Con l’AI il colletto va in bianco
Non più proiezioni ma realtà: l’avvento dell’Intelligenza Artificiale (AI) sta già producendo effetti tangibili sul mondo del lavoro. Se nei decenni scorsi la globalizzazione e le delocalizzazioni avevano colpito i colletti blu delle fabbriche, causando chiusure di stabilimenti e licenziamenti a raffica, adesso è il turno dei colletti bianchi. I lavori impiegatizi, da ufficio, che già oggi – senza necessità di declinare il tempo al futuro – risultano obsoleti perché sostituibili dalle capacità acquisite dall’AI.
L’evidenza sta emergendo un po’ ovunque. A partire dagli Stati Uniti. A dicembre 2025, secondo uno studio riportato da Quartz, si sono create 41mila nuove posizioni lavorative. C’è una crescita e questo è bene, ma andando a ‘grattare in superfici’ e, scandagliando la composizione delle nuove assunzioni, si scopre un altro panorama. Negli Usa le falcidiate ai posti di lavoro sono soprattutto concentrate nella consulenza: in particolare nel campo dei servizi di business e professionali, dove le perdite ammontano a 29mila, il numero più alto; seguono i servizi IT, che calano di 12mila unità, e la Manifattura, a -5mila.
Tagli ai posti di lavoro anche in Europa
Non succede solo Oltreoceano, ma anche in Europa comincia a delinearsi una nuova struttura per gli organici aziendali. Gli esempi non mancano. Specie tra le banche: un’analisi di JP Morgan ha svelato per esempio che entro il 2030 potrebbero scomparire oltre 200mila posti di lavoro nei principali istituti creditizi del Vecchio Continente, circa il 10% dell’attuale forza lavoro complessiva. L’istituto olandese ABN Amro lo sta già mettendo in atto: ha infatti annunciato l’intenzione di eliminare 5.200 posti di lavoro full time.
Anche ASN Bank ha avvisato che sopprimerà un quarto dei posti di lavoro. Mentre l’Amministratore Delegato della francese Société Générale ha dichiarato apertamente che, ci sarà una “trasformazione profonda che non risparmierà alcun settore”. Altri tagli sono poi in corso in Fedex, tutti nelle aree di backoffice e commerciali. Sono previste entro il 2027 circa 2mila posizioni in meno, su un totale di 50mila in tutta Europa.
Crescono i posti legati alla cura della persona
La buona notizia è che non tutti i lavori sembrano avere lo stesso destino. Specie per quelli non facilmente, o non immediatamente, cancellabili dall’AI. A restare immuni dagli effetti della tecnologia, sempre secondo il report citato da Quartz, sono infatti i posti in ambito Educazione e Sanità, che salgono di 39mila unità), e Intrattenimento e Ospitalità (+24mila).
Questi settori mostrano un andamento favorevole anche in Italia. Per la Sanità, per esempio: secondo il rapporto Ocse Education at a Glance 2025 a livello generale, tra 2013 e 2023, gli occupati in ambito sanitario sul totale degli occupati nel nostro Paese sono aumentati di 0,8 punti percentuali, dall’8% all’8,8%. Insomma, il mercato del lavoro va male, ma non per tutti.
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