Acquisizioni e territorio, la crescita di Agomir
È il passo strategico più recente per rafforzare la propria posizione sul mercato, che si inserisce in un percorso, iniziato da tempo, di crescita per acquisizioni. Risale, infatti, alla fine del 2025 l’acquisizione di ISI da parte di Agomir, azienda attiva da 45 anni nei servizi IT per le imprese; ma è nel corso del 2026 che l’impresa con sedi a Lecco, Milano, Bergamo e Bologna rafforzerà l’integrazione con la realtà piacentina, specializzata nella progettazione e fornitura di soluzioni tecnologiche e consulenza per le imprese manifatturiere. In particolare, l’acquisizione di ISI si inserisce nella strategia di consolidare le competenze in ambito Smart Manufacturing e offrire soluzioni per la gestione delle Risorse Umane.
ISI è l’ultimo tassello (finora) della crescita di Agomir, la cui strategia di espansione territoriale è sempre stata attiva e ha avuto un’accelerazione nel 2020, parallelamente con l’ampliamento delle competenze. Rientrano quindi in quest’ottica le acquisizioni di Supertronic a Milano (system integrator), Celtis a Bologna (software ERP) e Punto Sistemi a Bergamo (servizi IT).
Nata nel 1981 come G.R. Informatica, oggi Agomir conta circa 120 persone e un fatturato di 20 milioni di euro. “L’approccio all’integrazione delle aziende acquisite è graduale e rispettoso della loro storia e del loro parco clienti, che costituiscono il vero valore dell’investimento; questo processo è supportato da un sistema di gestione certificato (ISO 9001 e 27001) in affiancamento alla 231, che viene progressivamente esteso a tutte le sedi”, spiega Mario Goretti, Presidente e Amministratore Delegato di Agomir.
L’evoluzione del modello sartoriale
L’annuncio dell’acquisizione di ISI è dunque l’occasione per Parole di Management di incontrare Goretti e di confrontarsi con lui sull’evoluzione dell’azienda, che da produttore di software gestionali con radici nel distretto manifatturiero di Lecco, è diventato un gruppo consolidato che agisce come system integrator su scala nazionale.
“Agomir si posiziona sul mercato con un duplice modello di business: produttore di software gestionali e appunto system integrator. Il Dna storico dell’azienda vede una specializzazione nel settore manifatturiero (automotive, carpenterie, stampisti) e una forte competenza nella gestione di progetti complessi su commessa”, dice Goretti, che ci accoglie nella sala riunioni con vista Resegone, la montagna resa immortale da Alessandro Manzoni che ne I promessi sposi ne descrive i “cocuzzoli in fila, che in vero la fanno somigliare a una sega”.
L’evoluzione aziendale ha coinciso con la scelta di iniziare a operare anche come system integrator, ovvero estendere le competenze dalla produzione di software proprietari alla gestione di progetti hardware e sistemistici: per esempio, Agomir opera in modo trasparente la scelta tra le proprie soluzioni (ne è un esempio InteGRa.ERP) e quelle di partner di cui è appunto system Integrator (come Panthera di Sisthema – Var Group o Opera MES di Cybertec – Zucchetti), individuando, di volta in volta, la tecnologia più adatta al progetto analizzato con il cliente.
L’approccio di Agomir è intrinsecamente progettuale: ogni commessa è gestita dall’analisi iniziale fino all’avviamento e al supporto successivo. “Questo modello sartoriale, pur rimanendo focalizzato sui prodotti a catalogo, si basa sulla valorizzazione del capitale umano, legando la crescita aziendale alla quantità e qualità delle persone coinvolte”, spiega Goretti.
Un’area strategica sulla quale Agomir ha scelto di investire è la digitalizzazione della fabbrica e, soprattutto, la gestione delle Risorse Umane, ambiti enfatizzati anche dall’operazione di acquisizione di ISI. “L’obiettivo è sviluppare soluzioni software proprietarie per tracciare e valorizzare la funzione HR, escludendo gli aspetti legati al cedolino paga, ma concentrandosi su anagrafica, documenti, percorsi di carriera e competenze, in una logica simile a un CRM interno”, prosegue l’imprenditore, chiarendo la strategia in ambito HR.
Il lavoro di integrazione con tutto il gruppo
Anche a seguito dell’ultima acquisizione, per il 2026, Agomir ha identificato le priorità strategiche, mettendo in cima quella dell’integrazione con la nuova realtà: “La sfida principale è gestire la complessità derivante dalla crescita, mantenendo al contempo l’operatività quotidiana; è prioritario conoscere e valorizzare ogni società acquisita attraverso attività congiunte (riunioni, progetti, marketing) e accelerare lo sviluppo dei territori: Piacenza, Bergamo e Brescia saranno aree molto attenzionate nei prossimi mesi”, chiarisce Goretti.
Parallelamente alla crescita per acquisizioni, l’azienda sta affrontando un’importante evoluzione manageriale: dopo aver strutturato l’area commerciale, sono state avviate le riorganizzazioni delle funzioni Compliance e Finance, a cui seguirà l’area HR, ponendo attenzione al welfare aziendale tra le varie sedi. Un altro obiettivo chiave è estendere le certificazioni di sistema (ISO 9001 e 27001), già consolidate a Milano, anche alle sedi di Lecco e Bologna: un modo per uniformare procedure e processi in ottica di produttività.
L’autenticità come principio di cultura organizzativa
A caratterizzare Agomir – aspetto che non cambia al di là della sua espansione – è l’autenticità, principio cardine della cultura organizzativa della realtà lecchese. “Questo valore, parte integrante del manifesto aziendale, si riflette nel rapporto con i collaboratori, i clienti e il territorio; l’azienda promuove un ambiente di lavoro umano e collaborativo, che va oltre la mera esecuzione delle attività professionali”, precisa Goretti.
Un esempio chiave di questa filosofia sono gli Agomir Lab, eventi semestrali che coinvolgono tutti i 120 collaboratori delle diverse sedi: queste giornate sono dedicate ad attività di team building, momenti culturali e aggregativi, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza e favorire la conoscenza reciproca tra colleghi di uffici e reparti diversi.
L’attenzione al capitale umano si manifesta anche nella gestione flessibile, con pratiche come lo smart working (già in uso prima della pandemia del 2020) per supportare le esigenze familiari, e nella grande fidelizzazione del personale: molti dipendenti hanno più di 25 anni di anzianità e l’azienda celebra annualmente questi traguardi. Queste iniziative sono un veicolo fondamentale per trasmettere il sistema valoriale dell’azienda, riassunto nel payoff “radici di futuro”.
Dalla cultura aziendale all’impegno sociale
La cultura aziendale è frutto di un lungo percorso imprenditoriale che ha superato i quattro decenni. Già nel nome si ritrovano pezzi di storia che non è stata mai tralasciata: “Il nome Agomir unisce pragmatismo, simbolismo e legami familiari”, ammette Goretti. Nome breve, facile da pronunciare e privo di anglicismi o grafie complesse, che inizia con la lettera “A”, basato sulla radice latina ago, “agire”, per sottolineare l’approccio proattivo e concreto dell’azienda. Infine, in Agomir, le lettere richiamano G.R. Informatica, ovvero i familiari fondatori dell’azienda (il papà Lorenzo Goretti e la cugina Caterina Rusconi), ma anche la seconda generazione oggi rappresentata da Mario con i fratelli Ivano (IT & Facility Manager) e Alessandro (R&D Manager).
La responsabilità sociale è un altro pilastro per Agomir. Attraverso il Fondo G.R., un fondo di famiglia istituito dal 1999 presso la Fondazione Comunitaria del Lecchese, l’azienda sostiene ogni anno progetti sociali, culturali e sportivi sui territori, dando priorità alle segnalazioni dei propri dipendenti. All’ombra del Resegone l’espansione non scende a compromessi con il fare impresa in modo consapevole.
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