Assunzioni, i recruiter adesso mettono davanti l’esperienza
I recruiter preferiscono ai giovani persone d’esperienza. Il nuovo trend emerge da uno studio della compagnia di consulenza Revelio Labs e mette in luce come le circostanze siano cambiate. Nel 2025 l’età media per essere assunti è salita a 42 anni contro i 40 del 2016. Le nuove generazioni invece faticano di più. La spiegazione è la seguente, riporta un articolo del Washington Post: la popolazione invecchia, ci sono più persone che lavorano oltre i 60 e addirittura i 70 anni. In più, il mercato del lavoro sta offrendo sempre più ruoli per persone con competenze giù mature.
Ecco come si è passati dall’età media di assunzione pari a 40 anni nel 2016, poi salita a 40,5 nel 2022 e infine 42 nel 2025. Tanto per cambiare c’è anche lo zampino dell’intelligenza artificiale. ‘Con l’AI si percepisce un po’ più di avversione al rischio’ è l’opinione di Lisa Simon, a capo dell’area di studi economici di Revelio Lab. ‘Si dà più importanza al percorso professionale e si scommette su candidati già operativi dal primo giorno, che non necessitano di alcun training’. Non a caso, guardando al mercato USA, la quota di lavoratori under 25 è scesa dal 14,9 all’8,8 tra il 2022 e il 2025. Al contrario, i flussi degli over 65 sono saliti di quasi l’80%.
La fatica dei giovani a trovare un posto
Si contano sulle dita di una mano le opportunità di trovare una posizione entry level per le nuove generazioni, evidenzia il rapporto. Non c’è di che stupirsi in un mercato ‘rammollito’, che ha visto il 2025 configurarsi come l’anno peggiore rispetto al periodo della recessione, con oltre 1,2 milioni di licenziamenti, la quota più alta dal 2020. Il mercato del lavoro è diventato più selettivo, preferendo l’esperienza pronta all’uso rispetto al potenziale di lungo periodo di una risorsa neoassunta. Gli unici comparti in crescita a livello di nuove vacancies risultano la sanità e l’educazione.
Menasha Thomas, 23enne intervistata dal Washington Post, racconta ad esempio come dalla laurea in Urbanistica nel 2024 al Barnard College della Columbia University, dopo 14 mesi di ricerca non sia ancora riuscita a trovare un posto di lavoro full time, ma solo uno stage retribuito. Nel frattempo ha preso un attestato e seguito corsi per diventare agente immbiliare per rendersi più spendibile; ha lavorato anche come baby sitter e come cameriera in un bar di New York. Assicura di non essere la sola, ma di avere molti compagni nella stessa situazione.
Quali sono i settori più difficili per essere assunti da neolaureati?
Sono in particolare alcuni settori, dice la ricerca, i più ostici per trovare un impiego stabile. Sono quelli di contatto con il pubblico o i servizi, o ad esempio professioni come rappresentanti di vendita, agenti immobiliari e impiegati. ‘Qui sono richieste skill interpersonali e conoscenze istituzionali che appaiono centrali per la produttività’, si legge nello studio. ‘In questi casi le performance non dipendono dalla rapidità con cui si sta al passo con la tecnologia’.
‘I datori di lavori cercano candidati con molte capacità organizzative o di leadership e questo va a tutto vantaggio dei più anziani’ è il commento di Kim Anderson, founder di GreySource, società di recruiting per persone avanti con gli anni. Gli invii di curricula sono passati da 25 al mese a 25 alla settimana.
Da quanto osserva lavorando con i suoi clienti, Anderson sospetta che ‘l’Intelligenza Artificiale e le turbolenze economiche’ stiano pesando soprattutto sulle prospettive occupazionali dei giovani.
Le aziende che stanno assumendo, ha spiegato, cercano sempre più persone con una forte capacità di organizzare e guidare team, osservando che c’è stato un passaggio verso assunzioni basate sulle competenze: un approccio che avvantaggia chi ha già avuto alle spalle anni di esperienza per svilupparle.
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