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Right Hub, inclusione e sostenibilità come leve strategiche

Da startup innovativa a società specializzata nell’inclusione lavorativa e nella sostenibilità d’impresa. È il percorso di Right Hub, realtà fondata nel 2014 da Luca Guzzabocca, CEO e Founder, che negli anni ha consolidato un modello di business che coniuga conformità normativa, impatto sociale e sostenibilità ambientale. Oggi l’azienda è un punto di riferimento per le imprese chiamate ad adempiere agli obblighi previsti dalla Legge 68/99 e per quelle che intendono integrare la sostenibilità nei propri processi e gestione degli eventi. “La società offre consulenza, da un lato, per l’ottemperanza alla Legge per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e categorie protette in aziende dai 15 dipendenti in su. Dall’altro, si occupa del supporto alle imprese nella progettazione di processi, organizzazioni ed eventi sostenibili”, spiega Guzzabocca.

Il raggio d’azione di Right Hub coinvolge imprese di ogni settore produttivo (dai servizi alla manifattura) e interlocutori differenti all’interno delle organizzazioni. Se nei progetti legati alla Legge 68/99 il primo referente è il responsabile delle Risorse Umane, nei percorsi di sostenibilità entrano in gioco anche le funzioni acquisti, logistica, operations, marketing, comunicazione e i responsabili ESG. Un approccio trasversale che favorisce il dialogo tra competenze diverse.

Per supportare le imprese nell’applicazione della Legge 68/99, Right Hub parte dall’analisi della situazione aziendale, individuando insieme agli uffici pubblici competenti le opportunità disponibili. Successivamente costruisce il progetto insieme all’impresa e alla cooperativa sociale idonea, definendone gli aspetti tecnici, economici e organizzativi fino all’approvazione finale da parte dell’ente pubblico. Le collaborazioni possono riguardare servizi tradizionali, come manutenzione del verde, pulizie, digitalizzazione documentale o gestione della comunicazione, ma anche la fornitura di beni e servizi. Negli ultimi anni, inoltre, hanno assunto un ruolo crescente i progetti sviluppati insieme ai Comuni, che spaziano dalla riqualificazione di parchi pubblici, aree gioco e piste ciclabili fino alla manutenzione di scuole e altri spazi pubblici.

Lo statuto di Società Benefit

L’attuale posizionamento dell’azienda è il risultato di un’evoluzione maturata nei primi anni di attività. “All’inizio, come startup innovativa, il business plan era sostanzialmente orientato verso le organizzazioni non profit, alle quali offrire un servizio di consulenza per la gestione degli acquisti e un servizio di consulenza per la gestione sostenibile”, ricorda il fondatore. L’esperienza sul mercato ha però evidenziato la necessità di ripensare la strategia. “Il mercato del non profit in Italia non era ancora pronto. Abbiamo rivisto il posizionamento e ci siamo concentrati sulle due aree che oggi rappresentano il nostro core business principale”.

Negli anni Right Hub ha consolidato anche la propria identità come impresa orientata alla creazione di valore condiviso. “Siamo una Società Benefit e siamo stati tra le prime società della community B Corp in Italia nel 2016”, spiega Guzzabocca. La stessa identità del marchio riflette questa visione. Il claim Right Hub, Right Business, Right World esprime la volontà di fare impresa generando valore per la comunità. Anche il logo richiama questa filosofia: rappresenta l’incontro tra il mondo profit e quello non profit e, attraverso il simbolo grafico centrale, richiama l’idea di moltiplicare le opportunità di collaborazione, business e condivisione tra realtà differenti.

La pandemia ha rappresentato un ulteriore punto di svolta. La crescente attenzione verso sostenibilità, inclusione e responsabilità sociale ha infatti favorito l’ampliamento del portafoglio di progetti dell’azienda. Secondo Guzzabocca, però, il mercato della sostenibilità sta entrando in una nuova fase. “La sostenibilità è un tema molto usato, o abusato, e per questo il mercato si trova davanti a uno scenario complesso e, per certi versi, caotico”. Per questo motivo Right Hub sta orientando la propria attività verso un approccio che valorizzi il ritorno dell’investimento delle iniziative ESG. “Stiamo attuando anche un processo di comunicazione orientato a ispirare i nostri interlocutori, per far emergere anche la parte del ritorno dell’investimento, dell’efficienza operativa e del miglioramento della reputazione”.

La crescita nazionale e internazionale

Guardando al futuro, una delle principali direttrici di sviluppo di Right Hub è legata alla Legge 68/99 e, in particolare, all’utilizzo (o all’impiego, implementazione) della Convenzione ex articolo 14. Sebbene la normativa sia uniforme su tutto il territorio nazionale, il ricorso a questo specifico strumento dipende dalla presenza di accordi territoriali tra Regioni o Province, associazioni imprenditoriali e cooperative sociali. Per questo la Convenzione articolo 14 è ancora applicata in modo disomogeneo: se Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte rappresentano ormai realtà consolidate, in alcune aree del Centro e del Sud Italia questo percorso è ancora in una fase iniziale. È proprio in queste regioni che Right Hub individua uno dei principali spazi di crescita per i prossimi anni.

Parallelamente la società punta a rafforzare la dimensione sociale nella gestione sostenibile degli eventi e ad accelerare il processo di internazionalizzazione. “Stiamo lavorando sull’internazionalizzazione, sia negli Stati Uniti sia in Asia, perché riteniamo che in questi mercati, con il nostro know-how ed esperienza, ci possa essere un ampio margine di sviluppo”. In uno scenario in cui la sostenibilità è sempre più chiamata a dimostrare il proprio valore non solo sociale ma anche economico, Right Hub punta a consolidare un modello capace di mettere in relazione imprese, cooperative sociali e istituzioni, trasformando gli obblighi normativi in opportunità di crescita, innovazione e sviluppo per i territori.

L’articolo Right Hub, inclusione e sostenibilità come leve strategiche proviene da Parole di Management.