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SUMMARY:PdM TALK - Lavoro agile semplificato: cosa cambia?
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nProroga per lo Smart Working nel settore privato e nuove norme in arrivo per il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione.Il Decreto proroghe detta nuove regole e il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta annuncia un ‘ritorno alla normalità’. Quali le novità? Nella Pa il lavoro agile prosegue in regime semplificato\, senza necessità di accordi individuali\, sino al 31 dicembre\, ma si eliminano le soglie minime che avevano imposto di garantire il lavoro agile al 50% dei dipendenti con mansioni non vincolate dalla presenza. Smart working sì\, ma nel rispetto della continuità dei servizi da assicurare ai cittadini. A partire dal 2022 si prevede una sola soglia del 15% e le amministrazioni pubbliche avranno l’obbligo di adottare i Piani organizzativi per il lavoro agile i ‘Pola’\, che dovranno essere presentati entro il 31 dicembre di ogni anno. Il regime semplificato emergenziale è stato prorogato nel settore privato\, per ora\, sino al 30 settembre. Come considerazione generale\, la storia di questi mesi ci dice che il lavoro agile\, nel pubblico come nel privato non si improvvisa: perché si trasformi in opportunità per imprese\, persone e territori\, occorrono progettualità\, competenze e capacità organizzativa. \nRelatori\nPartecipano: \nMariagrazia Bonzagni\, direttore area programmazione controlli e statistica – COMUNE DI BOLOGNA \nStefano Paladini Molgora\, hrbp & industrial relations – ZTE ITALIA GROUP \nFrancesco Rotondi\, managing partner – LABLAW STUDIO LEGALE ROTONDI & PARTNERS \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:Discussione - Gli effetti delle politiche di welfare aziendale per l’inclusione e la diversity
DESCRIPTION:Il tema\nIL PROGETTO\nSviluppo&Organizzazione\, la più importante rivista accademica italiana di organizzazione aziendale\, promuove periodicamente incontri a porte chiuse con accademici\, consulenti\, imprenditori\, manager\, rappresentanti delle associazioni per discutere e approfondire tematiche di attualità in materia di organizzazione aziendale e risorse umane.Gli incontri sono oggetto della rubrica intitolata “Le discussioni di Sviluppo&Organizzazione” che ospita il resoconto della riunione con ampio servizio fotografico realizzato ad hoc.La presente Discussione è riservata ai rappresentati di aziende medio-grandi con l’obiettivo di confrontarsi sul tema degli effetti delle politiche di welfare aziendale per l’inclusione e la diversity. \nDialogherà con i partecipanti la redazione di Sviluppo&Organizzazione. \nSpunti di dibattito \nLa pressione provocata dalla crisi pandemica sul nostro sistema economico e sociale\, oltre che su quello sanitario\, ha rappresenta uno ‘stress test’ che ha messo a dura prova la capacità di risposta e di adattamento delle istituzioni e delle organizzazioni del nostro\, e di altri Paesi. Gli eventi di questo ultimo anno – così come ricordiamo era già accaduto con la crisi del 2008 – richiamano più che mai al centro dell’agenda pubblica e istituzionale\, nonché di quella di manager e professionisti d’azienda\, l’attenzione sul tema del benessere delle persone. \nNonostante le difficoltà economiche che il nostro sistema-Paese sta vivendo\, ma proprio per le difficoltà sempre più manifeste di un sistema di welfare in affanno\, è plausibile pensare che le iniziative di welfare aziendale possono tornare a riproporsi con grande e rinnovata forza nei prossimi mesi\, mentre già molte imprese si stanno muovendo in questa direzione. Sono dunque maturi i tempi per aprire uno spazio alla riflessione e al confronto sul tema\, coinvolgendo gli attori – manager e professionisti\, ma anche sindacati e istituzioni – deputati alla cura delle persone nelle organizzazioni.  \nÈ urgente e quanto mai necessario aprire un dialogo a più voci sul benessere nel lavoro e\, ripartendo dal suo originale e profondo significato\, portare alla luce alcuni temi che la pandemia ha fatto riemergere come centrali e prioritari\, primo fra tutti\, quello della promozione della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità in azienda. Ormai già noto nel gergo degli addetti ai lavori come “D&I”\, la Diversity and Inclusion rappresenta un nuovo e importante outcome che le Direzioni del Personale\, professionisti e stakeholder del settore devono presidiare\, anche attraverso iniziative ad hoc necessariamente integrate nel sistema delle politiche aziendali e di welfare\, con il fine ultimo di garantire il benessere delle persone e delle stesse organizzazioni.
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SUMMARY:SEMINARIO - INCLUSION MANAGEMENT: costruire una inclusion strategy
DESCRIPTION:Il tema\nLa diversità ha sempre fatto parte dell’impianto storico\, politico\, culturale del nostro mondo. La sua valorizzazione\, oggi\, diventa un dovere per le comunità e una necessità per le organizzazioni. I movimenti culturali oltreoceano\, l’Agenda ONU 2030\, la pandemia e le sensibilità delle nuove generazioni hanno stimolato la necessità di promuovere l’inclusione\, l’appartenenza e l’equità anche nelle aziende\, su un piano di politiche\, di mindset\, di relazioni sociali ma anche di innovazione\, occupazione e crescita economica. \nRelatori\nSHATA DIALLO  \nPsicologa e consulente\, in Mida si occupa di interventi di Change Management e guida la Tribe che sviluppa progetti di Diversity\, Equity & Inclusion.Ha approfondito le tematiche di Diversity\, Equity & Inclusion partecipando a master e corsi di perfezionamento in Italia e nei Paesi Bassi e da sette anni promuove interventi volti a favorire l’inclusione per organizzazioni private e per il programma europeo Erasmus+.Aiuta le organizzazioni a promuovere progetti ed esperienze trasformative customizzate. Il fine: favorire l’adozione di nuovi comportamenti strategici e misurabili\, valorizzare il talento\, le potenzialità e l’ingaggio delle persone nelle organizzazioni. Guida i clienti in processi di adoption di comportamenti “Diversity & Inclusion oriented”\, volti a favorire un impatto reale sui processi aziendali e sul mindset organizzativo.Ha fondato nel 2015 «YOBBO – Youth Beyond Borders»\, una associazione culturale di cui è Presidente e che si occupa di progettare e facilitare corsi di formazione orientati alla promozione dell’imprenditorialità\, dell’inclusione e della cittadinanza attiva.  \n CORRADO BOTTIO \nLaurea in Psicologia\, Specializzazione in Terapia Strategica\, Master in gestione aziendale\, Partner di MIDA.Prima in Azienda poi in Consulenza\, da trentacinque anni si occupa di sistemi di sviluppo delle Risorse Umane.È fondatore e membro del CDA dell’Osservatorio Senior e si occupa di Sviluppo HR all’interno di politiche di Age Management.Fondatore e Presidente della Fondazione Human Plus\, organizzazione di ricerca su innovatori ed innovazione nei contesti di lavoro\, in questi ultimi anni si è particolarmente dedicato alla human side dell’innovazione: chi sono gli innovatori\, come lavorano\, come favorire nelle organizzazioni una cultura dell’innovazione.Ha insegnato alla scuola superiore della sanità dell’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna\, oggi all’executive Master in Communication and Human Resources dello IULM.Dal 2014 è membro dell’Advisory Council dell’Harvard Business Review. Come membro di Consigli di Amministrazione e consulente di organizzazioni non profit\, ha da sempre avuto l’ambizione di favorire la contaminazione reciproca tra profit e non-profit\, per dare più umanità al primo e più managerialità al secondo.
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SUMMARY:ORGANIZZAZIONI ROBUSTE NELL’ERA DELL’IMPREVEDIBILE - Rigenerare imprese e istituzioni come mondi vitali e collanti sociali
DESCRIPTION:Il tema\n IL TEMA\nNassim Taleb\, l’autore del “Cigno Nero”\, ha evidenziato come in condizioni d’incertezza tutti i sistemi improntati a modelli deterministici siano fragili ed esposti al collasso; robustezza e anti-fragilità sono i possibili antidoti che permettono a un sistema complesso di trarre beneficio dai fattori di stress\, dall’incertezza\, dalla variabilità\, coltivando qualità come la ridondanza\, l’inserimento di elementi in grado di svolgere più funzioni\, la disponibilità di molteplici opzioni di fronte a cambiamenti imprevisti. Viviamo in una società intessuta di organizzazioni\, ed è importante cogliere le implicazioni di questi concetti per il funzionamento di imprese e istituzioni. \nParadigmi consolidati\, modelli prevalenti\, abitudini radicate\, richiedono un radicale ripensamento; le premesse erano evidenti da tempo\, ma quello che si sta imponendo è una classica forma di apprendimento per shock\, per trauma\, per risposta necessitata a una crisi dirompente. Occorre invece qualcosa di diverso\, di molto più intenso\, un processo che coinvolga le energie intellettuali e morali presenti nelle imprese e nelle altre organizzazioni sociali. Un processo di apprendimento collettivo di questa portata può divenire realmente generativo solo se alimentato da due forze\, da due fonti di energia umana e sociale: nuove risorse organizzative e un ri-articolato sistema dei poteri nelle organizzazioni. \nRelatori\nMara Adobati\, leader HR Regione Nord-Est – LEROY MERLIN ITALIA \nCarlo Albini\, head of innovability people & organization – ENEL GROUP \nAntonio Fabio Giuliani\, amministratore delegato – ROBERT BOSCH ITALIA  \nMassimo Lavezzini\, direttore del personale – PSA SECH TERMINAL CONTENITORI PORTO DI GENOVA SPA \nElisabetta Pittaluga\, global organization & talent development manager – GUALAPACK  \nGianfranco Rebora\, professore emerito di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane – UNIVERSITÁ LIUC – CATTANEO DI CASTELLANZA e direttore responsabile – SVILUPPO&ORGANIZZAZIONE \n \nSponsor e partner
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SUMMARY:PdM TALK - Pnrr e opportunità per la manifattura
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nLe risorse del Pnrr in che modo potranno rappresentare un’opportunità per il comparto manifatturiero? Le risorse complessivamente sono ingenti\, 248 miliardi. Il Presidente Mario Draghi ha dichiarato che nel Pnrr ci sono le vite degli italiani\, dei giovani e dei cittadini che verranno. Parole che aprono alla speranza e testimoniano una ragionata consapevolezza. Ma quale sarà l’impatto sulla nostra manifattura? Alla componente 2 della Missione 1\, dedicata a digitalizzazione\, innovazione e competitività del sistema produttivo sono stati assegnati 24\,3 miliardi. Rileviamo che rispetto alla precedente versione del piano le risorse per il Piano Transizione 4.0 sono passate da 18 a 13\,97. È un problema? Come dobbiamo aspettarci che venga riorganizzato il sistema di trasferimento tecnologico che poggia sui Competence Center e i Digital Innovation Hub? Considerando che lavorare sulle competenze è un tema centrale\, le risorse destinate a sviluppare il sistema di formazione professionale terziaria (Its) saranno sufficienti a diminuire i gap con gli altri paesi Europei\, in primo luogo con la Germania? \nRelatori\nPartecipano: \nDario Andreottola\, commerce business development manager – Liferay Italia \nFilippo Boschi\, responsabile progetti di innovazione e ricerca industriale – MADE Competence Center I4.0  \nFabio Massimo Marchetti\, head of digital industries – Var Group \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:SEMINARIO - PUBLIC SPEAKING IN A VIRTUAL MEETING: come cambia l’arte della comunicazione nell’online
DESCRIPTION:Relatori\nMICHELA GUARDINO \nLaureata in Psicologia\, Master NLP\, da molti anni in MIDA con il ruolo di Principal.Ha collaborato con una multinazionale leader nel direct marketing ed è stata Key Account per una agenzia pubblicitaria milanese. Oggi è la Responsabile del Competence Centre MIDA Public Speaking & Business Presentation. Tiene da anni seminari sull’argomento e segue progetti di consulenza per la realizzazione di eventi e convention.Si occupa di media training\, speech writing e coaching individuale per dirigenti\, imprenditori e personaggi pubblici che salgono sul palcoscenico.Gestisce inoltre progetti di leadership empowerment sia in attività di formazione che di counselling ed è certificata da MRG International per progetti LEA 360° assessment analysis.
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SUMMARY:Webinar - Digitalizzazione dei processi Hr: l’automazione nota spese motore di produttività
DESCRIPTION:Il tema\nIL TEMA\nLa crisi sanitaria ha reso inevitabile l’utilizzo di strumenti digitali per la gestione delle attività amministrative\, commerciali e di business. La digitalizzazione dei flussi informativi\, accelerata dalla pandemia\, ha garantito continuità all’operatività e\, al contempo\, ha contribuito a creare una nuova consapevolezza: è possibile\, a vari livelli\, incrementare efficienza e risparmi di tempo e risorse e le innovazioni abilitate dalla gestione digitale dei processi rappresentano un’eredità positiva. I benefici sono evidenti e la remotizzazione delle attività ha evidenziato come il lavoro collaborativo\, abilitato da piattaforme\, apra nuovi scenari. \nSe potersi dedicare prevalentemente ad attività definite ‘core’ era un obiettivo non sempre facile da raggiungere\, a distanza di oltre un anno dallo scoppio della pandemia\, abbiamo sperimentato come sistemi digitali user friendly favoriscano un complessivo efficientamento. E la gestione delle note spese è un esempio di attività che libera risorse. È stato calcolato che la gestione cartacea delle note spese ‘costi’ a ogni dipendente dalle 2 alle 8 ore mensili. Tempo prezioso\, che può essere molto più profittevolmente dedicato al business. \nL’automazione del processo\, oltre ad aumentare l’efficienza del flusso di trasmissione e controllo della documentazione\, consente di risparmiare tempo e risorse limitando la probabilità di commettere errori. Non solo: il dipendente aumenterà la fiducia complessiva nei confronti del ‘sistema azienda’ e\, in questo modo\, il livello di engagement è destinato ad accrescere. L’azienda che dilata i propri confini si configura sempre più come un ecosistema dove le applicazioni\, rendendo più fluida ed efficiente l’operatività\, impattano positivamente sul modo di lavorare\, e dunque sul benessere. E il cerchio sull’aumento della produttività si chiude. \nRelatori\nI RELATORI\nNicola Cattaneo\, Business Development Manager & Partner – DOXINET \nAlessio Morgera\, Specialista dei Processi Amministrativi – SYNERGIE ITALIA AGENZIA PER IL LAVORO  \n \nSponsor e partner
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SUMMARY:Discussione - Gli effetti delle politiche di welfare aziendale per l’inclusione e la diversity
DESCRIPTION:IL PROGETTO\nSviluppo&Organizzazione\, la più importante rivista accademica italiana di organizzazione aziendale\, promuove periodicamente incontri a porte chiuse con accademici\, consulenti\, imprenditori\, manager\, rappresentanti delle associazioni per discutere e approfondire tematiche di attualità in materia di organizzazione aziendale e risorse umane.\nGli incontri sono oggetto della rubrica intitolata “Le discussioni di Sviluppo&Organizzazione” che ospita il resoconto della riunione con ampio servizio fotografico realizzato ad hoc.\nLa presente Discussione è riservata ai rappresentati di aziende medio-grandi con l’obiettivo di confrontarsi sul tema degli effetti delle politiche di welfare aziendale per l’inclusione e la diversity. \nDialogherà con i partecipanti la redazione di Sviluppo&Organizzazione. \n\nSpunti di dibattitoPartecipantiLuogo e Modalità di partecipazioneContatti\n\n\nLa pressione provocata dalla crisi pandemica sul nostro sistema economico e sociale\, oltre che su quello sanitario\, ha rappresenta uno ‘stress test’ che ha messo a dura prova la capacità di risposta e di adattamento delle istituzioni e delle organizzazioni del nostro\, e di altri Paesi. Gli eventi di questo ultimo anno – così come ricordiamo era già accaduto con la crisi del 2008 – richiamano più che mai al centro dell’agenda pubblica e istituzionale\, nonché di quella di manager e professionisti d’azienda\, l’attenzione sul tema del benessere delle persone. \nNonostante le difficoltà economiche che il nostro sistema-Paese sta vivendo\, ma proprio per le difficoltà sempre più manifeste di un sistema di welfare in affanno\, è plausibile pensare che le iniziative di welfare aziendale possono tornare a riproporsi con grande e rinnovata forza nei prossimi mesi\, mentre già molte imprese si stanno muovendo in questa direzione. Sono dunque maturi i tempi per aprire uno spazio alla riflessione e al confronto sul tema\, coinvolgendo gli attori – manager e professionisti\, ma anche sindacati e istituzioni – deputati alla cura delle persone nelle organizzazioni. \nÈ urgente e quanto mai necessario aprire un dialogo a più voci sul benessere nel lavoro e\, ripartendo dal suo originale e profondo significato\, portare alla luce alcuni temi che la pandemia ha fatto riemergere come centrali e prioritari\, primo fra tutti\, quello della promozione della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità in azienda. Ormai già noto nel gergo degli addetti ai lavori come “D&I”\, la Diversity and Inclusion rappresenta un nuovo e importante outcome che le Direzioni del Personale\, professionisti e stakeholder del settore devono presidiare\, anche attraverso iniziative ad hoc necessariamente integrate nel sistema delle politiche aziendali e di welfare\, con il fine ultimo di garantire il benessere delle persone e delle stesse organizzazioni. \n\n\nAntonio Andreotti\, Direttore Personale\, Organizzazione e Sistemi Informativi – ‎GRUPPO IREN \nPaolo Gardenghi\, Responsabile area welfare aziendale – DAY WELFARE \nAntonio Gusmini\, Head of human resources – GRUPPO MEDIOLANUM \nMarcello Marchese\, Presidente – ASSIDIM \nAlberto Perfumo\, CEO – EUDAIMON \nDaria Sarti\, Professore Associato di Organizzazione aziendale – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE \n\n\nQuesto incontro è online e si svolge ‘a porte chiuse’. La partecipazione all’evento può avvenire solo su invito della casa editrice ESTE. \n\n\nPer informazioni sul progetto:\nDario Colombo – caporedattore di Sviluppo&Organizzazione – dario.colombo@este.it – Tel. 02 91434412
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SUMMARY:PdM TALK - Ritorno in ufficio: cambiano gli spazi?
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nComplice l’avanzamento della campagna vaccinale\, le aziende iniziano a progettare la fase post-Covid. Ma gli orientamenti divergono: se i colossi della finanza sono pronti a fare marcia indietro – il Ceo di Goldman Sachs richiama tutti in ufficio a partire dal mese di giugno – grandi aziende\, anche manifatturiere\, non prevedono un ritorno tout court al passato. Il Ceo di Unilever apre alla flessibilità mentre Fujitsu manterrà il lavoro da remoto\, anche per ingaggiare talenti senza vincoli geografici. Possiamo immaginare che il futuro del lavoro sarà sempre più ibrido e questo impone un ripensamento degli spazi dove\, se non spariscono del tutto le scrivanie individuali\, sarà necessario prevedere una quota maggiore di spazi per il lavoro collaborativo. Si apre dunque una nuova fase per la progettazione e per il design del luogo di lavoro? E gli spazi di co-working\, che ruolo sono pronti a ritagliarsi? \nRelatori\nPartecipano: \nEmanuele Arpini\, global marketing director – IWG \nLorenzo Maresca\, managing director – SEDUS STOLL \nMarta Milanesi\, head of business developer worksphere – IL PRISMA \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:LA CULTURA D'IMPRESA A SERVIZIO DEL BUSINESS - Presentazione dei servizi ESTE per la lead generation
DESCRIPTION:Il tema\n IL TEMA\nESTE presenta i nuovi servizi di lead generation che capitalizzano le competenze e le innovazioni messe a valore nel corso dell’ultimo anno di attività. Riviste\, convegni e servizi di comunicazione online fondati sul patrimonio di relazioni che la casa editrice alimenta attraverso la cultura d’impresa. \nGrazie alle testimonianze di alcuni clienti avremo occasione di approfondire anche il tema del ROI sull’investimento in comunicazione. \nRelatori\nIntervengono: \nAndrea Bobbiese\, direttore generale – ESTE  \nChiara Lupi\, direttrice editoriale – ESTE  \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE e direttore – PAROLE DI MANAGEMENT \nMartina Galbiati\, responsabile eventi e marketing – ESTE \nSilvia Bruno\, key account manager – ESTE \nCon la testimonianza di: \nNicola Cattaneo\, business development manager & partner – DOXINET \nFederico Rusconi\, marketing & sales manager – SAEP INFORMATICA
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SUMMARY:SEMINARIO - LA CULTURA DEL FEEDBACK: dallo strumento di confronto al processo continuo di nutrimento condiviso
DESCRIPTION:Il tema\nObiettivi del seminario: \n\nComprendere cosa rende efficace un feedback\nApprofondire le competenze implicate nella trasmissione e ricezione di un feedback\nAcquisire un modello teorico di riferimento\, come base su cui costruire feedback efficaci e costruttivi\n\nRelatori\n ROSY BONFIGLIO \nBusiness Coach\, autrice\, attrice e cantante siciliana\, diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Specializzatasi presso il prestigioso Centro Teatrale Santa Cristina con il M° Luca Ronconi\, lavora sin da giovanissima al fianco di grandi maestri del teatro italiano\, in primis Gabriele Lavia. Dopo aver alternato i circuiti ufficiali degli stabili nazionali a quelli indipendenti e sperimentali\, inaugura un percorso di ricerca artistica indipendente\, che ha messo capo alla produzione di spettacoli di cui è autrice\, regista e interprete. Vocalist poliedrica per la musica e per il teatro\, prende parte a prestigiose produzioni di Musical internazionali\, come interprete e come aiuto regia. Interprete per il cinema e la tv\, è protagonista di alcuni corti d’autore\, che le sono valsi premi e riconoscimenti internazionali. Da anni attiva come Acting Coach\, si occupa di formazione e consulenza\, sviluppando percorsi individuali e di team\, in cui coniuga l’esperienza del teatro con le tecniche di comunicazione e Coaching. È ideatrice di format e iniziative volte a rilanciare lo sviluppo umano e sociale attraverso l’Arte\, la Cultura e il Coaching. \nNel 2019 pubblica il suo primo singolo come cantautrice e nel 2020 la prima raccolta di poesie dal titolo “NEI GIARDINI DELL’EREBO”. \nDopo aver approfondito studi in materia di Organizzazione Aziendale e Coaching\, collabora oggi con Performant in qualità di Business Coach qualificata EMCC EQA Senior Practitioner in Business Coaching\, e con SCOA – The School of Coaching\, in veste di docente\, occupandosi di sviluppo personale e di team nelle organizzazioni\, con particolare attenzione alle competenze relazionali e gestionali.
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SUMMARY:SEMINARIO - INCLUSION MANAGEMENT: costruire una inclusion strategy
DESCRIPTION:La diversità ha sempre fatto parte dell’impianto storico\, politico\, culturale del nostro mondo. La sua valorizzazione\, oggi\, diventa un dovere per le comunità e una necessità per le organizzazioni. I movimenti culturali oltreoceano\, l’Agenda ONU 2030\, la pandemia e le sensibilità delle nuove generazioni hanno stimolato la necessità di promuovere l’inclusione\, l’appartenenza e l’equità anche nelle aziende\, su un piano di politiche\, di mindset\, di relazioni sociali ma anche di innovazione\, occupazione e crescita economica \n\nSpunti di dibattitoPartecipantiLuogo e Modalità di partecipazioneContatti\n\n\nLa pressione provocata dalla crisi pandemica sul nostro sistema economico e sociale\, oltre che su quello sanitario\, ha rappresenta uno ‘stress test’ che ha messo a dura prova la capacità di risposta e di adattamento delle istituzioni e delle organizzazioni del nostro\, e di altri Paesi. Gli eventi di questo ultimo anno – così come ricordiamo era già accaduto con la crisi del 2008 – richiamano più che mai al centro dell’agenda pubblica e istituzionale\, nonché di quella di manager e professionisti d’azienda\, l’attenzione sul tema del benessere delle persone. \nNonostante le difficoltà economiche che il nostro sistema-Paese sta vivendo\, ma proprio per le difficoltà sempre più manifeste di un sistema di welfare in affanno\, è plausibile pensare che le iniziative di welfare aziendale possono tornare a riproporsi con grande e rinnovata forza nei prossimi mesi\, mentre già molte imprese si stanno muovendo in questa direzione. Sono dunque maturi i tempi per aprire uno spazio alla riflessione e al confronto sul tema\, coinvolgendo gli attori – manager e professionisti\, ma anche sindacati e istituzioni – deputati alla cura delle persone nelle organizzazioni. \nÈ urgente e quanto mai necessario aprire un dialogo a più voci sul benessere nel lavoro e\, ripartendo dal suo originale e profondo significato\, portare alla luce alcuni temi che la pandemia ha fatto riemergere come centrali e prioritari\, primo fra tutti\, quello della promozione della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità in azienda. Ormai già noto nel gergo degli addetti ai lavori come “D&I”\, la Diversity and Inclusion rappresenta un nuovo e importante outcome che le Direzioni del Personale\, professionisti e stakeholder del settore devono presidiare\, anche attraverso iniziative ad hoc necessariamente integrate nel sistema delle politiche aziendali e di welfare\, con il fine ultimo di garantire il benessere delle persone e delle stesse organizzazioni. \n\n\nAntonio Andreotti\, Direttore Personale\, Organizzazione e Sistemi Informativi – ‎GRUPPO IREN \nPaolo Gardenghi\, Responsabile area welfare aziendale – DAY WELFARE \nAntonio Gusmini\, Head of human resources – GRUPPO MEDIOLANUM \nMarcello Marchese\, Presidente – ASSIDIM \nAlberto Perfumo\, CEO – EUDAIMON \nDaria Sarti\, Professore Associato di Organizzazione aziendale – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE \n\n\nQuesto incontro è online e si svolge ‘a porte chiuse’. La partecipazione all’evento può avvenire solo su invito della casa editrice ESTE. \n\n\nPer informazioni sul progetto:\nDario Colombo – caporedattore di Sviluppo&Organizzazione – dario.colombo@este.it – Tel. 02 91434412
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LOCATION:Palazzo delle Stelline\, Corso Magenta 61\, Milano\, Lombardia\, Italia\, Italia
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SUMMARY:PdM TALK - La responsabilità delle aziende nella ricollocazione delle persone
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nNella missione 5 del Pnrr dedicata alle politiche per il lavoro rientra l’obiettivo di rafforzare i centri pubblici per l’impiego e creare strutture che favoriscano l’occupazione e la qualificazione dell’occupazione. In effetti\, il milione di posti di lavoro persi in seguito alla crisi pandemica\, e il blocco dei licenziamenti che cessa dal 1° luglio per aziende di manifattura e costruzioni\, pone il nostro Paese in una situazione di estrema fragilità dal punto di vista occupazionale. Nel frattempo\, il decreto Sostegni bis ha commissariato l’Anpal che ritorna sotto il controllo del Ministero del Lavoro: questo presuppone una riorganizzazione delle politiche attive. Che destino si prospetta per i lavoratori allo scadere del blocco dei licenziamenti e per tutti coloro che percepiscono un reddito in base alle normative vigenti? Nella prospettiva di una complessiva ristrutturazione delle politiche attive\, le agenzie per il lavoro\, in collaborazione con le aziende private\, possono svolgere un ruolo strategico e favorire\, anche con lo strumento dell’outplacement\, una più efficace ricollocazione delle persone. \nRelatori\nPartecipano: \nLuca Failla\, head of employment & benefit – DELOITTE LEGAL ITALY \nCristiano Pechy\, country manager – LEE HECHT HARRISON e presidente – AISO \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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