ERP di SAP in cloud: le esperienze delle PMI
Se il tessuto imprenditoriale italiano si basa sulle piccole e medie imprese, va da sé che l’adozione delle nuove tecnologie si presenti come un percorso a volte un po’ in salita. Sono percepite come complesse, da studiare e con tempistiche lunghe prima di essere integrate nei processi. Ma è davvero così? O di mezzo ci sono pregiudizi da scardinare? Se ne è parlato il 21 maggio 2026, a Padova, alla tavola rotonda dal titolo “SAP Cloud ERP: cresci senza ostacoli, scala senza confini“, evento promosso da Aeonvis, società di consulenza organizzativa e tecnologica, con la media partnership di Sistemi&Impresa, rivista di Edizioni ESTE (editore anche del nostro quotidiano).
Il confronto – integrato da sessioni di approfondimento tecnico – ha visto imprenditori e manager dialogare su come le aziende italiane stiano già usando la tecnologia, come l’Enterprise resource planning (ERP), le soluzioni in cloud e l’Intelligenza Artificiale (AI). C’è chi è più titubante e chi è già in fase di implementazione.
Nel caso dell’azienda produttrice di cappelli Fratelli Marzi, nata a Firenze nel 1926 si è potuto esplorare l’artigianato puro: l’impresa ha creato per decenni cappelli per cerimonie e gare ippiche, che poi – quando il mercato si è fermato – si è trovata a dover diversificare la produzione agganciandosi ad altri brand della moda. La tecnologia? Non è stata respinta, tutt’altro.
Come ha raccontato il CEO Alessio Marzi, l’azienda si trova adesso in una fase di rivoluzione per il gestionale aziendale. “Abbiamo affidato lo sviluppo a un piccolo provider italiano che ha creato un software che legge documenti e trasmette i dati al gestionale”, ha spiegato. Lo scopo è passare dal data entry manuale a quello fatto tramite AI. In azienda, però, ci sono perplessità, ha rivelato Marzi. “Temono che sia un investimento di tempo maggiore rispetto ai benefici che può portare”. Lui invece si è detto convinto del contrario: “I benefici adesso sembrano lontani, ma arriveranno una volta che saremo a regime”.
Il mondo del business è refrattario all’innovazione?
Non sempre le novità sono accolte con slancio, anche quando è il management a proporle. “Nella mia esperienza ho riscontrato resistenza”, ha affermato Carlo Rossi Chauvenet, Managing Partner dello studio legale Crclex. Ma l’assenza di tecnologia in alcuni casi può essere un incubo. Si pensi al mercato del vino, dove opera la sua azienda di famiglia:“Qui ci sono tutta una serie di vincoli da rispettare e di processi, inclusa la commercializzazione internazionale”.Impossibile dunque prescinderne.
Non è detto che siano necessari lunghi periodi di transizione. In questo senso Davide De Francesco, Executive Director Nord Est di Aeonvis ha raccontato: “Mi contattano agli inizi di luglio da Valcom’s – azienda operante nel campo dell’alluminio – dicendomi che, a seguito dell’acquisizione di un’altra impresa, avevano necessità di allineare la nuova realtà al gestionale di SAP; a rendere difficoltoso il percorso erano le tempistiche, perché l’operazione era da concludere entro settembre, con agosto di mezzo“. L’obiettivo, così ci dice la cronaca, è però stato centrato.
“Ci siamo guardati con il collega e abbiamo trovato una quadra, sedendoci insieme con il cliente e facendo leva sulle competenze. A fare la differenza sono stati l’impegno e la disponibilità. Così la parte tecnica poi si riesce a guidare”, ha concluso De Francesco. “Spesso SAP è considerato un sistema complesso, invece qui ha risposto a necessità di estrema efficienza in tempi rapidi, andando a colmare un’esigenza concreta”, ha affermato Carlo Fidelio, Amministratore Delegato di Valcom’s.
Altro tema affrontato nel confronto è stato quello dell’impresa a cui affidarsi per introdurre nuove tecnologie in azienda. E in questo caso sono le relazioni a contare più di tutto. “C’è un’enorme inflazione sul piano della comunicazione: è un continuo proporre, per esempio sui social, nuove soluzioni, ma io non ho competenze per una scelta mirata” ha confessato Marzi. La chiave sta allora nella fiducia che si crea. A dirsene certo è Marco Cameroni, Chief Partner Officer di SAP Italia: “È lì e nella conoscenza la vera partnership. E non tutti i system integrator diventano partner SAP. Si segue un processo articolato perché andiamo prima a valutare le aziende partner per garantire poi sul mercato”.
Il tema dei dati: sicurezza e qualità
Lo spauracchio numero uno per le aziende in ambito tecnologia è la questione della sicurezza dei dati. Il punto è: se tutto finisce non più nei computer fisici, ma nella nuvola del cloud – ipoteticamente accessibile da chiunque – il dubbio che siano al sicuro è legittimo. “Oggi c’è una coscienza maggiore e i mercati sono regolati”, ha assicurato Cameroni. Va però sgombrato il campo da un equivoco, cioè che esista il rischio zero.
Quello che però non va trascurato è la qualità massima del dato: “Senza allucinazioni e non inventato” ha spiegato Cameroni. “Noi abbiamo sviluppatori e ingegneri che conoscono il significato di ogni record”. L’importanza si intuisce dal fatto che poi sarà sulla base di quei dati che si orienteranno le decisioni. “Entrano nella parte dirigenziale come strumento di conoscenza in ambiti che non si padroneggiano”, ha osservato Chauvenet. Per questo vanno scelti con cura: “Una domanda che si fa troppo poco è infatti di quali dati vorremmo disporre come aziende”.
Senza contare il tema dei costi, legati proprio alla gestione dei dati e alla loro protezione. Quanto più il sistema è aggiornato e il livello è alto, tanto più salgono i prezzi. Conviene però risparmiare su questo aspetto? “Ce ne siamo accorti quando abbiamo subito il primo attacco in azienda”, ha ricordato Chauvenet. “La soluzione software scelta era sbagliata e ci siamo resi conto di quanto valgono i dati: tantissimo”.
Eppure non vale la pena trincerarsi dietro le difficoltà. E rimandare la decisione di investire nelle tecnologie. Al contrario sono proprio i momenti non facili quelli migliori per agire e distinguersi. “Nelle fasi di floridità tutti investono”, ha detto De Francesco. Ma il suo suggerimento finale è stato un altro: “Il vero valore aggiunto si ottiene nel differenziarsi e uscire dalla massa per vincere la concorrenza”.
Il focus sugli aspetti più tecnici
Dopo la tavola rotonda sono seguiti gli approfondimenti di tipo tecnico. Paolo Stefano Beghetto, Responsabile TriVeneto di Credit Data Research Italia, ha proposto un focus sull’iperammortamento 2026–28: un incentivo che consente di portare al 43% la deducibilità degli investimenti in soluzioni ERP cloud.
Matteo Longinotti, Solution Advisor Finance di SAP Italia, ha invece illustrato l’evoluzione dell’offerta cloud per il middle market. Claudio Abbiati, Executive Director Sales & Marketing di Aeonvis, ha presentato l’azienda e il metodo Aeonvis; Andrea Martini ed Enrico Gallana, consulenti SAP di Aeonvis, hanno ripercorso casi d’uso reali di SAP Cloud ERP per fare luce sul potenziale della Business AI integrata nel supportare i processi, dagli acquisti alla logistica fino al ciclo finanziario. Prima del momento di networking finale, c’è stato spazio per rispondere a qualche domanda per condividere esperienze e conoscenze. E allargare la propria rete di business.
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