Gli errori da non fare mai quando si è freschi di assunzione
Ci si aggiudica un nuovo lavoro. Emozione e buoni propositi a parte, cosa farà del neoassunto una valida risorsa? Perché quando si è freschi di assunzione, c’è molto da imparare in termini di responsabilità, organizzazione e singoli ruoli nel team in cui si è appena entrati. L’etichetta dice che si deve partire da un assunto base, secondo quanto riporta il quotidiano Usa Business Insider.
Partendo dal presupposto che l’importante è mettersi in buona luce da subito ed evitare quanto più possibile di fare passi falsi nei primissimi giorni di lavoro. Ci sono infatti una serie di errori che accomunano i neoassunti e che non dovrebbero invece mai essere commessi. Due regole, innanzi tutto, sono gli essenziali da cui partire: vestirsi in maniera appropriata (anche quando si è in call) e arrivare puntuali (o ancora meglio un attimo prima, in modo da essere operativi allo scoccare del turno). E anche rispettare l’orario di uscita (anche se in Italia si tende a volersi fermare in ufficio per ‘dimostrare’ la propria motivazione, abitudine che all’estero viene invece considerata un minus).
Non tutto e subito
Un altro atteggiamento vincente è quello di dare tempo al tempo. Bisogna ‘rubare con gli occhi’ e ascoltare, senza sgomitare per farsi spazio. Il consiglio arriva da , direttrice della New England School of Protocol, che tiene lezioni di comportamento. “In molti, la prima settimana in azienda, pensano di dover mostrare a tutti quanto sono capaci di fare. Invece, bisogna andarci con i piedi di piombo”.
Altro errore (specie per le posizioni manageriali) è voler cambiare tutto da subito. Ma anche qui il rischio di sbagliare è altissimo: “Prima di rimettere mano a tutto, va compreso perché prima si faceva così” afferma Sawhney. Altro inciampo piuttosto grave è la mancanza di rispetto verso le figure amministrative o altri che non ricoprano ruoli di leadership. “La tua professionalità si vede da come tratti persone che hanno ruoli operativi” prosegue.
Stare lontano dal gossip
Il desiderio è dei più naturali: condividere esperienze personali e conoscere quelle altrui. Ma attenzione ai pettegolezzi, redarguisce Mariah Humbert, autrice ed esperta di etichetta. “Le relazioni professionali si devono sviluppare al di fuori di questo genere di conversazioni”. Allo stesso modo, meglio evitare di fare continue allusioni al vecchio lavoro. “Meglio non dire cose come ‘prima facevo così’, oppure ‘il mio approccio è migliore’. A meno che tu non sappia motivare esattamente perché sia meglio agire in tal modo”.
Tutto il contrario invece per quanto riguarda la richiesta di spiegazioni. “In questo caso, più è meglio è, nel senso che non si deve avere paura dei dubbi, anche per quanto riguarda la cultura aziendale” rimarca Humbert. “Nessuno si aspetta che tu sappia tutto il primo giorno di lavoro”. E attenzione anche agli oggetti condivisi. Vanno rimessi dove si sono presi. Un esempio pratico: “Se usi l’ultimo bicchiere d’acqua disponibile, rifornisci il distributore d’acqua”. E lo stesso vale per la macchina delle fotocopie. Mai lasciarla senza la risma di carta.
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