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title: Sviluppo industriale, il Mimit progetta il piano pluriennale
description: Il piano Transizione 5.0 è terminato sfiorando il ridicolo. Se da un lato l’Italia ha avuto, per alcuni aspetti, le mani legate con l’Unione europea a causa dei fondi che arrivavano da Next Generation EU e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), dall’altra, le imprese non hanno trovato t...
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date: 2025-12-12
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Sviluppo industriale, il Mimit progetta il piano pluriennale

![Sviluppo industriale, il Mimit progetta il piano pluriennale](https://www.este.it/wp-content/uploads/2025/12/Sviluppo_industriale_Made-NvHJH8.jpg)

**Il piano Transizione 5.0 è terminato sfiorando il ridicolo**. Se da un lato l’Italia ha avuto, per alcuni aspetti, le mani legate con l’Unione europea a causa dei **fondi che arrivavano da Next Generation EU e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)**, dall’altra, le imprese non hanno trovato terreno facile sulle applicazioni per aggiudicarsi gli incentivi. In quest’ultimo caso sono note le **lungaggini al via libera** e, successivamente, **le complicazioni burocratiche **che hanno demoralizzato le stesse aziende sulla richiesta dei fondi. Ecco perché si può, a ragione, considerare il piano un flop. Ma ora si vede la luce in fondo al tunnel**.**

Di recente il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha accelerato sulla **riformulazione degli strumenti a sostegno dell’industria**: dall’aggiornamento degli allegati tecnici alla proposta di **trasformare la misura in una politica pluriennale**, fino alla volontà di rinunciare al tradizionale decreto interministeriale per far partire già la richiesta degli interventi attraverso la piattaforma Gse, dal 1 gennaio 2026.

**Le anticipazioni sono arrivate da Marco Calabrò**, Capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese, impegnato nella rimodulazione delle norme e della loro traduzione in provvedimento, durante l’evento dal titolo “**Finanziare l’innovazione: strumenti, strategie e opportunità per le imprese nel 2026**“, tenutosi presso il MADE Competence Center Industria 4.0 di Milano. La partita, però, si gioca nella legge di Bilancio 2026 e, soprattutto, sulla copertura di queste misure.

## Pluriennalità e regole di allocazione

Calabrò ha confermato l’intenzione di partire con **un nuovo piano di misura pluriennale**: si parla di un orizzonte di almeno biennale, quindi a tutto il 2027, ma il Capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese ha lanciato **l’ipotesi di considerare anche il 2028.** L’obiettivo è **dare alle imprese la certezza necessaria a programmare investimenti e richieste**. Gli imprenditori dovrebbero esultare dato che, fin dal 2017, all’indomani del ben più fortunato piano Industria 4.0 che nel 2016 diede davvero una boccata d’ossigeno alle imprese, avevano sempre **richiesto una manovra di sviluppo pluriennale**.

Tuttavia, l**a scelta pluriennale ha un costo**: “Dovremo reperire risorse aggiuntive”, ha spiegato Calabrò. Ci saranno dunque inevitabili **impatti su alcune regole di allocazione** e sulla capacità di coprire tutte le spese delle imprese interessate. Per questo motivo, l’esponente del Ministero ha confermato che sono in corso anche **aggiornamenti tecnici degli allegati A e B, fermi al 2016**, con parte delle novità rivolte al mondo software (sostenuti grazie all’Iperammortamento 5.0) e all’elenco delle operazioni ammissibili.

## Addio al decreto interministeriale? Partenza accelerata

Una delle novità più rilevanti è poi la volontà di evitare i tempi lunghi del decreto interministeriale: lo schema, secondo il Dipartimento per le Politiche per le Imprese, rallenta troppo l’operatività. L’obiettivo è **rendere la misura immediatamente disponibile** attraverso la piattaforma GSE, con una data di avvio pratica fissata, se l’iter lo consentirà, già al 1 gennaio 2026. Tra gli aggiustamenti tecnici più concreti c’è la **proposta di allungare la cosiddetta ‘coda alla consegna’ da sei a nove mesi**, spostando il termine pratico delle consegne per beneficiare degli inventivi, da giugno a settembre 2028.

La logica è semplice: **gli ordini richiedono più tempo di quanto ipotizzato in origine** – componentistica, tempi di installazione e Supply chain hanno bisogno di una finestra più ampia – e allungare il periodo di consegna è necessario per **evitare che progetti validi restino fuori per ragioni temporali**. Tutto questo sarebbe ipotizzabile nel caso in cui la copertura fosse biennale, quindi per ordini effettuati entro il 31 dicembre 2027.

**Tra le parti più delicate del piano c’è infine la formazione**. Se da una parte la linea Industria 5.0 era prevista come una delle tre direttrici principali, i segnali di domanda sono modesti: “**Quasi nessuna impresa ha chiesto risorse per la 5.0**”, hanno evidenziato dal Ministero. Al contrario, si è registrata una forte domanda quando la **formazione è stata estesa ai percorsi formativi interni e alla riqualificazione delle competenze**. Il punto critico è chi deve erogare la formazione: serve personale e strutture qualificate. **I Competence Center sono stati indicati come soggetti idonei a trasmettere le informazioni** e a formare, e il Mimit dovrebbe garantire una linea specifica di finanziamento per sostenere questi percorsi. Tuttavia, la scarsità di richieste su alcune linee e la **necessità di standardizzare qualità **e competenze rimangono una preoccupazione aperta.

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