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SUMMARY:PdM TALK - Progettare la ripartenza nel post-covid: il valore dell’approccio ‘Agile’
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nMetodi consolidati di gestione\, modelli organizzativi standardizzati\, abitudini radicate richiedono oggi un profondo ripensamento.Eventi imprevedibili hanno costretto le imprese a cambiamenti repentini senza che ci fosse il tempo di interiorizzare la portata dei fenomeni\, e l’adozione di remote working diffuso ne è un esempio.Oggi le aziende per migliorare la loro affidabilità\, e produrre innovazione\, devono essere in grado coinvolgere le energie di tutta l’organizzazione e facilitare un processo di apprendimento collettivo. L’organizzazione è una risorsa\, ma per far sì che possa essere considerata un’ancora alla quale aggrapparsi è necessario intervenire per irrobustirla puntando anche sulla metodologia Agile\, un approccio che presta particolare attenzione alla collaborazione e ai flussi di lavoro che consente di guidare passo dopo passo il modo di procedere e orientare più facilmente eventuali interventi correttivi.Valorizzazione dei people manager e formazione sono due fattori abilitanti per creare organizzazioni più affidabili\, redditizie e capaci di generare innovazione. \nRelatori\nPartecipano: \nBeatrice Baldaccini\, corporate executive hr & integration – UMBRA GROUP \nAntonio Fabio Giuliani\, amministratore delegato – ROBERT BOSCH ITALIA \nMaurizio Pedrelli\, socio fondatore e presidente – PRAGMATA\, autore di “Sostenere il miglioramento continuo – Come tendere verso l’azienda eccellente” (Edizioni ESTE) \nAurora Simonetti\, senior hr manager – RED HAT ITALY \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:Evento online - From Industrial Equipment to the Business of Experience
DESCRIPTION:Il tema\nTEMA\nLe aziende si orientano sempre più verso un’esperienza di servizio e utilizzo del prodotto e questo impone nuove modalità di interazione fornitori-clienti all’interno della value chain. \nInfatti a causa del crescente utilizzo di e-commerce nel B2B\, i clienti industrial si aspettano un’esperienza più personalizzata\, simile a quella che sperimentano in prima persona nel B2C. Si deve quindi passare a modelli di direct to consumer e di digital go-to-market\, lavorando su end-to-end customer engagement\, digitalizzazione del front-office and trasformazione dell’organizzazione aziendale. \n \nSponsor e partner
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SUMMARY:Letture Manageriali - Dialogo con gli autori di 'Percorsi di formazione'
DESCRIPTION:Relatori\nDario Arkel\, pedagogista\, docente universitario e formatore \nFulvio Paolo Ballarini\, Group HR Director – CANNON GROUP  \nMauro De Martini\, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico e Docente di Comportamenti Organizzativi – ITS A. Rizzoli di Milano \nUgo Morelli\, Professore di psicologia del lavoro e dell’organizzazione – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BERGAMO \nFrancesco Varanini\, direttore – PERSONE&CONOSCENZE
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SUMMARY:Convegno virtuale - Fabbrica Futuro - Intelligenza artificiale e data analytics per progettare prodotti e servizi
DESCRIPTION:Il tema\nTEMA\nL’intelligenza artificiale consente di elaborare un’enorme quantità di dati\, individuando correlazioni e riducendo i tempi di analisi e la conseguente presa di decisioni. \nNella fabbrica digitale\, grazie all’utilizzo di sistemi di visione\, sarà possibile analizzare tutto ciò che accade all’interno di un ambiente produttivo ottimizzando i piani di produzione\, le attività di forecasting e previsione della domanda e l’insieme delle risorse dell’impianto produttivo nel suo complesso. \nGrazie alla creazione di gemelli digitali è anche possibile eseguire simulazioni e analisi di scenario con l’obiettivo di prevedere quali decisioni impattano direttamente su prestazioni e produttività. L’analisi delle informazioni che è possibile intercettare lungo tutta la catena del valore consente di orientare la progettazione di prodotti e servizi richiesti dal mercato. Con un evidente impatto sui valori di business. \nRelatori\nRELATORI\nDaniele Marzaroli\, Sales & Marketing Director – ROLLERI  \nAlfio Nucifora\, Head of Innovation – VAR BMS \nMaurizio Romeo\, Analytics Project Leader – VAR BMS \nRiccardo Scarponi\, Innovation Manager – CLEMENTONI \nGiovanni Vaia\, Professore di Digital Management – UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI DI VENEZIA \nAndrea Maria Zanchettin\, Professore Associato di Controlli Automatici e Robotica – POLITECNICO DI MILANO \n \nSponsor e partner
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SUMMARY:PdM TALK - Manca il lavoro o mancano i lavoratori?
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nIl mercato del lavoro riparte ma mancano i lavoratori. Unioncamere stima 560mila nuovi contratti nel mese di giugno\, Confindustria reclama 110mila professionalità tecnico-scientifiche. Che non ci sono. Il talent shortage o skill mismatch è il grande protagonista di questa ripresa post-pandemica. Dall’industria agli operatori del turismo\, il personale non si trova. Domanda e offerta sono disallineate e la disoccupazione giovanile nel contempo supera il 30%. Ma il problema va oltre il mismatch. Nel nostro Paese si intrecciano complessità che vanno analizzate: il nostro impianto di welfare non favorisce la formazione alla ricollocazione\, il costo del lavoro è esorbitante – il cuneo fiscale raggiunge il 46% – e anche per questo motivo molti giovani\, ben preparati dalle nostre università\, cercano fortuna altrove. A tutto ciò si aggiungono normative\, come il Decreto Dignità\, che ingessano inutilmente il mercato del lavoro. Siamo in un momento delicato\, dove associazioni datoriali e sindacali sono entrambe chiamate ad un salto di qualità: da una parte è indispensabile valorizzare il lavoro e dall’altra è urgente ripensare la contrattazione con l’obiettivo di rendere più competitive le persone. La concretizzazione del nostro Pnrr dipenderà anche da questo. \nRelatori\nPartecipano: \nLuca Barbieri\, labour and corporate relations advisor – ARLATI GHISLANDI \nGabriele Ghini\, managing director – TRANSEARCH ITALY e autore di Diario di un cacciatore di teste – Oltre social\, algoritmi e coronavirus \nAngelo Zamboni\, co-founder e head of business – JOBTECH \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:Convegno virtuale - Fabbrica Futuro - Supply Chain: mitigare i rischi di un contesto imprevedibile
DESCRIPTION:La Supply chain è un sistema complesso\, un network di aziende collegate da quattro tipi di flussi: prodotti\, servizi\, monetari e informativi che connettono un processo da un ‘nodo sorgente’ al cliente finale. \nCome mettere in sicurezza il processo e garantire le ‘cinque r’\, ovvero right product\, right quantity\, right place\, right time\, right condition e right price? \nPunto di partenza è rappresentato dalla categorizzazione dei rischi che impediscono il flusso di prodotti o servizi verso il consumatore finale. Mettersi al riparo dalle vulnerabilità è possibile\, a patto però di conoscere a fondo la propria Supply chain. Anche la scelta tra partner locali e delocalizzati\, fornitori unici o più ampie partnership\, può fare la differenza. \nLa storia recente dimostra che adottare sistemi ridondanti riduce il rischio di interruzione dei flussi. Come pure instaurare rapporti di partnership con clienti e fornitori rendendo visibili e trasparenti tutti i processi: in una parola\, adottare un approccio di supply chain intelligence contribuisce a mitigare i rischi. La capacità di reazione dipende dalla cultura dell’analisi del rischio: quali dissesti si sono verificati\, in quali situazioni ci si è avvicinati ad un pericolo? Per reagire nel modo corretto\, va valorizzato il ruolo delle persone\, che con il loro agire quotidiano rappresentano la più potente catena di protezione al business. \n\nSpunti di dibattitoPartecipantiLuogo e Modalità di partecipazioneContatti\n\n\nLa pressione provocata dalla crisi pandemica sul nostro sistema economico e sociale\, oltre che su quello sanitario\, ha rappresenta uno ‘stress test’ che ha messo a dura prova la capacità di risposta e di adattamento delle istituzioni e delle organizzazioni del nostro\, e di altri Paesi. Gli eventi di questo ultimo anno – così come ricordiamo era già accaduto con la crisi del 2008 – richiamano più che mai al centro dell’agenda pubblica e istituzionale\, nonché di quella di manager e professionisti d’azienda\, l’attenzione sul tema del benessere delle persone. \nNonostante le difficoltà economiche che il nostro sistema-Paese sta vivendo\, ma proprio per le difficoltà sempre più manifeste di un sistema di welfare in affanno\, è plausibile pensare che le iniziative di welfare aziendale possono tornare a riproporsi con grande e rinnovata forza nei prossimi mesi\, mentre già molte imprese si stanno muovendo in questa direzione. Sono dunque maturi i tempi per aprire uno spazio alla riflessione e al confronto sul tema\, coinvolgendo gli attori – manager e professionisti\, ma anche sindacati e istituzioni – deputati alla cura delle persone nelle organizzazioni. \nÈ urgente e quanto mai necessario aprire un dialogo a più voci sul benessere nel lavoro e\, ripartendo dal suo originale e profondo significato\, portare alla luce alcuni temi che la pandemia ha fatto riemergere come centrali e prioritari\, primo fra tutti\, quello della promozione della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità in azienda. Ormai già noto nel gergo degli addetti ai lavori come “D&I”\, la Diversity and Inclusion rappresenta un nuovo e importante outcome che le Direzioni del Personale\, professionisti e stakeholder del settore devono presidiare\, anche attraverso iniziative ad hoc necessariamente integrate nel sistema delle politiche aziendali e di welfare\, con il fine ultimo di garantire il benessere delle persone e delle stesse organizzazioni. \n\n\nAntonio Andreotti\, Direttore Personale\, Organizzazione e Sistemi Informativi – ‎GRUPPO IREN \nPaolo Gardenghi\, Responsabile area welfare aziendale – DAY WELFARE \nAntonio Gusmini\, Head of human resources – GRUPPO MEDIOLANUM \nMarcello Marchese\, Presidente – ASSIDIM \nAlberto Perfumo\, CEO – EUDAIMON \nDaria Sarti\, Professore Associato di Organizzazione aziendale – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE \n\n\nQuesto incontro è online e si svolge ‘a porte chiuse’. La partecipazione all’evento può avvenire solo su invito della casa editrice ESTE. \n\n\nPer informazioni sul progetto:\nDario Colombo – caporedattore di Sviluppo&Organizzazione – dario.colombo@este.it – Tel. 02 91434412
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SUMMARY:PdM TALK - Lavoro agile\, spese fisse. Chi paga?
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nSi stima che il lavoro agile diventerà la nuova normalità per oltre 5 milioni di lavoratori. Il lavoro remotizzato ha rappresentato spesso l’unica modalità per erogare la prestazione lavorativa in epoca pandemica: un lavoro che di ‘agile’ aveva ben poco visto che per lo più è stata l’abitazione privata a trasformarsi in luogo esclusivo di lavoro. Se la media di 2\,7 giorni la settimana di lavoro agile diventerà la norma per il 70% delle grandi imprese\, si pone la questione delle spese che il lavoratore deve sostenere: dalla connettività\, all’allestimento di una postazione di lavoro fino alla controversa questione del buono pasto. Non esiste un obbligo di ‘ristoro’\, i contributi per la copertura di alcuni costi hanno trovato riscontro in alcuni accordi collettivi aziendali mentre\, rispetto all’erogazione del buono pasto\, si è espresso in senso contrario il Tribunale di Venezia con una sentenza del luglio 2020.Cosa prevede l’Agenzia delle Entrate?Gli indennizzi ai lavoratori si configurano come reddito da lavoro dipendente\, con tassazione conseguente?  \nRelatori\nPartecipano: \nDomenico De Liso\, founder – COMEBACK WELFARE \nDiego Paciello\, responsabile dell’area fiscale\, welfare\, compensation and benefits – TOFFOLETTO DE LUCA TOMAJO E SOCI \nDavide Scaramuzza\, direttore divisione welfare solutions – PELLEGRINI \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:PdM TALK - Lavoro agile semplificato: cosa cambia?
DESCRIPTION:Spunti di dibattitoPartecipantiLuogo e Modalità di partecipazioneContatti\n\n\nLa pressione provocata dalla crisi pandemica sul nostro sistema economico e sociale\, oltre che su quello sanitario\, ha rappresenta uno ‘stress test’ che ha messo a dura prova la capacità di risposta e di adattamento delle istituzioni e delle organizzazioni del nostro\, e di altri Paesi. Gli eventi di questo ultimo anno – così come ricordiamo era già accaduto con la crisi del 2008 – richiamano più che mai al centro dell’agenda pubblica e istituzionale\, nonché di quella di manager e professionisti d’azienda\, l’attenzione sul tema del benessere delle persone. \nNonostante le difficoltà economiche che il nostro sistema-Paese sta vivendo\, ma proprio per le difficoltà sempre più manifeste di un sistema di welfare in affanno\, è plausibile pensare che le iniziative di welfare aziendale possono tornare a riproporsi con grande e rinnovata forza nei prossimi mesi\, mentre già molte imprese si stanno muovendo in questa direzione. Sono dunque maturi i tempi per aprire uno spazio alla riflessione e al confronto sul tema\, coinvolgendo gli attori – manager e professionisti\, ma anche sindacati e istituzioni – deputati alla cura delle persone nelle organizzazioni. \nÈ urgente e quanto mai necessario aprire un dialogo a più voci sul benessere nel lavoro e\, ripartendo dal suo originale e profondo significato\, portare alla luce alcuni temi che la pandemia ha fatto riemergere come centrali e prioritari\, primo fra tutti\, quello della promozione della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità in azienda. Ormai già noto nel gergo degli addetti ai lavori come “D&I”\, la Diversity and Inclusion rappresenta un nuovo e importante outcome che le Direzioni del Personale\, professionisti e stakeholder del settore devono presidiare\, anche attraverso iniziative ad hoc necessariamente integrate nel sistema delle politiche aziendali e di welfare\, con il fine ultimo di garantire il benessere delle persone e delle stesse organizzazioni. \n\n\nAntonio Andreotti\, Direttore Personale\, Organizzazione e Sistemi Informativi – ‎GRUPPO IREN \nPaolo Gardenghi\, Responsabile area welfare aziendale – DAY WELFARE \nAntonio Gusmini\, Head of human resources – GRUPPO MEDIOLANUM \nMarcello Marchese\, Presidente – ASSIDIM \nAlberto Perfumo\, CEO – EUDAIMON \nDaria Sarti\, Professore Associato di Organizzazione aziendale – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE \n\n\nQuesto incontro è online e si svolge ‘a porte chiuse’. La partecipazione all’evento può avvenire solo su invito della casa editrice ESTE. \n\n\nPer informazioni sul progetto:\nDario Colombo – caporedattore di Sviluppo&Organizzazione – dario.colombo@este.it – Tel. 02 91434412
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SUMMARY:ROVESCIARE LA PROSPETTIVA DEL PERFORMANCE MANAGEMENT - Orientamento al risultato e costruzione di significati: si attenua il legame tra performance e incentivo
DESCRIPTION:Il tema\n IL TEMA\nPer le organizzazioni del passato\, del presente e del futuro\, la performance costituisce un riferimento ineludibile. Serve mettere in discussione l’eccessiva enfasi sull’aspetto degli incentivi economici come risultante obbligata\, al punto da improntare quasi completamente il significato stesso dei sistemi di Performance management e per alcuni distorcente rispetto alla relazione con gli azionisti e alla stessa sostenibilità dell’impresa nel mediolungo periodo. Si attribuisce poi agli incentivi monetari l’effetto indesiderato di soffocare la motivazione intrinseca delle persone\, quella che deriva dal contenuto dei compiti\, dal tessuto di relazioni e dall’interiorizzazione di finalità e significati. Rovesciare la prospettiva può portare a considerare risvolti più complessi della performance\, che sfuggono alle forme di misurazione “oggettiva”. \nRelatori\nMaurizio Asti\, human resources manager South East Europe – 3M \nLaura Calcaterra\, principal – EOS MANAGEMENT CONSULTING  \nIlaria Cortese\, people & organization development director – SKY \nPaolo Favero\, responsabile risorse umane – RUBELLI  \nSilvio Galvano\, direttore generale – COMPASSION ITALIA E SPAGNADario Giannoccaro\, head of organization &digital transformation – VODAFONE \nBarbara Giorgio\, principal – EOS MANAGEMENT CONSULTING \nGianfranco Rebora\, professore emerito di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane – UNIVERSITÁ LIUC – CATTANEO DI CASTELLANZA e direttore responsabile – SVILUPPO&ORGANIZZAZIONE \nErianys Vergara\, Italy marketing country manager – FACTORIAL HR \n \nSponsor e partner
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SUMMARY:SEMINARIO - TIME & ENERGY MANAGEMENT: un viaggio per connettere e gestire tempo ed energia nell’epoca dello smart working
DESCRIPTION:Il tema\nObiettivi del seminario: \n\nSupportare le persone nella gestione del tempo e dell’energia\nOttimizzare individualmente la pianificazione e l’agenda quotidiana\nEfficace gestione dell’energia personale\nGestire la sovrapposizione di “spazi” (personale / professionale)\n\nRelatori\nGIADA TONELLI \nLaureata in Psicologia Sociale e del Lavoro presso l’Università Cattolica di Milano\, Giada ha maturato oltre 10 anni di esperienza in aziende multinazionali appartenenti a diversi settori\, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità nella gestione e sviluppo delle Risorse Umane. In contesti quali L’Oréal\, Sanofi-Aventis\, Banca IMI in particolare ha accompagnato le organizzazioni in momenti di discontinuità e trasformazione del business legati a fusioni e riorganizzazioni delle strutture. Nel 2007 si qualifica come Business Coach presso l’ICF e nel 2009 inizia la sua carriera come consulente occupandosi di progetti di change management e organizational development. La passione per benessere\, performance e dinamiche di gruppo la portano a specializzarsi come Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta a indirizzo gruppoanalitico. Si è occupata di ricerca applicata collaborando con il Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport di Milano\, di cui è stata anche Presidente per 2 anni\, e la Faculty of Social Sciences dell’Università di Wollongong in Australia.
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SUMMARY:PdM TALK - Se si spezza la fune dell’etica
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nFunivia del Mottarone: dalle prime ricostruzioni la rimozione dei ceppi ai freni\, oltre alla rottura del cavo trainante\, è la causa del disastro costato la vita a 14 persone. La procura ha accertato che la manomissione del sistema di frenata di sicurezza è stata fatta deliberatamente\, con la consapevolezza dei gestori dell’impianto\, e senza la considerazione dei danni che si sarebbero potuti provocare. La tragedia ci riporta indietro di tre anni\, al 14 agosto 2018 quando crolla il viadotto Polcevera\, più noto come ponte Morandi. \nLa logica del profitto prevale rispetto alla necessità di imponenti lavori di manutenzione e 43 persone perdono la vita. Due casi paradigmatici di come non sia l’errore umano occasionale il motore delle tragedie ma una incolmabile distanza tra etica del business e cupidigia e finanziarizzazione dell’economia.Quando parliamo di responsabilità sociale ed etica\, a cosa ci riferiamo esattamente?  \nRelatori\nPartecipano: \nPadre Giuseppe Bettoni\, presidente – FONDAZIONE ARCHÉ \nPaola Guerra\, fondatore\, direttore e docente – SCUOLA INTERNAZIONALE ETICA & SICUREZZA DE L’AQUILA \nFrancesco Varanini\, direttore scientifico – ASSOETICA e direttore di Persone&Conoscenze \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:PdM TALK - La responsabilità delle aziende nella ricollocazione delle persone
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nNella missione 5 del Pnrr dedicata alle politiche per il lavoro rientra l’obiettivo di rafforzare i centri pubblici per l’impiego e creare strutture che favoriscano l’occupazione e la qualificazione dell’occupazione. In effetti\, il milione di posti di lavoro persi in seguito alla crisi pandemica\, e il blocco dei licenziamenti che cessa dal 1° luglio per aziende di manifattura e costruzioni\, pone il nostro Paese in una situazione di estrema fragilità dal punto di vista occupazionale. Nel frattempo\, il decreto Sostegni bis ha commissariato l’Anpal che ritorna sotto il controllo del Ministero del Lavoro: questo presuppone una riorganizzazione delle politiche attive. Che destino si prospetta per i lavoratori allo scadere del blocco dei licenziamenti e per tutti coloro che percepiscono un reddito in base alle normative vigenti? Nella prospettiva di una complessiva ristrutturazione delle politiche attive\, le agenzie per il lavoro\, in collaborazione con le aziende private\, possono svolgere un ruolo strategico e favorire\, anche con lo strumento dell’outplacement\, una più efficace ricollocazione delle persone. \nRelatori\nPartecipano: \nLuca Failla\, head of employment & benefit – DELOITTE LEGAL ITALY \nCristiano Pechy\, country manager – LEE HECHT HARRISON e presidente – AISO \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:SEMINARIO - INCLUSION MANAGEMENT: costruire una inclusion strategy
DESCRIPTION:La diversità ha sempre fatto parte dell’impianto storico\, politico\, culturale del nostro mondo. La sua valorizzazione\, oggi\, diventa un dovere per le comunità e una necessità per le organizzazioni. I movimenti culturali oltreoceano\, l’Agenda ONU 2030\, la pandemia e le sensibilità delle nuove generazioni hanno stimolato la necessità di promuovere l’inclusione\, l’appartenenza e l’equità anche nelle aziende\, su un piano di politiche\, di mindset\, di relazioni sociali ma anche di innovazione\, occupazione e crescita economica \n\nSpunti di dibattitoPartecipantiLuogo e Modalità di partecipazioneContatti\n\n\nLa pressione provocata dalla crisi pandemica sul nostro sistema economico e sociale\, oltre che su quello sanitario\, ha rappresenta uno ‘stress test’ che ha messo a dura prova la capacità di risposta e di adattamento delle istituzioni e delle organizzazioni del nostro\, e di altri Paesi. Gli eventi di questo ultimo anno – così come ricordiamo era già accaduto con la crisi del 2008 – richiamano più che mai al centro dell’agenda pubblica e istituzionale\, nonché di quella di manager e professionisti d’azienda\, l’attenzione sul tema del benessere delle persone. \nNonostante le difficoltà economiche che il nostro sistema-Paese sta vivendo\, ma proprio per le difficoltà sempre più manifeste di un sistema di welfare in affanno\, è plausibile pensare che le iniziative di welfare aziendale possono tornare a riproporsi con grande e rinnovata forza nei prossimi mesi\, mentre già molte imprese si stanno muovendo in questa direzione. Sono dunque maturi i tempi per aprire uno spazio alla riflessione e al confronto sul tema\, coinvolgendo gli attori – manager e professionisti\, ma anche sindacati e istituzioni – deputati alla cura delle persone nelle organizzazioni. \nÈ urgente e quanto mai necessario aprire un dialogo a più voci sul benessere nel lavoro e\, ripartendo dal suo originale e profondo significato\, portare alla luce alcuni temi che la pandemia ha fatto riemergere come centrali e prioritari\, primo fra tutti\, quello della promozione della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità in azienda. Ormai già noto nel gergo degli addetti ai lavori come “D&I”\, la Diversity and Inclusion rappresenta un nuovo e importante outcome che le Direzioni del Personale\, professionisti e stakeholder del settore devono presidiare\, anche attraverso iniziative ad hoc necessariamente integrate nel sistema delle politiche aziendali e di welfare\, con il fine ultimo di garantire il benessere delle persone e delle stesse organizzazioni. \n\n\nAntonio Andreotti\, Direttore Personale\, Organizzazione e Sistemi Informativi – ‎GRUPPO IREN \nPaolo Gardenghi\, Responsabile area welfare aziendale – DAY WELFARE \nAntonio Gusmini\, Head of human resources – GRUPPO MEDIOLANUM \nMarcello Marchese\, Presidente – ASSIDIM \nAlberto Perfumo\, CEO – EUDAIMON \nDaria Sarti\, Professore Associato di Organizzazione aziendale – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE \n\n\nQuesto incontro è online e si svolge ‘a porte chiuse’. La partecipazione all’evento può avvenire solo su invito della casa editrice ESTE. \n\n\nPer informazioni sul progetto:\nDario Colombo – caporedattore di Sviluppo&Organizzazione – dario.colombo@este.it – Tel. 02 91434412
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SUMMARY:SEMINARIO - LA CULTURA DEL FEEDBACK: dallo strumento di confronto al processo continuo di nutrimento condiviso
DESCRIPTION:Il tema\nObiettivi del seminario: \n\nComprendere cosa rende efficace un feedback\nApprofondire le competenze implicate nella trasmissione e ricezione di un feedback\nAcquisire un modello teorico di riferimento\, come base su cui costruire feedback efficaci e costruttivi\n\nRelatori\n ROSY BONFIGLIO \nBusiness Coach\, autrice\, attrice e cantante siciliana\, diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Specializzatasi presso il prestigioso Centro Teatrale Santa Cristina con il M° Luca Ronconi\, lavora sin da giovanissima al fianco di grandi maestri del teatro italiano\, in primis Gabriele Lavia. Dopo aver alternato i circuiti ufficiali degli stabili nazionali a quelli indipendenti e sperimentali\, inaugura un percorso di ricerca artistica indipendente\, che ha messo capo alla produzione di spettacoli di cui è autrice\, regista e interprete. Vocalist poliedrica per la musica e per il teatro\, prende parte a prestigiose produzioni di Musical internazionali\, come interprete e come aiuto regia. Interprete per il cinema e la tv\, è protagonista di alcuni corti d’autore\, che le sono valsi premi e riconoscimenti internazionali. Da anni attiva come Acting Coach\, si occupa di formazione e consulenza\, sviluppando percorsi individuali e di team\, in cui coniuga l’esperienza del teatro con le tecniche di comunicazione e Coaching. È ideatrice di format e iniziative volte a rilanciare lo sviluppo umano e sociale attraverso l’Arte\, la Cultura e il Coaching. \nNel 2019 pubblica il suo primo singolo come cantautrice e nel 2020 la prima raccolta di poesie dal titolo “NEI GIARDINI DELL’EREBO”. \nDopo aver approfondito studi in materia di Organizzazione Aziendale e Coaching\, collabora oggi con Performant in qualità di Business Coach qualificata EMCC EQA Senior Practitioner in Business Coaching\, e con SCOA – The School of Coaching\, in veste di docente\, occupandosi di sviluppo personale e di team nelle organizzazioni\, con particolare attenzione alle competenze relazionali e gestionali.
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SUMMARY:LA CULTURA D'IMPRESA A SERVIZIO DEL BUSINESS - Presentazione dei servizi ESTE per la lead generation
DESCRIPTION:Il tema\n IL TEMA\nESTE presenta i nuovi servizi di lead generation che capitalizzano le competenze e le innovazioni messe a valore nel corso dell’ultimo anno di attività. Riviste\, convegni e servizi di comunicazione online fondati sul patrimonio di relazioni che la casa editrice alimenta attraverso la cultura d’impresa. \nGrazie alle testimonianze di alcuni clienti avremo occasione di approfondire anche il tema del ROI sull’investimento in comunicazione. \nRelatori\nIntervengono: \nAndrea Bobbiese\, direttore generale – ESTE  \nChiara Lupi\, direttrice editoriale – ESTE  \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE e direttore – PAROLE DI MANAGEMENT \nMartina Galbiati\, responsabile eventi e marketing – ESTE \nSilvia Bruno\, key account manager – ESTE \nCon la testimonianza di: \nNicola Cattaneo\, business development manager & partner – DOXINET \nFederico Rusconi\, marketing & sales manager – SAEP INFORMATICA
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SUMMARY:PdM TALK - Ritorno in ufficio: cambiano gli spazi?
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nComplice l’avanzamento della campagna vaccinale\, le aziende iniziano a progettare la fase post-Covid. Ma gli orientamenti divergono: se i colossi della finanza sono pronti a fare marcia indietro – il Ceo di Goldman Sachs richiama tutti in ufficio a partire dal mese di giugno – grandi aziende\, anche manifatturiere\, non prevedono un ritorno tout court al passato. Il Ceo di Unilever apre alla flessibilità mentre Fujitsu manterrà il lavoro da remoto\, anche per ingaggiare talenti senza vincoli geografici. Possiamo immaginare che il futuro del lavoro sarà sempre più ibrido e questo impone un ripensamento degli spazi dove\, se non spariscono del tutto le scrivanie individuali\, sarà necessario prevedere una quota maggiore di spazi per il lavoro collaborativo. Si apre dunque una nuova fase per la progettazione e per il design del luogo di lavoro? E gli spazi di co-working\, che ruolo sono pronti a ritagliarsi? \nRelatori\nPartecipano: \nEmanuele Arpini\, global marketing director – IWG \nLorenzo Maresca\, managing director – SEDUS STOLL \nMarta Milanesi\, head of business developer worksphere – IL PRISMA \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:Discussione - Gli effetti delle politiche di welfare aziendale per l’inclusione e la diversity
DESCRIPTION:IL PROGETTO\nSviluppo&Organizzazione\, la più importante rivista accademica italiana di organizzazione aziendale\, promuove periodicamente incontri a porte chiuse con accademici\, consulenti\, imprenditori\, manager\, rappresentanti delle associazioni per discutere e approfondire tematiche di attualità in materia di organizzazione aziendale e risorse umane.\nGli incontri sono oggetto della rubrica intitolata “Le discussioni di Sviluppo&Organizzazione” che ospita il resoconto della riunione con ampio servizio fotografico realizzato ad hoc.\nLa presente Discussione è riservata ai rappresentati di aziende medio-grandi con l’obiettivo di confrontarsi sul tema degli effetti delle politiche di welfare aziendale per l’inclusione e la diversity. \nDialogherà con i partecipanti la redazione di Sviluppo&Organizzazione. \n\nSpunti di dibattitoPartecipantiLuogo e Modalità di partecipazioneContatti\n\n\nLa pressione provocata dalla crisi pandemica sul nostro sistema economico e sociale\, oltre che su quello sanitario\, ha rappresenta uno ‘stress test’ che ha messo a dura prova la capacità di risposta e di adattamento delle istituzioni e delle organizzazioni del nostro\, e di altri Paesi. Gli eventi di questo ultimo anno – così come ricordiamo era già accaduto con la crisi del 2008 – richiamano più che mai al centro dell’agenda pubblica e istituzionale\, nonché di quella di manager e professionisti d’azienda\, l’attenzione sul tema del benessere delle persone. \nNonostante le difficoltà economiche che il nostro sistema-Paese sta vivendo\, ma proprio per le difficoltà sempre più manifeste di un sistema di welfare in affanno\, è plausibile pensare che le iniziative di welfare aziendale possono tornare a riproporsi con grande e rinnovata forza nei prossimi mesi\, mentre già molte imprese si stanno muovendo in questa direzione. Sono dunque maturi i tempi per aprire uno spazio alla riflessione e al confronto sul tema\, coinvolgendo gli attori – manager e professionisti\, ma anche sindacati e istituzioni – deputati alla cura delle persone nelle organizzazioni. \nÈ urgente e quanto mai necessario aprire un dialogo a più voci sul benessere nel lavoro e\, ripartendo dal suo originale e profondo significato\, portare alla luce alcuni temi che la pandemia ha fatto riemergere come centrali e prioritari\, primo fra tutti\, quello della promozione della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità in azienda. Ormai già noto nel gergo degli addetti ai lavori come “D&I”\, la Diversity and Inclusion rappresenta un nuovo e importante outcome che le Direzioni del Personale\, professionisti e stakeholder del settore devono presidiare\, anche attraverso iniziative ad hoc necessariamente integrate nel sistema delle politiche aziendali e di welfare\, con il fine ultimo di garantire il benessere delle persone e delle stesse organizzazioni. \n\n\nAntonio Andreotti\, Direttore Personale\, Organizzazione e Sistemi Informativi – ‎GRUPPO IREN \nPaolo Gardenghi\, Responsabile area welfare aziendale – DAY WELFARE \nAntonio Gusmini\, Head of human resources – GRUPPO MEDIOLANUM \nMarcello Marchese\, Presidente – ASSIDIM \nAlberto Perfumo\, CEO – EUDAIMON \nDaria Sarti\, Professore Associato di Organizzazione aziendale – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE \n\n\nQuesto incontro è online e si svolge ‘a porte chiuse’. La partecipazione all’evento può avvenire solo su invito della casa editrice ESTE. \n\n\nPer informazioni sul progetto:\nDario Colombo – caporedattore di Sviluppo&Organizzazione – dario.colombo@este.it – Tel. 02 91434412
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SUMMARY:Webinar - Digitalizzazione dei processi Hr: l’automazione nota spese motore di produttività
DESCRIPTION:Il tema\nIL TEMA\nLa crisi sanitaria ha reso inevitabile l’utilizzo di strumenti digitali per la gestione delle attività amministrative\, commerciali e di business. La digitalizzazione dei flussi informativi\, accelerata dalla pandemia\, ha garantito continuità all’operatività e\, al contempo\, ha contribuito a creare una nuova consapevolezza: è possibile\, a vari livelli\, incrementare efficienza e risparmi di tempo e risorse e le innovazioni abilitate dalla gestione digitale dei processi rappresentano un’eredità positiva. I benefici sono evidenti e la remotizzazione delle attività ha evidenziato come il lavoro collaborativo\, abilitato da piattaforme\, apra nuovi scenari. \nSe potersi dedicare prevalentemente ad attività definite ‘core’ era un obiettivo non sempre facile da raggiungere\, a distanza di oltre un anno dallo scoppio della pandemia\, abbiamo sperimentato come sistemi digitali user friendly favoriscano un complessivo efficientamento. E la gestione delle note spese è un esempio di attività che libera risorse. È stato calcolato che la gestione cartacea delle note spese ‘costi’ a ogni dipendente dalle 2 alle 8 ore mensili. Tempo prezioso\, che può essere molto più profittevolmente dedicato al business. \nL’automazione del processo\, oltre ad aumentare l’efficienza del flusso di trasmissione e controllo della documentazione\, consente di risparmiare tempo e risorse limitando la probabilità di commettere errori. Non solo: il dipendente aumenterà la fiducia complessiva nei confronti del ‘sistema azienda’ e\, in questo modo\, il livello di engagement è destinato ad accrescere. L’azienda che dilata i propri confini si configura sempre più come un ecosistema dove le applicazioni\, rendendo più fluida ed efficiente l’operatività\, impattano positivamente sul modo di lavorare\, e dunque sul benessere. E il cerchio sull’aumento della produttività si chiude. \nRelatori\nI RELATORI\nNicola Cattaneo\, Business Development Manager & Partner – DOXINET \nAlessio Morgera\, Specialista dei Processi Amministrativi – SYNERGIE ITALIA AGENZIA PER IL LAVORO  \n \nSponsor e partner
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SUMMARY:SEMINARIO - PUBLIC SPEAKING IN A VIRTUAL MEETING: come cambia l’arte della comunicazione nell’online
DESCRIPTION:Relatori\nMICHELA GUARDINO \nLaureata in Psicologia\, Master NLP\, da molti anni in MIDA con il ruolo di Principal.Ha collaborato con una multinazionale leader nel direct marketing ed è stata Key Account per una agenzia pubblicitaria milanese. Oggi è la Responsabile del Competence Centre MIDA Public Speaking & Business Presentation. Tiene da anni seminari sull’argomento e segue progetti di consulenza per la realizzazione di eventi e convention.Si occupa di media training\, speech writing e coaching individuale per dirigenti\, imprenditori e personaggi pubblici che salgono sul palcoscenico.Gestisce inoltre progetti di leadership empowerment sia in attività di formazione che di counselling ed è certificata da MRG International per progetti LEA 360° assessment analysis.
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SUMMARY:PdM TALK - Pnrr e opportunità per la manifattura
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nLe risorse del Pnrr in che modo potranno rappresentare un’opportunità per il comparto manifatturiero? Le risorse complessivamente sono ingenti\, 248 miliardi. Il Presidente Mario Draghi ha dichiarato che nel Pnrr ci sono le vite degli italiani\, dei giovani e dei cittadini che verranno. Parole che aprono alla speranza e testimoniano una ragionata consapevolezza. Ma quale sarà l’impatto sulla nostra manifattura? Alla componente 2 della Missione 1\, dedicata a digitalizzazione\, innovazione e competitività del sistema produttivo sono stati assegnati 24\,3 miliardi. Rileviamo che rispetto alla precedente versione del piano le risorse per il Piano Transizione 4.0 sono passate da 18 a 13\,97. È un problema? Come dobbiamo aspettarci che venga riorganizzato il sistema di trasferimento tecnologico che poggia sui Competence Center e i Digital Innovation Hub? Considerando che lavorare sulle competenze è un tema centrale\, le risorse destinate a sviluppare il sistema di formazione professionale terziaria (Its) saranno sufficienti a diminuire i gap con gli altri paesi Europei\, in primo luogo con la Germania? \nRelatori\nPartecipano: \nDario Andreottola\, commerce business development manager – Liferay Italia \nFilippo Boschi\, responsabile progetti di innovazione e ricerca industriale – MADE Competence Center I4.0  \nFabio Massimo Marchetti\, head of digital industries – Var Group \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:ORGANIZZAZIONI ROBUSTE NELL’ERA DELL’IMPREVEDIBILE - Rigenerare imprese e istituzioni come mondi vitali e collanti sociali
DESCRIPTION:Il tema\n IL TEMA\nNassim Taleb\, l’autore del “Cigno Nero”\, ha evidenziato come in condizioni d’incertezza tutti i sistemi improntati a modelli deterministici siano fragili ed esposti al collasso; robustezza e anti-fragilità sono i possibili antidoti che permettono a un sistema complesso di trarre beneficio dai fattori di stress\, dall’incertezza\, dalla variabilità\, coltivando qualità come la ridondanza\, l’inserimento di elementi in grado di svolgere più funzioni\, la disponibilità di molteplici opzioni di fronte a cambiamenti imprevisti. Viviamo in una società intessuta di organizzazioni\, ed è importante cogliere le implicazioni di questi concetti per il funzionamento di imprese e istituzioni. \nParadigmi consolidati\, modelli prevalenti\, abitudini radicate\, richiedono un radicale ripensamento; le premesse erano evidenti da tempo\, ma quello che si sta imponendo è una classica forma di apprendimento per shock\, per trauma\, per risposta necessitata a una crisi dirompente. Occorre invece qualcosa di diverso\, di molto più intenso\, un processo che coinvolga le energie intellettuali e morali presenti nelle imprese e nelle altre organizzazioni sociali. Un processo di apprendimento collettivo di questa portata può divenire realmente generativo solo se alimentato da due forze\, da due fonti di energia umana e sociale: nuove risorse organizzative e un ri-articolato sistema dei poteri nelle organizzazioni. \nRelatori\nMara Adobati\, leader HR Regione Nord-Est – LEROY MERLIN ITALIA \nCarlo Albini\, head of innovability people & organization – ENEL GROUP \nAntonio Fabio Giuliani\, amministratore delegato – ROBERT BOSCH ITALIA  \nMassimo Lavezzini\, direttore del personale – PSA SECH TERMINAL CONTENITORI PORTO DI GENOVA SPA \nElisabetta Pittaluga\, global organization & talent development manager – GUALAPACK  \nGianfranco Rebora\, professore emerito di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane – UNIVERSITÁ LIUC – CATTANEO DI CASTELLANZA e direttore responsabile – SVILUPPO&ORGANIZZAZIONE \n \nSponsor e partner
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SUMMARY:SEMINARIO - INCLUSION MANAGEMENT: costruire una inclusion strategy
DESCRIPTION:Il tema\nLa diversità ha sempre fatto parte dell’impianto storico\, politico\, culturale del nostro mondo. La sua valorizzazione\, oggi\, diventa un dovere per le comunità e una necessità per le organizzazioni. I movimenti culturali oltreoceano\, l’Agenda ONU 2030\, la pandemia e le sensibilità delle nuove generazioni hanno stimolato la necessità di promuovere l’inclusione\, l’appartenenza e l’equità anche nelle aziende\, su un piano di politiche\, di mindset\, di relazioni sociali ma anche di innovazione\, occupazione e crescita economica. \nRelatori\nSHATA DIALLO  \nPsicologa e consulente\, in Mida si occupa di interventi di Change Management e guida la Tribe che sviluppa progetti di Diversity\, Equity & Inclusion.Ha approfondito le tematiche di Diversity\, Equity & Inclusion partecipando a master e corsi di perfezionamento in Italia e nei Paesi Bassi e da sette anni promuove interventi volti a favorire l’inclusione per organizzazioni private e per il programma europeo Erasmus+.Aiuta le organizzazioni a promuovere progetti ed esperienze trasformative customizzate. Il fine: favorire l’adozione di nuovi comportamenti strategici e misurabili\, valorizzare il talento\, le potenzialità e l’ingaggio delle persone nelle organizzazioni. Guida i clienti in processi di adoption di comportamenti “Diversity & Inclusion oriented”\, volti a favorire un impatto reale sui processi aziendali e sul mindset organizzativo.Ha fondato nel 2015 «YOBBO – Youth Beyond Borders»\, una associazione culturale di cui è Presidente e che si occupa di progettare e facilitare corsi di formazione orientati alla promozione dell’imprenditorialità\, dell’inclusione e della cittadinanza attiva.  \n CORRADO BOTTIO \nLaurea in Psicologia\, Specializzazione in Terapia Strategica\, Master in gestione aziendale\, Partner di MIDA.Prima in Azienda poi in Consulenza\, da trentacinque anni si occupa di sistemi di sviluppo delle Risorse Umane.È fondatore e membro del CDA dell’Osservatorio Senior e si occupa di Sviluppo HR all’interno di politiche di Age Management.Fondatore e Presidente della Fondazione Human Plus\, organizzazione di ricerca su innovatori ed innovazione nei contesti di lavoro\, in questi ultimi anni si è particolarmente dedicato alla human side dell’innovazione: chi sono gli innovatori\, come lavorano\, come favorire nelle organizzazioni una cultura dell’innovazione.Ha insegnato alla scuola superiore della sanità dell’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna\, oggi all’executive Master in Communication and Human Resources dello IULM.Dal 2014 è membro dell’Advisory Council dell’Harvard Business Review. Come membro di Consigli di Amministrazione e consulente di organizzazioni non profit\, ha da sempre avuto l’ambizione di favorire la contaminazione reciproca tra profit e non-profit\, per dare più umanità al primo e più managerialità al secondo.
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SUMMARY:Discussione - Gli effetti delle politiche di welfare aziendale per l’inclusione e la diversity
DESCRIPTION:Il tema\nIL PROGETTO\nSviluppo&Organizzazione\, la più importante rivista accademica italiana di organizzazione aziendale\, promuove periodicamente incontri a porte chiuse con accademici\, consulenti\, imprenditori\, manager\, rappresentanti delle associazioni per discutere e approfondire tematiche di attualità in materia di organizzazione aziendale e risorse umane.Gli incontri sono oggetto della rubrica intitolata “Le discussioni di Sviluppo&Organizzazione” che ospita il resoconto della riunione con ampio servizio fotografico realizzato ad hoc.La presente Discussione è riservata ai rappresentati di aziende medio-grandi con l’obiettivo di confrontarsi sul tema degli effetti delle politiche di welfare aziendale per l’inclusione e la diversity. \nDialogherà con i partecipanti la redazione di Sviluppo&Organizzazione. \nSpunti di dibattito \nLa pressione provocata dalla crisi pandemica sul nostro sistema economico e sociale\, oltre che su quello sanitario\, ha rappresenta uno ‘stress test’ che ha messo a dura prova la capacità di risposta e di adattamento delle istituzioni e delle organizzazioni del nostro\, e di altri Paesi. Gli eventi di questo ultimo anno – così come ricordiamo era già accaduto con la crisi del 2008 – richiamano più che mai al centro dell’agenda pubblica e istituzionale\, nonché di quella di manager e professionisti d’azienda\, l’attenzione sul tema del benessere delle persone. \nNonostante le difficoltà economiche che il nostro sistema-Paese sta vivendo\, ma proprio per le difficoltà sempre più manifeste di un sistema di welfare in affanno\, è plausibile pensare che le iniziative di welfare aziendale possono tornare a riproporsi con grande e rinnovata forza nei prossimi mesi\, mentre già molte imprese si stanno muovendo in questa direzione. Sono dunque maturi i tempi per aprire uno spazio alla riflessione e al confronto sul tema\, coinvolgendo gli attori – manager e professionisti\, ma anche sindacati e istituzioni – deputati alla cura delle persone nelle organizzazioni.  \nÈ urgente e quanto mai necessario aprire un dialogo a più voci sul benessere nel lavoro e\, ripartendo dal suo originale e profondo significato\, portare alla luce alcuni temi che la pandemia ha fatto riemergere come centrali e prioritari\, primo fra tutti\, quello della promozione della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità in azienda. Ormai già noto nel gergo degli addetti ai lavori come “D&I”\, la Diversity and Inclusion rappresenta un nuovo e importante outcome che le Direzioni del Personale\, professionisti e stakeholder del settore devono presidiare\, anche attraverso iniziative ad hoc necessariamente integrate nel sistema delle politiche aziendali e di welfare\, con il fine ultimo di garantire il benessere delle persone e delle stesse organizzazioni.
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SUMMARY:PdM TALK - Lavoro agile semplificato: cosa cambia?
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nProroga per lo Smart Working nel settore privato e nuove norme in arrivo per il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione.Il Decreto proroghe detta nuove regole e il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta annuncia un ‘ritorno alla normalità’. Quali le novità? Nella Pa il lavoro agile prosegue in regime semplificato\, senza necessità di accordi individuali\, sino al 31 dicembre\, ma si eliminano le soglie minime che avevano imposto di garantire il lavoro agile al 50% dei dipendenti con mansioni non vincolate dalla presenza. Smart working sì\, ma nel rispetto della continuità dei servizi da assicurare ai cittadini. A partire dal 2022 si prevede una sola soglia del 15% e le amministrazioni pubbliche avranno l’obbligo di adottare i Piani organizzativi per il lavoro agile i ‘Pola’\, che dovranno essere presentati entro il 31 dicembre di ogni anno. Il regime semplificato emergenziale è stato prorogato nel settore privato\, per ora\, sino al 30 settembre. Come considerazione generale\, la storia di questi mesi ci dice che il lavoro agile\, nel pubblico come nel privato non si improvvisa: perché si trasformi in opportunità per imprese\, persone e territori\, occorrono progettualità\, competenze e capacità organizzativa. \nRelatori\nPartecipano: \nMariagrazia Bonzagni\, direttore area programmazione controlli e statistica – COMUNE DI BOLOGNA \nStefano Paladini Molgora\, hrbp & industrial relations – ZTE ITALIA GROUP \nFrancesco Rotondi\, managing partner – LABLAW STUDIO LEGALE ROTONDI & PARTNERS \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:PdM TALK - Occupazione di giovani e donne: nel Pnrr emergono le quote
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nObiettivo del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza è modellare il destino del nostro Paese e incidere sui fattori che possono dare impulso all’economia. \nMa il Covid si è innestato in una situazione di grandissima fragilità: prima che il virus si propagasse\, l’Italia era il Paese dell’UE con il maggior numero di giovani classificati come NEET\, con una percentuale di donne occupate al di sotto della media europea. \nTra gli effetti positivi del Recovery Plan ci dovrebbe essere l’occupazione: si prevede che entro il 2024 gli occupati in più saranno 750 mila. Al fine di incentivare l’occupazione di giovani e donne è stata introdotta una clausola di condizionalità: imprese che prendono parte a progetti finanziati dal Pnrr dovranno includere giovani e donne. Parità di genere e questione giovanile sono priorità trasversali al piano ma ci sono le premesse perché la clausola delle quote sia efficace? \nRelatori\nPartecipano: \nGiuditta Alessandrini\, professore ordinario di pedagogia sociale e del lavoro – UNIVERSITÀ DI ROMA TRE \nIlaria Cecchini\, co-founder – WOMEN AT BUSINESS \nPaola Veglio\, amministratore delegato – BROVIND VIBRATORI \nTiziano Treu\, presidente – CNEL \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:PdM TALK - Diversity & Inclusion: una questione urgente
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nViviamo tempi complessi ma la complessità ha bisogno di varietà per essere interpretata: quanto più il contesto è vario tanto più ha necessità di essere gestito da un contesto in grado di comprenderlo e governalo. Per questo non è più possibile rimandare il progetto in azienda di strategie di diversity & inclusion. Sviluppare una cultura inclusiva e di rispetto della diversità è urgente ma occorre un approccio strategico: servono metodo e consapevolezza. La cronaca pone il tema alla ribalta con il blocco della legge Zan contro l’omotransfobia\, approvata lo scorso 4 novembre alla camera ma bloccata ora al senato. La proposta di legge non si limita a tutelare i diritti delle comunità LGBT e punisce sessismo e misoginia. L’obiettivo è anche contrastare violenze\, demansionamenti e discriminazioni sui luoghi di lavoro.  La direzione risorse umane può svolgere un ruolo determinante per favorire la diffusione di comportamenti che impattano su cultura\, processi ed evoluzione organizzativa. Con effetti positivi sulla valorizzazione dei talenti e senso di appartenenza. E dunque sul business. \nRelatori\nPartecipano: \nLeonardo Bitetto\, country hr manager – JOHNSON CONTROLS \nShata Diallo\, psicologa e consulente\, in MIDA si occupa di interventi di Change Management e guida la Tribe che sviluppa progetti di Diversity\, Equity & Inclusion \nCristina Melchiorri\, imprenditrice\, manager e performance coach\, autrice di “Gocce di Leadership – Riflessioni ed esperienze per un modello di leadership più sostenibile” (Edizioni ESTE) \nAnna Maria Testa\, corporate culture and talent management – ZTE ITALIA \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:Webinar - Transizione digitale: un percorso generativo di opportunità
DESCRIPTION:Il tema\nLa diffusione di tecnologie digitali abilita nuove forme di organizzazione del lavoro. Ma la transizione digitale non è un processo solo tecnologico e per questo la Direzione del Personale può svolgere un ruolo chiave\, che possiamo sintetizzare nella responsabilità di diffondere un livello di consapevolezza per governare i grandi cambiamenti in atto. Il cambiamento è ‘disruptive’: non si introduce una nuova tecnologia per fare meglio ciò che si faceva prima ma per fare cose nuove. In una fase storica nella quale cambiano i mercati\, i clienti richiedono nuovi prodotti e le aziende devono elaborare rapidamente nuovi modelli di business è necessario non già pensare a singole applicazioni innovative quanto piuttosto alla creazione di un nuovo mindset. Le organizzazioni andranno disegnate intorno a competenze chiave dove intelligenze umane interagiscono con l’intelligenza artificiale all’interno di network dove sarà fondamentale instaurare un clima collaborativo. Abbracciare un percorso di transizione digitale non è dunque qualcosa nice to have ma un fattore determinante per affrontare uno scenario sempre più difficile da prevedere. Alcuni settori hanno maturato una sufficiente consapevolezza ma molto ancora resta da fare nei confronti di aziende chiamate a cambiare organizzazione del lavoro\, modalità di gestione delle filiere e relazioni con i clienti. Il fattore tempo è determinante: come agevolare una transizione da cui dipende la sopravvivenza stesse delle imprese? \nRelatori\nEmanuele Cacciatore\, senior director Industry Strategy & Transformation EMEA – ORACLE \nEnrico Di Piazza\, human capital and organization manager – ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA \nFabio Angelo Gabbiani\, direzione risorse umane\, responsabile formazione\, comunicazione interna ed engagement – CARREFOUR \nMarco Monga\, human capital and organization director – ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA  \nModera: Chiara Lupi\, direttrice editoriale – ESTE \n \nSponsor e partner
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SUMMARY:Tavola Rotonda - Customer e brand experience nel settore finanziario: come gestire gli asset di comunicazione per aumentare la competitività
DESCRIPTION:Il tema\nIL TEMA\nIl perimetro del contesto all’interno del quale ci muoviamo si è ampliato: le nostre esperienze fluttuano tra il fisico e il digitale\, tant’è che si è coniato un nuovo termine per esprimere uno stato all’interno del quale si fondono le esperienze: la nostra vita è ‘onlife’ e\, come consumatori e professionisti\, viviamo esperienze amplificate\, dove gli stimoli più efficaci sono il frutto di un mix tra fisico e digitale. Il settore finanziario non è immune dagli impatti della trasformazione digitale e tutti gli attori sono chiamati a una presa di consapevolezza rispetto ai cambiamenti in atto: la comunicazione istituzionale deve lasciare il posto ad una experience in grado di integrare fisico e digitale\, all’interno di una progettualità coerente. È urgente dunque rielaborare le strategie di comunicazione e marketing allineandole al nuovo contesto. Se lo scenario è chiaro\, meno evidente appare come farlo. Il patrimonio multimediale accumulato dalle aziende rischia di essere immenso\, per questo diventa urgente dotarsi di strumenti per la gestione degli asset di comunicazione\, per trasmettere messaggi coerenti e cogliere le opportunità che derivano dalle esperienze onlife: strumenti di intelligenza artificiale e smart digital signage accompagnati a soluzioni di exhibit design per la valorizzazione del brand\, dei prodotti e dell’heritage aziendale consentono di creare esperienze uniche\, che impattano sulle scelte del consumatore e garantiscono un ritorno. Misurabile. \nL’incontro sarà l’occasione per approfondire alcuni temi\, tra i quali: \n\nimpostare le basi per una gestione produttiva degli asset multimediali;\nripensare la brand experience;\nottimizzare l’identità del brand e gestire gli asset di comunicazione in un panorama omnicanale;\ncreare efficaci esperienze onlife;\ncalcolare il ritorno economico di un sistema di Digital Asset Management.\n\n \nSponsor e partner
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SUMMARY:PdM TALK - Riforma ammortizzatori sociali: il mercato del lavoro si può rimettere in moto?
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nDall’inizio dell’emergenza una fetta del nostro mercato del lavoro è tenuta in vita da cassa integrazione\, ristori e blocco dei licenziamenti che il decreto Sostegni ha prorogato sino al 30 giugno. La riforma degli ammortizzatori sociali è allo studio ma\, con 105 tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo Economico\, che rappresentano la punta dell’iceberg\, in che direzione dovrebbe muoversi la revisione dei sistemi di protezione? La novità principale della riforma riguarda la tutela a liberi professionisti e partite iva\, con un approccio universalistico alla protezione. Parallelamente\, come dovrebbero riorientarsi le politiche attive del lavoro considerando che la pandemia ha portato alla luce un forte disallineamento tra le competenze richieste e quelle effettivamente disponibili? \nRelatori\nPartecipano: \nPaola Pomi\, ceo – SINFO ONE \nFrancesco Rotondi\, managing partner – LABLAW STUDIO LEGALE ROTONDI & PARTNERS  \nValerio Vitolo\, southern Europe hr & Italy hr & legal director – NOMAD FOODS \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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SUMMARY:PdM TALK - Il lato umano della formazione
DESCRIPTION:Dove: Online \nIl tema\nIL TEMA DELLA PUNTATA\nCambia il mondo intorno a noi ma\, soprattutto\, cambia il modo di fare esperienze. E se si modifica la modalità con la quale sperimentiamo la realtà che ci circonda dobbiamo mettere in discussione le modalità di apprendimento.La nuova normalità che si affaccia è un terreno all’interno del quale la conoscenza non si deve tradurre in un meccanico saper fare: la complessità esige varietà per essere interpretata e il corredo emotivo dell’essere umano deve trovare spazio all’interno dei processi di costruzione della conoscenza.La fredda rappresentazione dell’impresa sta lasciando spazio a luoghi dove\, soprattutto i manager\, devono saper esprimere autenticamente emozioni e vulnerabilità. Uno scenario che richiede alla formazione uno sforzo progettuale: in che direzione vanno riprogettati gli interventi formativi? Quali skill sviluppare?Come alimentare la dimensione emotiva attraverso le piattaforme? Che ruolo può avere il coaching?  \nRelatori\nPartecipano: \nDiego Ingrassia\, amministratore delegato – I&G MANAGEMENT \nArseni Llenas Sabanés\, people\, comms & it director – URIACH ITALY \nConducono: \nDario Colombo\, caporedattore – ESTE \nChiara Lupi\, direttore Editoriale – ESTE
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