
AI, Quarteroni: “Cogliere il potenziale con la conoscenza umana”
L’Intelligenza Artificiale (AI) esiste da oltre 70 anni, ma solo con l’arrivo dei sistemi conversazionali come ChatGPT è entrata nella vita di tutti, spesso percepita come un oracolo. Ne abbiamo parlato con Alfio Quarteroni, matematico di fama mondiale, Professore Emerito al Politecnico di Milano e al Politecnico di Losanna, a margine del Convivio Human Tech di Persone&Conoscenze.
Per Quarteroni la paura nasce dalla non conoscenza, e la risposta è la formazione. Il docente usa la metafora dell’automobile: per guidare bene non serve sapere che cosa c’è sotto il cofano, ma bisogna conoscere il codice della strada. Allo stesso modo, a chi usa l’AI non si chiede di capirne gli algoritmi, ma di sapere che cosa è lecito aspettarsi e che cosa no.
Sul futuro, Quarteroni vede un bivio: uno sviluppo anarchico guidato dalle Big Tech oppure un’AI ‘fisica’, che unisce i dati alle conquiste della scienza. Ai people manager il consiglio è partire dal potenziale: usare la tecnologia per migliorare processi e prodotti, ma anche per costruire rapporti più umani. Con un punto fermo: “Il primato ce l’ha l’essere umano”. Decisioni, responsabilità e direzione restano delle persone.
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