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title: Staccare dal lavoro è un diritto. E la GenZ lo rivendica
description: "Il digitale ha pervaso le vite di chiunque. Il che può forse dirsi una conquista. Ma che ne è del benessere dei lavoratori? Il rovescio della medaglia è infatti che la connessione perenne rende impossibile staccare dagli impegni di lavoro: e-mail, messaggi e chiamate possono arrivare sempre, anche b..."
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date: 2026-04-30
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/staccare-dal-lavoro-e-un-diritto-e-la-genz-lo-rivendica/
categories: [Contenuti]
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# Staccare dal lavoro è un diritto. E la GenZ lo rivendica

![Staccare dal lavoro è un diritto. E la GenZ lo rivendica](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/04/Alberto-Perfumo-CEO-Epassi-scaled-AG18rQ-1024x684.jpg)

Il digitale ha pervaso le vite di chiunque. Il che può forse dirsi una conquista. Ma che ne è del benessere dei lavoratori? Il rovescio della medaglia è infatti che la **connessione perenne **rende impossibile **staccare dagli impegni di lavoro**: e-mail, messaggi e chiamate possono arrivare sempre, anche ben oltre le canoniche otto ore del turno in ufficio e perfino durante il weekend. Con il risultato di aumentare stress e ansia, talvolta **fino al burnout**. **Disconnettersi è **invece **un diritto **(sacrosanto verrebbe da dire)** **e i più **giovani** stanno cominciando a **rivendicarlo. **

Secondo la nona edizione del **Rapporto Eudaimon-Censis**, diffuso nell’aprile 2026, la maggioranza dei giovani (il **57,7%**) considera basilare la **non reperibilità al di fuori dell’orario di lavoro**. “Le nuove generazioni stanno** ridefinendo profondamente il significato stesso del lavor**o, che per loro non può più prescindere dal benessere complessivo della persona”** **ha spiegato **Silvia Zanella**, manager e autrice, durante la presentazione del Rapporto a Milano. “Il **diritto alla disconnessione** diventa così parte di una **visione più ampia di welfare** e organizzazione aziendale. Le imprese devono tenerlo in conto per attrarre, motivare e trattenere i talenti”. 

## Un problema non solo italiano 

Il fenomeno è più diffuso di quanto si possa pensare. A essere contattati di continuo, al di fuori del perimetro lavorativo, è la stragrande maggioranza dei lavoratori. Lo testimonia uno studio di **Eurofound **condotto tra Belgio, Francia, Italia e Spagna. Si attesterebbe infatti oltre** l’80% **la quota degli occupati che** riceve regolarmente comunicazioni **fuori dall’orario contrattuale. Per quasi tre su quattro avverrebbe ogni giorno o più volte alla settimana. 

C’è già chi ha iniziato a difendersi dalle continue notifiche. Non solo tra i più giovani: ammonta infatti al **43,9%** sul totale dei rispondenti all’indagine la schiera di chi **dichiara di non rispondere** a email, chiamate o messaggi di lavoro **al di fuori dell’orario formale**. Ancora più alta, e pari al **45,8%,** è poi la quota di chi ammette che le **comunicazioni extra orario provocano disagio**. Il tema è diventato centrale, al punto che la **Commissione Europea** ha richiamato l’attenzione sulla necessità di** regolamentare il diritto alla disconnessione** al fine di tutelare benessere personale e produttività. E non da ultimo garantire spazi chiari per disconnettersi.

## La disconnessione come elemento di cultura aziendale

La **difesa del tempo libero** va vista alla luce delle attuali dinamiche lavorative. Alla base c’è una nuova consapevolezza riguardo l’esigenza di** ritmi individuali più ragionevoli**, in un contesto lavorativo sempre più digitale. Che è da interpretare però non solo come interesse specifico della **GenZ**, bensì anche come **fattore di innovazione e competitivit**à. 

“Il diritto alla disconnessione è una tutela formale, ma anche un elemento di cultura aziendale: significa **ripensare il lavoro **a partire dal** valore del tempo **delle persone e dalla **sostenibilità dei modelli organizzativi**” ha commentato **Alberto Perfumo**, CEO di **Epassi Italia***, *provider di **piani di welfare **aziendale*.* “Il **welfare olistico** che promuoviamo in azienda si fonda proprio sull’integrazione tra vita professionale e privata, in risposta alle aspettative dei lavoratori. In particolare quelli delle nuove generazioni”. 

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