Davvero l’AI è ancora poco diffusa?
Se l’Intelligenza Artificiale (AI) toglierà o aggiungerà posti di lavoro ancora non è dato sapere. Ma intanto si comincia a delineare il panorama, in modo piuttosto incontrovertibile. Negli annunci di lavoro è aumentata in modo esponenziale (del +101,1% rispetto al 2024) la domanda di professionalità con competenze in AI e AI Generativa. Si parla in sostanza di offerte in cui l’Intelligenza Artificiale è citata esplicitamente come requisito nel job title. È una delle evidenze della seconda edizione dello studio di Gi Group Holding La grande transizione: come l’IA riscrive il lavoro e il ruolo dell’HR, realizzato dalla Divisione ICT di Gi Group e ODM Consulting.
Vale a dire che analizzando nello specifico il livello di adozione e di impatto dell’AI sui ruoli e sulle funzioni aziendali, con un focus specifico sulla funzione HR, si scopre come l’AI abbia smesso di essere forse così lontana (almeno per l’Italia). Nello studio si vede come nei primi dieci mesi del 2025 gli annunci LinkedIn con menzione generica dell’AI siano stati 20.895. Quelli invece con riferimento esplicito nel job title, pur numericamente inferiori (3.010), registrano la crescita più marcata (+101,1%).
Le professioni più coinvolte
Sono 1.780 i job title con riferimento specifico ad AI e AI Generativa, riconducibili a 637 professioni. Il 62% appartiene all’ambito tech e l’AI Engineer si conferma il profilo più richiesto (414 annunci), seguito da AI Developer e AI Specialist. A differenza della precedente edizione, compaiono anche professioni non tech. Tra queste Docente AI e AI Tutor, segnale della crescente esigenza di alfabetizzazione e formazione verso le nuove tecnologie.
Attenzioni poi ai settori: la domanda proviene soprattutto dal campo software e sistemi informatici, ma si estende anche a editoria, consulenza, servizi contabili e fiscali. Quanto alle competenze, oltre alle hard skill legate allo sviluppo e alla gestione dei modelli, si fa più pressante la ricerca di capacità organizzative per integrare l’AI nei processi e nei metodi di lavoro.
“Le organizzazioni ricercano profili in cui la specializzazione si integri con skill strategiche e organizzative, indispensabili per tradurre il potenziale dell’AI in valore concreto per il business” ha dichiarato Elisabetta Paddeu, Division Senior Manager ICT di Gi Group.
Sempre più aziende investono in AI
L’indagine smentisce la convinzione che si faccia ancora scarso uso dell’AI. Anche perché si diffonde la consapevolezza dei benefici sul piano dell’efficienza operativa. L’80,8% delle aziende analizzate dichiara di utilizzare l’AI Generativa. Si è però solo agli inizi: il livello di competenza dichiarato è soprattutto quello iniziale di “Sviluppo”. Solo un quarto delle organizzazioni dichiara di aver raggiunto lo step “Elevato”, “Avanzato” o “Guida”.
“Osserviamo un’adozione diffusa ma in fase di maturazione, con aziende che si muovono con un approccio aperto a comprendere meglio le potenzialità e le applicazioni di queste tecnologie” ha aggiunto Paddeu.
Più della metà degli intervistati afferma di utilizzare la tecnologia in tutte le funzioni aziendali. Le aree principali sono Marketing e Comunicazione (90,9%), Innovation&Strategy (88,6%) e IT Data Management (87,5%). La quasi totalità, l’86,9%, delle imprese oggetto di indagine, la adotta all’interno di attività HR. Anche perché i professionisti delle Risorse Umane saranno sempre più chiamati a comprendere l’impatto dell’Intelligenza Artificiale su business e capitale umano, supportando la trasformazione dei ruoli. Non a caso per il 2026 almeno un terzo degli intervistati prevede investimenti in campo AI.
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