Supply chain, tecnologia e strategie per affrontare gli scenari incerti
Eventi geopolitici, inflazione, cambiamenti climatici e mutamenti dei consumi rendono sempre più fragile l’equilibrio tra domanda e offerta: gestire la Supply chain per le aziende vuol dire quindi muoversi in uno scenario di incertezza continua. Non fanno eccezione le imprese del Food & Beverage. Per le organizzazioni di ogni settore, infatti, la capacità di prevedere e reagire in tempo reale non è più solo leva di competitività, ma è la condizione di base per la sopravvivenza. In questo ambito la fanno da padrone le tecnologie, da introdurre però secondo una adeguata strategia che punti su efficienza e visibilità sull’intera catena del valore.
Di questi temi se n’è parlato nell’evento dal titolo “Investimenti e strategie per una value chain Food & Beverage più efficiente”, organizzato da Elisa Industriq Italy presso lo Smact Competence Center di Padova. Ad aprire il confronto – introdotto da Alberto Costanzo, Amministratore Delegato di Elisa Industriq Italy – è stata Pamela Danese, Full Professor di Operations & Supply Chain Management presso l’Università di Padova.
La docente ha evidenziato tre nodi critici che oggi mettono alla prova le aziende: la gestione della domanda e la capacità di reazione; la visibilità della rete distributiva; la sostenibilità e l’Energy management. Per Danese, infatti, la volatilità dei consumi e la difficoltà nel prevedere il comportamento dei clienti riducono l’affidabilità dei piani previsionali; inoltre più sono articolate le reti, più servono strumenti per avere una vista unificata e integrata dei flussi. Infine c’è l’efficienza ambientale che la docente ha invitato a considerare parte integrante delle performance operative.
Manager preoccupati per le interruzioni della catena
A proposito di Supply chain, la studiosa ha ricordato anche l’impatto del cosiddetto effetto Forrester, il fenomeno per cui le oscillazioni nella domanda si amplificano lungo la catena di fornitura, generando incertezza e overstock. La soluzione? La pianificazione collaborativa della domanda (Demand & Supply Planning) e la condivisione dei dati in tempo reale, abilitata appunto dalle piattaforme digitali.
A confermare che le aziende stanno attraversando una fase di trasformazione che coinvolge tutti i comparti industriali sono stati Marco Galantini e Michele Carpanese, Partner di AlixPartners: secondo un’indagine citata durante l’incontro, il 74% dei manager dichiara di essere preoccupato per le interruzioni nella catena di approvvigionamento. In un contesto in cui la domanda è meno prevedibile, diventa dunque essenziale trovare il giusto bilanciamento tra produzione, livelli di stock e approvvigionamenti.
Reagire rapidamente di fronte ai cambiamenti
Le conferme dello scenario particolarmente complesso per la gestione della Supply chain – ma comunque governabile da strategie e tecnologia – sono state due aziende (Bauli e Kioene) impegnate proprio in percorsi di digitalizzazione della catena di fornitura. Come spiegato da Maurizio Tavolara, IT Business Analyst & Demand Coordinator di Bauli, l’azienda ha iniziato il percorso di trasformazione nel 2010 implementando le soluzioni di sedApta, in particolare per generare previsioni di vendita, pianificare la produzione e gestire i flussi di ordini e trasferimenti tra stabilimenti in modo coordinato. Il risultato è una maggiore flessibilità nei piani produttivi e la possibilità di reagire con rapidità alle variazioni della domanda: una competenza ormai vitale in un settore fortemente stagionale come quello dolciario.
Diverso il caso Kioene, azienda specializzata nella produzione e distribuzione di alimenti a base di proteine vegetali che – come raccontato da Gioia Tonazzo, Supply Chain Manager di Kioene – nel giro di circa 10 anni è passata da 3 milioni di fatturato (2015) a oltre 50 milioni (2023); inoltre è atteso un ulteriore incremento del business del 32%. Anche in questo caso, il progetto di digitalizzazione, con la collaborazione con Elisa Industriq Italy, ha consentito di automatizzare il flusso della domanda e dei materiali, garantendo una gestione puntuale dei prodotti freschi e surgelati, caratterizzati da una shelf life ridotta. La tracciabilità in tempo reale ha poi rafforzato il controllo dal fornitore al consumatore finale, con benefici in termini di qualità e riduzione degli sprechi.
Da non dimenticare poi il ruolo della tecnologia per la gestione delle promozioni, leva fondamentale per i beni di largo consumo e per il Retail: come spiegato da Federica Facchini, Head of Presales di DSM Group, a oggi lo scenario è un modello frammentato e poco sostenibile. Ecco perché l’adozione di strumenti avanzati di analisi e pianificazione permettono di reagire con rapidità, orientando in modo più efficace le decisioni commerciali. La tecnologia non è più solo un vantaggio competitivo: è la condizione per restare sul mercato. E da lì affrontare la competizione globale.
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