incontri sui nuovi paradigmi della managerialità contemporanea che hanno visto l’intervento di imprese, manager e stakeholder. L’evento finale “Dalle competenze alla cultura d’impresa” si è tenuto il 21 maggio scorso alla 24ORE Business School di Milano, un’occasione per riflettere sul ruolo della cultura manageriale nella costruzione di organizzazioni più evolute e capaci di affrontare la complessità.

I nodi da risolvere

Molte le criticità che si riscontrano nel tessuto imprenditoriale odierno. Guardando ad esempio all’AI, si scopre come il suo utilizzo in quelle con almeno 10 addetti sia sì raddoppiato in un anno, passando dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025. Ma il valore resta basso. Meno bene sul fronte delle pratiche che sostengano la parità di genere. Secondo il Gender Equality Index 2025, l’Italia è ancora sotto la media europea. E sono troppi tuttora gli infortuni sul lavoro: 387.726 quelli riscontrati dall’INAL nel 2024. 

Il management deve allora posizionarsi come costruttore di senso, visione e coerenza organizzativa governando diversi ambiti da considerare non separati, ma come elementi interconnessi di una nuova visione di impresa. “Il percorso avviato da 4.Manager insieme a Digit’Ed segna l’inizio di una nuova fase di investimento sulla cultura d’impresa, che oggi rappresenta una leva strutturale, e non più accessoria, della competitività del sistema produttivo” ha dichiarato Stefano Cuzzilla, Presidente di 4.Manager. “Nel progetto abbiamo messo in relazione le trasformazioni più profonde che stanno attraversando le imprese, offrendo un’interpretazione della cultura manageriale come infrastruttura strategica dell’innovazione”. 

La sfida della complessità da gestire

Il tema dello sviluppo manageriale deve diventare centrale. “Il motivo è che la trasformazione in corso non riguarda soltanto le tecnologie, ma il modo stesso in cui le organizzazioni producono valore” ha spiegato Davide Vassena, Ceo di Digit’Ed. “Con il Managerial Cultural Path abbiamo lavorato insieme a 4.Manager per costruire un percorso che aiutasse manager e imprese a leggere questa complessità in modo integrato, mettendo in relazione innovazione, sostenibilità, inclusione e benessere organizzativo. È questa la sfida”.

“La cultura d’impresa deve tradursi in scelte concrete, competenze e comportamenti capaci di incidere davvero sulla competitività delle imprese e sulla qualità del lavoro” è stato il commento di Giuseppe Torre, Responsabile dell’Osservatorio 4.Manager. “Le filiere produttive devono essere lette sempre più come ecosistemi cognitivi, fondati sulla cooperazione e sulla circolazione della conoscenza, in cui managerialità e connessioni tra imprese e territori diventano leve di resilienza, innovazione e crescita”.

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