Più produci e più guadagni (in Spagna l’hanno capito)
La stagnazione dei salari italiani è una delle emergenze più sottovalutate. Non crescono da decenni e sono erosi dall’inflazione che, a sua volta, rosicchia il potere d’acquisto. Non si riflette abbastanza però su un altro punto: la produttività. La curva italiana è piatta: dal 1995 al 2024, segnala l’Istat, ha avuto una crescita media annua dello 0,3%. Numeri che rendono difficile creare la spinta necessaria a incrementare gli stipendi.
Un esempio virtuoso arriva dalla Spagna. In particolare dalla catena di supermercati spagnoli Mercadona, che ha annunciato nuove misure a partire dal 2026: una settimana in più di vacanze e una paga extra. Nel comunicato aziendale si scrive che l’obiettivo da perseguire è uno: “Tutti quelli che fanno parte dell’impresa devono sentirsi vicini all’azienda e soddisfatti al 100%”.
Investimento da quasi 400 milioni di euro
La settimana in più di vacanza avrà un costo di 100 milioni di euro, che si sommeranno ai 280 che presuppone la mensilità extra, fa sapere El Pais. Si pagherà a marzo 2026 e si aggiunge alla retribuzione variabile che già percepiscono gli impiegati, attualmente di una o due paghe a seconda dell’anzianità. Mettendo in conto tutto si arriva alla cifra di 380 milioni di euro.
Ma c’è l’altra faccia della medaglia. L’azienda fondata da Juan Roig ha conseguito un beneficio netto di 1.384 milioni di euro nel 2024, cioè 37% in più dell’anno precedente. Una cifra record nel suo quasi mezzo secolo di vita. Le vendite sono a loro volta aumentate arrivando ai 38.800 milioni (Iva inclusa), che diventano 35.605 al netto delle imposte. Segnando una crescita annuale del 9%.
Mercadona insomma non sta facendo un regalo a nessuno. Sta offrendo ai propri dipendenti un riconoscimento per il lavoro svolto. I turni sono attualmente di 40 ore settimanali con circa 30 giorni di vacanza all’anno. Ma è vero che i salari sono tra i più alti del settore.
La decisione ottenuta è poi anche effetto anche delle negoziazioni con il sindacato, che ha spinto perché arrivassero i benefit alla luce però dei risultati ottenuti. La strada non può essere solo quella della contrattazione collettiva, come accade in Italia, dove si rivedono le tariffe sulla base della sola inflazione. Non può essere evitato, certo, ma le aziende fanno profitto.
La legge sulla riduzione della settimana lavorativa
La posizione del colosso spagnolo si evince dalle parole del comunicato aziendale: “Stiamo riconoscendo lo sforzo individuale e collettivo dello straordinaria squadra di lavoratori, pilastro fondamentale per ottenere anno dopo anno risultati magnifici in termini di produttività, efficienza e gestione, chiave per raggiungere la meta e gli obiettivi dopo aver già aumentato i salari a tutto l’organico dell’8,5% nel 2025”.
A maggio 2025 Asedas, gruppo che detiene imprese come Mercadona, Dia o Lidl e che ha in pancia un totale di 340mila lavoratori, ha detto no al progetto di legge che prevedeva una riduzione della giornata lavorativa a 37,5 ore settimanali. “Una misura che comporta un incremento dei costi di 630 milioni per le imprese associate”, aveva detto il presidente Josep Antoni Duran i Lleida. L’iniziativa è stata bocciata a settembre 2025 in Parlamento, con i voti di PP, Vox e Junts. A riprova che la ricompensa può arrivare, ma solo a fronte di un guadagno.
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