Il futuro della Manifattura (e del Gruppo Paglieri) passa dai giovani
Nel dibattito pubblico sul futuro delle imprese italiane, il tema delle competenze è sempre più centrale. La capacità di creare un ponte credibile tra scuola, formazione tecnica e impresa è oggi una delle sfide decisive per il sistema produttivo italiano, stretto tra trasformazioni tecnologiche, carenza di profili qualificati e difficoltà di orientamento delle nuove generazioni. È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa Giovani competenze per il Made in Italy: tra NEET e ambizioni, promossa da Paglieri, storica realtà attiva nella produzione di prodotti per la cura del corpo, del bucato e della casa, nello stabilimento di Alessandria in occasione del mese del Made in Italy.
L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, manager, professionisti dell’azienda e studenti del territorio in un confronto diretto sulle competenze richieste dal mercato del lavoro, sull’evoluzione dell’industria manifatturiera e sui percorsi capaci di trasformare l’incertezza in opportunità professionale. Un tema particolarmente attuale in un Paese che, pur avendo ridotto la dispersione scolastica sotto la soglia europea del 9%, continua a registrare criticità legate all’orientamento e alla prosecuzione degli studi, soprattutto in relazione alla distanza dagli obiettivi europei sul numero di laureati.

Le competenze per la manifattura del futuro
Dal lato aziendale, il confronto ha evidenziato come il tema delle competenze sia ormai strategico non solo per l’occupabilità dei giovani, ma anche per la competitività delle imprese nel lungo periodo. Ne hanno discusso Ginevra Rossello Paglieri, Board Director, Gianpiero De Prisco, Chief Operating Officer, Francesco Cimino, IT Director, Guendalina Bombassei, HR Director, e Mirko Migliore, Production Assistant, portando esperienze concrete sui cambiamenti che stanno attraversando il lavoro manifatturiero: digitalizzazione dei processi, sicurezza, innovazione tecnologica e crescita delle persone.
Dalla loro testimonianza è emersa con forza la necessità di superare una narrazione ormai datata dell’industria, che spesso rappresenta un limite per l’attrattività delle stesse aziende manifatturiere. Le imprese hanno oggi bisogno di competenze tecniche evolute, capacità digitali, attitudine all’innovazione e soft skill trasversali. In questo scenario, la formazione tecnica torna ad assumere un ruolo centrale, complementare a quella universitaria, per rispondere ai bisogni del territorio e del sistema produttivo.
“Il tema delle competenze non riguarda solo il presente, ma la capacità delle imprese di essere competitive nel lungo periodo. Il confronto ha messo in luce quanto sia necessario rafforzare il collegamento tra scuola e mondo produttivo, lavorando insieme su orientamento, formazione e sviluppo delle persone. Solo attraverso un dialogo continuo con i giovani è possibile costruire percorsi professionali coerenti con le trasformazioni in atto nel sistema industriale. I giovani sono il nostro futuro e, come azienda, cerchiamo ogni giorno di ascoltarne i bisogni, avvicinandoci al mondo della scuola, dagli istituti tecnici alle università, perché crediamo che il dialogo con la formazione sia fondamentale per costruire percorsi di crescita concreti e sostenibili”, ha dichiarato Fabio Rossello, CEO del Gruppo Paglieri nel corso della Tavola Rotonda

Scuola e impresa, un dialogo da rafforzare
Al centro della giornata, una tavola rotonda che ha visto alternarsi anche il contributo del mondo della scuola. Roberto Margaritella, rappresentante dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Alessandria, ha sottolineato come il nuovo modello di orientamento scolastico introdotto dalle linee guida 2023/2024 punti a costruire un percorso continuo e strutturato, integrato con i percorsi scuola-lavoro e capace di accompagnare gli studenti verso scelte più consapevoli. Un approccio che, ha spiegato, richiede il consolidamento di un vero ecosistema educativo territoriale.
Sulla stessa linea anche Ginevra Rossello Paglieri, Board Director di Paglieri: «Avvicinare i giovani al mondo dell’impresa significa anche superare stereotipi e raccontare l’evoluzione delle aziende manifatturiere, oggi sempre più attente a innovazione, tecnologia e sviluppo delle persone. In un Paese a forte vocazione manifatturiera la formazione tecnica deve continuare ad avere un ruolo centrale, accanto a quella universitaria, per preparare competenze solide e rispondere ai bisogni del territorio e del sistema produttivo. Il dialogo con gli studenti è un passaggio fondamentale per costruire percorsi professionali più consapevoli e attrattivi».
La giornata si è svolta inoltre in concomitanza con la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro del 28 aprile, occasione che Paglieri ha scelto per ribadire l’importanza della cultura della prevenzione nei contesti produttivi. L’azienda ha premiato una dipendente distintasi nella promozione delle buone pratiche in materia di salute e sicurezza, rafforzando il messaggio di una manifattura sempre più orientata alla tutela delle persone oltre che alla performance industriale.
A chiudere la mattinata, il tour dello stabilimento di Alessandria ha offerto agli studenti la possibilità di osservare da vicino processi produttivi, organizzazione del lavoro e tecnologie utilizzate. Un’esperienza concreta che ha trasformato il dialogo teorico in contatto diretto con il mondo dell’impresa. Ed è forse proprio qui il punto centrale emerso dall’incontro: il futuro del Made in Italy passa dalla capacità di rendere visibili ai giovani le opportunità di crescita, innovazione e realizzazione professionale che la manifattura può ancora offrire.

L’articolo Il futuro della Manifattura (e del Gruppo Paglieri) passa dai giovani proviene da Parole di Management.