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L’incertezza è nemica della Manifattura

Un settore forte e coeso, che nell’ultimo trimestre del 2025 ha registrato valori positivi sia in termini di produzione sia di fatturato. Sarebbe bello poter dire che i numeri riguardano tutta la Manifattura, ma in realtà sono riferiti solo a quella della Lombardia, che conferma il suo buon stato di salute. Ma c’è qualche nube all’orizzonte: anche questa eccellenza deve fare i conti con l’incertezza generata da cambiamenti rapidi e imprevedibili negli equilibri politici ed economici globali.

È questo il quadro emerso dal convegno dal titolo “Cultura d’Impresa”, che si è svolto a Milano il 13 gennaio 2026. A Palazzo Pirelli si sono riuniti diversi attori del panorama industriale e manifatturiero lombardo, a confronto in occasione della presentazione del libro Manifatture Sorelle di Adriano Baffelli.

L’opera del giornalista e imprenditore bresciano racconta la capacità di fare impresa – e il valore sociale del lavoro espresso – dalle province di Bergamo e Brescia, due territori che rappresentano un punto di riferimento nazionale e internazionale in campo manifatturiero.

Una grande tradizione, nuove sfide

Il mercato manifatturiero e industriale lombardo vale 60 miliardi di euro di prodotti export e produce il 23% del Prodotto interno lordo nazionale. Numeri che derivano da 70 anni di sviluppo produttivo e di leadership tecnologica in una pluralità di settori: meccanico e metallurgico, tessile, chimico, gomma e legno, solo per citare i principali.

Nonostante questi numeri, il sistema industriale lombardo (e non solo) si trova esposto ai mutamenti rapidi e imprevedibili dello scenario globale. Saper cogliere e interpretare le nuove sfide poste dalla contemporaneità sarà cruciale per far sì che il settore possa conservare il proprio primato.

Ai microfoni di Parole di Management, Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Lombardia, indica tre priorità per affrontare le sfide dei prossimi anni: innovazione, digitalizzazione e competenze.

I temi raccontati da Pasini sono ripresi da Giovanna Ricuperati, Presidente di Confindustria Bergamo, che amplia lo sguardo su alcune priorità oggi al centro dell’attenzione del sistema industriale. In primo piano c’è il fattore persone: competenze, ma anche disponibilità di risorse per rispondere alle esigenze future. E poi la governance, chiamata a leggere il mercato e coglierne le opportunità.

Altre le criticità emerse e che dovranno essere affrontate nei prossimi anni: integrare davvero la trasformazione digitale nel Manifatturiero; mettere in rete il know how dei diversi attori del territorio – industria, istituzioni, Università – e, soprattutto, gestire risorse e talenti e trovare delle soluzioni alla mancanza di lavoratori. Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia, conferma l’impegno delle istituzioni regionali per sostenere la tenuta e lo sviluppo del settore. Essenziale la diffusione della cultura d’impresa alle giovani generazioni.

Interrogato sui principali rischi per la manifattura, Baffelli insiste su un punto: serve rafforzare la capacità di comunicazione.

Ma quali sono le priorità per le imprese manifatturiere italiane che vogliono mantenere il primato del Made in Italy conosciuto del mondo? Apertura a Est, ibridazione digitale e focus sui giovani, secondo le parole di Giuliano Noci, Professore della School of Management del Politecnico di Milano.

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