Il Made in Italy guida la ripresa della Manifattura
L’economia del Paese corre verso il futuro: le fabbriche puntano su idee chiare e cambiamento concreto. RS, azienda specializzata in prodotti e soluzioni per l’industria, ha svelato i dati di una ricerca realizzata in Europa – il titolo dello studio è: “Tradizione e innovazione: l’Italia immagina il futuro dell’industria” – che esplora quanto conta oggi la novità nei settori produttivi del continente.
La raccolta d’informazioni è stata gestita da Walnut a giugno 2025, coinvolgendo 567 responsabili aziendali esperti in tre Paesi: Italia, Francia e Inghilterra. Il focus? Capire in che modo le imprese reagiscono alle pressioni sulla concorrenza, al passaggio verso sistemi digitali e alla necessità di agire in modo più ecologico.
Un’occhiata al mercato locale ha mostrato risultati inaspettati, specie nell’ambito della produzione industriale. La ricerca ha incluso opinion leader di diversi settori come costruzioni, energia e fabbricazione, dando un’idea chiara delle sfide attuali e degli obiettivi futuri, nonostante alcuni ostacoli limitino i progressi.
Spesso vista come legata a metodi vecchi, la manifattura sta diventando invece uno dei settori più vivaci e aperti ai cambiamenti. Il rapporto di RS mostra che quasi tutte le imprese del settore in Italia, e parliamo del 95%, puntano sull’innovazione per crescere. Mentre il 94% prova nuove strade con rischi ben valutati. Anche l’86% si sente parte di un sistema davvero nuovo, segno che questa cultura ha preso piede sul serio.
Le aziende inseguono i cambiamenti di mercato
Tra i punti messi in luce dalla ricerca di RS, c’è pure la prontezza delle aziende italiane a muoversi quando il mercato cambia: per esempio, il 91% si sente in grado di agire in fretta davanti a difficoltà nuove, un dato più alto persino rispetto a settori visti come più tecnologici. Questa prontezza, insieme con il fatto che le aziende puntano sempre di più sull’innovazione quando decidono i loro obiettivi, mostra un cambiamento radicato nella mentalità: oggi l’industria del Made in Italy non si limita a produrre, ma guida il processo di rilancio del settore manifatturiero.
“In un contesto industriale sempre più complesso, in cui le pressioni economiche, normative e tecnologiche ostacolano l’adozione di un approccio continuo all’innovazione, abbiamo voluto indagare come le imprese europee dei settori industriali stiano affrontando questa sfida e in che modo l’innovazione possa rappresentare una leva per restare competitivi”, ha commentato Mike Bray, VP Innovation di RS.
Le imprese del Paese spingono su tecnologia nuova, cambiamenti nel lavoro e passaggi al digitale, anche se ci sono regole complicate e difficoltà varie. Vogliono essere più forti sul mercato ma pure adattarsi bene ai bisogni attuali, senza pesare troppo sull’ambiente. Si sta parlando di una nazione produttiva in trasformazione: non solo radici, ma anche passi avanti nella tecnologia.
Il panorama dà l’idea di un’industria capace di rileggere il passato con occhi nuovi. Non si vede più l’innovazione come qualcosa di accessorio, bensì come parte centrale del progetto aziendale, fondamentale per mantenere competitività, produttività e capacità di reagire. In questa situazione, l’Italia sembra attrezzato per prendere un posto chiave nel rinnovare il settore industriale Ue: qui la produzione unisce competenze vecchie di decenni, tecnologia avanzata e uno sguardo rivolto avanti.
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