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WELFARE AZIENDALE TRA DIMENSIONE ORGANIZZATIVA E CURA DELLA PERSONA

8.00

A cura di Franca Maino

Analisi di un percorso per creare un nuovo patto tra l’impresa e le persone

Il Libro

Nelle società sfidate dalla crisi del welfare pubblico, il welfare aziendale in quanto strumento che consente di mantenere in equilibrio due interessi in gioco – il lavoro e le esigenze delle persone – diventa un architrave del modello sociale europeo. I vantaggi per l’impresa (benefici fiscali, rafforzamento del legame con i lavoratori, aumento della produttività) e i vantaggi per i lavoratori (soddisfacimento di alcuni bisogni essenziali, di alcune richieste “gratificanti” e maggiore benessere organizzativo) viaggiano sullo stesso binario con il risultato che si sostanzia in un nuovo patto di fiducia tra l’azienda e la persona. Gli incentivi premiano le aziende che sottoscrivono accordi per aumentare la produttività e si è ampliato il paniere di servizi che possono rientrare all’interno del welfare defiscalizzato. L’estensione del welfare contrattato alle piccole e medie imprese resta un nodo da sciogliere: un accordo quadro inter-confederale tra Confindustria e confederazioni sindacali è stato sottoscritto nel luglio del 2016, ma la strada da percorrere è ancora molta, anche per scongiurare le tradizionali asimmetrie che caratterizzano il nostro paese e che sono il riflesso di differenze tra i territori, tra le dimensioni delle imprese e tra le categorie dei lavoratori. In questo scenario il welfare aziendale si configura come strumento di “ingegneria organizzativa” e di innovazione sociale. Ecco che il welfare da “carrello della spesa” si configura sempre più come opportunità per “ridisegnare” il luogo di lavoro del futuro e creare opportunità di maggiore partecipazione dei lavoratori favorendo al contempo un cambiamento basato su nuove logiche organizzative.

Il Curatore

Franca Maino Dirige il Laboratorio “Percorsi di secondo welfare” (www.secondowelfare.it) presso il Centro di ricerca Luigi Einaudi di Torino ed è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università di Milano, dove insegna Politiche Sociali e del Lavoro e Social Innovation & Welfare Mix. È membro del Comitato di redazione di Stato e Mercato e della Rivista Italiana di Politiche Pubbliche. È membro del Comitato scientifico della Fondazione Welfare Ambrosiano (da gennaio 2014) e del Comitato scientifico di AssoPrevidenza (da giugno 2014). Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano il Primo Rapporto sul secondo welfare in Italia (2013) e il working paper Social Innovation Beyond the State. Italy’s Secondo Welfare in a European Perspective (2014). Nel 2015 ha curato (con Maurizio Ferrera) il Secondo Rapporto sul secondo welfare in Italia (2015). Ha curato con Giulia Mallone il Quaderno n. 21 di Sviluppo&Organizzazione Dall’azienda al territorio. Le PMI incontrano il welfare (ESTE, 2015). Ha scritto con L. Bandera e C. Lodi Rizzini il volume Povertà alimentare in Italia: le risposte del secondo welfare” (Il Mulino, 2016).

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