10 carriere Usa contro il gender pay gap
I progressi verso la parità salariale restano lenti. Negli Stati Uniti, per la prima volta in oltre 60 anni, il gender pay gap è aumentato per due anni consecutivi (2024 e 2025), secondo i dati del Census Bureau. Ma un report di Resume Genius, pubblicato il 3 marzo 2026 e ripreso dall’emittente statunitense Cnbc, spiega che esistono diversi percorsi professionali che abbinano copresenza femminile superiore alla media e retribuzioni molto elevate.
Resume Genius, piattaforma online dedicata alle carriere e alla creazione di curriculum, ha individuato le 10 professioni con salari mediani alti e prospettive di crescita occupazionale in cui le donne rappresentano almeno il 50% della forza lavoro, utilizzando i dati del Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti. Molte (ma non tutte) sono concentrate nel settore sanitario.
Per un motivo: “Storicamente si tratta di posizioni che consentono un migliore bilanciamento con la vita privata e per questo a occuparle più di frequente sono le donne” ha detto la career coach Colleen Paulson in un’intervista rilasciata al sito della Cnbc. “Si tratta di impieghi stabili che offrono prospettive di crescita, anche se è richiesto un alto livello di specializzazione e competenze” ha chiarito Eva Chan, esperta di lavoro della piattaforma.
La top 5 dei lavori ‘da donna’ meglio pagati
In testa, fuori dal settore sanitario, c’è il manager finanziario, dove la presenza femminile (forse un po’ a sorpresa) è al 53% e la paga annuale di 161.700 dollari (circa 140mila euro). Al secondo posto il manager HR, in cui la proporzione uomo donna è a favore della seconda per il 76%. Simile il salario: 140mila dollari, ovvero circa 121mila euro.
Al terzo posto i farmacisti, nel 60% dei casi donne. La media retributiva annuale è di 137.480 dollari. E poi c’è il ruolo del physician assistant, una figura presente solo negli Usa e che in Italia potremmo descrivere come una sorta di assistente medico. È donna il 73% di chi ricopre tale ruolo e guadagna in media 133.260 dollari all’anno. E ancora, alla posizione numero cinque, il manager delle Pubbliche relazioni e del Fundraising, dove la presenza al femminile si attesta al 70% e il salario medio a 132.870 euro annui.
Tra gli impieghi migliori anche veterinari e logopedisti
Al sesto posto si classificano gli infermieri specializzati (e non è un caso se quelli italiani sempre più di consueto decidono di fuggire all’estero dopo essersi preparati in casa). Sono quasi sempre donne (88%) e la paga annuale è di ben 132mila dollari. Seguono i medici veterinari (69% del totale), con una RAL di circa 125.510 dollari annui.
È poi il turno dei manager del settore medico e sanitario (donne al 74%), che si mettono in tasca 117.960 dollari all’anno. E ancora – rispettivamente al nono e decimo posto – il terapista per disabili (88% donne e salario annuale di 98.340 dollari) e il logopedista (95% donne e guadagno di 95.410 dollari annui). Non sempre insomma nel mercato del lavoro le donne ci rimettono in termini di retribuzione. A volte basta scegliere il percorso più conveniente.
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