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Il coraggio del percorso: Alessia Rigoni tra le 100 donne di successo del 2026

Chissà se da piccola, mentre osservava gli zii al lavoro nel negozio di abbigliamento di famiglia, immaginava di finire, nel 2026, tra le “100 donne di successo” di Forbes. O se, mentre sciava, si sarebbe mai vista nella lista di manager, scienziate e artiste “che stanno cambiando il Paese”, quella in cui figura anche Federica Brignone, fresca campionessa olimpica nel Supergigante e nello Slalom Gigante a Milano Cortina 2026.

Quella di Alessia Rigoni, Managing Director di SD Worx Italy, non è una storia comune. Lei la racconta come se lo fosse, senza indugiare sui traguardi. L’ultimo – in ordine di tempo – è guidare la country italiana della multinazionale belga, ruolo che ricopre da gennaio 2026. Come spesso accade, anche per lei il punto d’arrivo è il risultato di una lunga catena di scelte: quelle sliding doors che si aprono e si chiudono, e che bisogna affrontare con lungimiranza. A volte ascoltando le persone giuste.

Rigoni lo ha fatto, per esempio, scegliendo Economia e Finanza dopo la Maturità Scientifica, quando molti ingrossavano le fila di Giurisprudenza. I genitori la spinsero verso una strada diversa, intuendo la sua vocazione per le materie scientifiche. Il destino, però, ogni tanto ha in serbo qualche scherzo: qualche anno dopo, il suo percorso personale si è incrociato proprio con la Giurisprudenza, attraverso un avvocato diventato suo marito.

“Come tante cose della mia vita non lo aspettavo; mi concentro sul da farsi, non tanto sull’obiettivo prefissato”, dice quando le si chiede della nomina su Forbes, senza che nasconda l’orgoglio di essere accostata a tante donne brillanti. In tempi incerti come questi, del resto, l’obiettivo cambia spesso durante il cammino. È il filo che attraversa tutta la sua storia, professionale e personale.

Una laurea al tempo di Lehman Brothers

Si è laureata in Economia nel 2009, all’indomani del crac di Lehman Brothers. “Il momento migliore per entrare nel mercato della Finanza”, scherza. Nonostante le turbolenze, ha costruito il proprio percorso tra JP Morgan Asset Management, una boutique di M&A, PricewaterhouseCoopers nella Financial Due Diligence e un fondo di private equity. Nel 2021 è entrata in F2Adiventata SD Worx Italy dopo l’acquisizione del 2024 – come Responsabile M&A, fino a prenderne le redini come Managing Director. “Sono state varie scelte, spesso legate anche a decisioni di pancia”, racconta. “Mi hanno portato a un successo che per me significa soprattutto soddisfazione: arrivare a casa stanca, ma contenta”.

La sintesi del percorso, però, non racconta tutto. Per esempio, la scelta di studiare Economia e Finanza, un ambiente a larga prevalenza maschile. Per Rigoni non è stato un problema, ma le ha offerto qualche riflessione che, a parti invertite, raramente accade. “In una tavola di 20 persone dove ero l’unica donna, pensavo 10 volte prima di intervenire”, ricorda. Un approccio più cauto e verificato rispetto a quello, spesso più immediato, dei colleghi uomini. Anche lì, però, una occasione di crescita: “Ho lavorato tantissimo con uomini che mi hanno fatto crescere, con competenze e professionalità molto elevate”. È il segno di chi ha attraversato un ambiente non paritario senza lasciarsi cambiare, portando semmai la propria sensibilità.

Ora che guida il management team italiano di SD Worx, Rigoni ha trovato conferma di un principio che considera un valore: la commistione tra visioni diverse. “Qui siamo divisi perfettamente tra donne e uomini”, con una prevalenza femminile rispetto all’intera popolazione aziendale, che tocca il 65%. Netta, però, la sua posizione sull’equilibrio di genere: “Non sono favorevole alle quote rosa. Le scelte devono essere basate sul merito, non deve essere un obbligo”. Una posizione che non nega le discriminazioni ancora presenti – “Mi dispiace quando c’è, e quando le decisioni non sono basate sulla competenza” – ma che sposta l’accento dalla regola imposta alla cultura da costruire, giorno per giorno, sul riconoscimento delle capacità.

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L’integrazione tra F2A e SD Worx

Oltre al percorso professionale, nel riconoscimento tra le 100 donne di successo del 2026 pesa il ruolo al vertice di SD Worx Italy. A poco più di sei mesi dall’incarico, Rigoni conferma il bilancio tracciato poche settimane dopo l’insediamento sulle pagine di Sistemi&Impresa (rivista ESTE – editore anche del nostro quotidiano – dedicato alle tecnologie ad alto impatto organizzativo). Portare a termine l’integrazione tra F2A e la cultura di un gruppo multinazionale è stata un’esperienza che definisce “intensa”: non solo asset fisici e tecnologie, ma la combinazione tra conoscenza del mercato locale e solidità di una visione internazionale.

A darle soddisfazione, in questi mesi da Managing Director, è stata soprattutto la scoperta. “Mi diverte scoprire cose nuove e chiedere per capire”, racconta. E quella curiosità si traduce in azioni concrete: cosa si può migliorare, cambiare, fare in modo più efficiente per persone, clienti e stakeholder. Il lavoro riguarda soprattutto la squadra: sta costruendo un percorso di maggiore consapevolezza e accountability a tutti i livelli, perché ciascuno comprenda il progetto di cui fa parte. Il passaggio è da un approccio top down a uno che coinvolge le persone, affinché gli input di chi vive le sfide quotidiane sul campo risalgano fino al management team e orientino le scelte aziendali.

C’è poi l’innovazione, digitale in primis. La metafora è quella dell’Excel che ha sostituito carta, penna e calcolatrice, senza rendere superflue le competenze di chi li sapeva usare. Allo stesso modo, Rigoni guarda ad automazione e Intelligenza Artificiale come a “un aiutante in più”, solido e veloce, che affianca le persone senza sostituirle. In un settore come quello dei servizi HR, ribadisce, “le competenze restano assolutamente chiave”.

Rispetto al mercato, la manager è diretta: “Siamo più focalizzati sul servizio, ed è un mercato che sta reagendo bene in continuità”. A sostenere la domanda è soprattutto la difficoltà delle aziende – in Italia come nel resto d’Europa – a trovare le competenze di cui hanno bisogno. Da qui la ricerca di partner affidabili, con cui collaborare nel tempo. È in questo spazio – tra carenza di risorse interne e necessità di supporto continuativo – che chi fornisce soluzioni si propone come punto di riferimento stabile per i clienti.

Un esempio da condividere

Nel suo ruolo, la manager sa di avere responsabilità che vanno oltre i risultati di business. Si dice spesso che servano modelli virtuosi di donne che ce la fanno: Rigoni può essere una figura di riferimento – non solo all’interno dell’azienda – per molte persone, così come lo sono le colleghe con cui condivide il posto nella lista di Forbes. Con un bias ancora tipicamente maschile, le capita spesso di rispondere a domande rivolte quasi esclusivamente alle donne in carriera, sul tema della conciliazione tra vita privata e lavoro. “Non le vivo negativamente: possono essere un’occasione per condividere la mia esperienza e magari aiutare chi si trova in difficoltà”.

Non esiste una formula magica né un equilibrio perfetto uguale per tutti, ma un mix personale tra lavoro, famiglia, sport e relazioni che ciascuno deve trovare da solo. È lo stesso principio che prova a trasmettere ai suoi due figli: “Devono fare quello per cui si impegnano, perché non esistono cose da uomini e cose da donne”. E non esistono limiti ai sogni. Nemmeno per quel percorso iniziato guardando gli zii lavorare nel negozio di abbigliamento, che oggi fa tappa al vertice di una multinazionale.

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