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Agenda Convivio Milano – 15 marzo 2024

MATTINA

9.00 ACCREDITO PARTECIPANTI

9.30 BENVENUTO E APERTURA LAVORI

9.45 Mediocri al potere e infelicità: se la mancanza di senso nel lavoro è diventata la vera emergenza.
Fare il ‘padrone’ è dannoso per la qualità della vita delle persone ma, ancora di più, per l’efficienza dell’impresa, In molte organizzazioni si finge ancora un atteggiamento paritario, ci si dà del tu quando l’esercizio del potere e la subordinazione, ricalca il modello taylorista. Ma rispetto e dignità si costruiscono all’interno di un legame di reciprocità. E dove non sono riuscite le lotte sindacali, ci penseranno innovazione, cultura e tutta l’umanità di cui disponiamo. Per contrastare fenomeni di disaffezione al lavoro abbiamo un’unica strada: cambiare le relazioni umane all’interno dei luoghi di lavoro.
Marco Bentivogli , coordinatore generale di BASE ITALIA, esperto di politiche del lavoro e di innovazione industriale

10.15 Tavola rotonda: Al mondo del lavoro servono una nuova leadership o nuove competenze?

  • Michele Bertola, presidente associazione dei direttori generali degli enti locali – ANDIGEL
  • Renata Duretti, co-founder & managing director – MD CLOSER 
  • Alberto Ganna, trainer e skill coach – IDEAMANAGEMENT 
  • Daniela Santini, HR manager – HENKEL

11.30 COFFEE BREAK

12.00 Dal lavoro giusto al lavoro decente. Cosa attendersi dall’organizzazione olocratica del lavoro
Dopo aver chiarito la differenza tra lavoro giusto e lavoro decente, aver spiegato perché si parla sempre del primo e raramente del secondo, l’esposizione si soffermerà a suggerire perché il vero vantaggio competitivo dell’impresa, oggi, risiede nella capacità di utilizzare la conoscenza tacita, piuttosto che la conoscenza codificata. E dunque perché l’organizzazione tayloristica va definitivamente abbandonata. Il capitalismo cibernetico postula un altro modello.
Stefano Zamagni, professore ordinario di economia politica – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA e fondatore – SCUOLA ECONOMIA CIVILE

12.30 Tavola rotonda: Da Taylor al modello olocratico: come cambia l’organizzazione del lavoro

13.15 PRANZO

POMERIGGIO

14.45 Ripensare i luoghi del lavoro: tra presenza e distanza, tra reale e virtuale. La prospettiva del Placemaker. 
Di quale spazio di lavoro abbiamo bisogno per lavorare bene? Si tratta di una domanda ricorrente e che richiede risposte nuove e adatte ai bisogni vitali che sono cresciuti nelle persone dopo la pandemia. E soprattutto chi si deve far carico di questo processo di riprogettazione? Se fino ad oggi la gestione e organizzazione degli spazi poteva essere in qualche modo delegata a tecnici e designer di interni, perché si trattava di ridefinire solo la funzionalità spaziale, oggi si configura una vera e propria competenza da placemaker. È una nuova abilità manageriale che richiede di saper organizzare al meglio il lavoro del proprio team in presenza e a distanza, in momenti di sincronia e in altri asincroni, ripensando in modo radicale i luoghi e i tempi di lavoro. Servono luoghi di lavoro ibridi e flessibili ma anche capaci di ospitare quel lavoro protetto e privato (la riscoperta dello spazio intimo della privacy) che il “lavoro da qualsiasi luogo” rende difficile alle persone.
Elena Granata, professore di urbanistica – POLITECNICO DI MILANO e vicepresidente – SCUOLA ECONOMIA CIVILE

15.30 Tavola rotonda: Al lavoro serve un luogo. Perché ci fa male la distanza.

  • Tiziana Rosato, experienced people & organization officer – BORSALINO
  • Paolo Filippi, group people & organization director – CIMBALI GROUP

16.30 CHIUSURA LAVORI