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Carpigiani racconta il futuro della manifattura

Ci sono aziende che attraversano il tempo seguendo il mercato. E aziende che, nel tempo, contribuiscono a costruirlo. Carpigiani appartiene alla seconda categoria. Fondata a Bologna nel 1946 da Poerio Carpigiani, a partire dall’intuizione tecnica del fratello Bruto, che progettò la prima autogelatiera. Da quella invenzione prese forma un percorso industriale che avrebbe contribuito a portare il gelato artigianale italiano nel mondo, trasformando una tradizione in un modello produttivo globale.

Ottant’anni dopo, Carpigiani è leader nel mercato delle macchine per gelato artigianale e continua a leggere il settore non solo attraverso l’innovazione tecnologica, ma anche attraverso l’ascolto della propria community globale.

Da questo approccio nasce la ricerca internazionale realizzata insieme all’Istituto di Ricerca Sylla, che ha coinvolto oltre 900 intervistati in 81 Paesi, tra professionisti della gelateria e della pasticceria, ex allievi della Carpigiani Gelato University e appassionati. L’obiettivo è fotografare l’evoluzione dei gusti, dei rituali e dei consumi, mettendo a fuoco quella che viene definita una nuova “grammatica globale del gelato”.

Dal prodotto all’esperienza

I dati restituiscono un mercato ampio e maturo. Una persona su due consuma gelato più volte a settimana e il gelato artigianale resta il riferimento principale in termini di qualità percepita, con una valutazione media di 9,32 su 10, contro il 4,36 del prodotto industriale. La ricerca mostra anche il ruolo crescente del punto vendita. Il 64% dei consumatori sceglie gelaterie indipendenti, percepite come più autentiche.

Sul fronte degli operatori, il gelato entra sempre più nelle strategie di sviluppo operative. Il 43% degli operatori punta sull’ottimizzazione dei processi produttivi, seguita dalla riduzione dei tempi di lavoro e dalla standardizzazione della qualità. In questo scenario, la tecnologia diventa un fattore competitivo centrale: non sostituisce l’artigiano, ma lo aiuta a garantire continuità, efficienza e qualità del prodotto.

“Questa ricerca mostra un mercato più maturo e consapevole, dove cambiano i consumi e cresce l’attenzione alla qualità e all’esperienza. Per Carpigiani la tecnologia diventa un fattore chiave di differenziazione perché incide direttamente sul prodotto e sul lavoro quotidiano” afferma Federico Tassi, Direttore Generale di Carpigiani.

Una storia industriale diventata cultura del gelato

Dalla prima macchina al consolidamento internazionale, l’azienda ha accompagnato la diffusione del gelato italiano fuori dai confini nazionali, trasformando una tradizione gastronomica in un modello produttivo globale. Oggi, parte del gruppo Ali, Carpigiani continua a investire in ricerca e tecnologia, sostenuta da una rete internazionale di assistenza e da un confronto costante con professionisti e operatori del settore.

Ma nel traguardo degli 80 anni la dimensione industriale si intreccia sempre più con quella culturale. Il Gelato Museum Carpigiani e la Carpigiani Gelato University rappresentano due asset centrali di questa traiettoria: non solo strumenti di comunicazione, ma luoghi di trasmissione del sapere, formazione e valorizzazione di una professione.

Il futuro del gelato si giocherà quindi sulla capacità di unire tradizione, creatività e territorio, con la tecnologia al servizio dell’artigiano e non in sua sostituzione. È questo, oggi, forse il vero vantaggio competitivo globale del gelato italiano”, commenta Furio Camilo, Professore di Statistica aziendale all’Università di Bologna e responsabile scientifico di Sylla.

L’articolo Carpigiani racconta il futuro della manifattura proviene da Parole di Management.