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Ripensare il passaggio generazionale: gestire le sfide tra diverse visioni in famiglia

Il passaggio generazionale rappresenta un processo cruciale ed estremamente problematico con il quale qualsiasi impresa familiare – o family business – deve fare i conti nel corso della propria storia evolutiva. La gestione di tale delicato – e a volte agonizzante – processo è molto complessa, come testimoniato dal ridotto tasso di sopravvivenza delle imprese familiari attraverso le generazioni. In questo articolo si analizza il lavoro e i clienti di una società di consulenza impegnata nel supportare le famiglie imprenditoriali nella gestione del passaggio generazionale da oltre 30 anni, distillando quattro cruciali lesson learned che riassumono i segreti di ciò che definiamo “brokerage intergenerazionale”, cioè un nuovo modo di concepire il passaggio generazionale gestendo le sfide poste dai diversi orientamenti temporali presenti nel family business.

Saper gestire il passaggio generazionale

Per prima cosa è utile sottolineare che tale passaggio richiede una comprensione reciproca, da parte di senior e junior coinvolti nel family business, dei propri orientamenti temporali – in termini di diversa enfasi su passato e futuro – al fine di negoziare azioni collettive che tengano in considerazione la molteplicità di obiettivi tra i diversi componenti di una famiglia imprenditoriale.

Per fare questo è importante abbandonare la concezione tradizionale di passaggio generazionale come una successione che avviene per consegna di testimone, concentrandosi invece sull’interazione dialettica tra gli orientamenti temporali delle diverse generazioni ed esaminando la mediazione o brokerage intergenerazionale come processo chiave per comprendere e negoziare i differenti orientamenti temporali.

Terzo aspetto da tenere in considerazione: identificare, esplicitare e gestire (piuttosto che sopprimere o evitare) le tensioni intergenerazionali attraverso il suddetto brokerage intergenerazionale può consentire un’evoluzione costruttiva che contribuisce alla sostenibilità dell’impresa e all’armonia della famiglia.

Infine, la crescita individuale (attraverso la riflessività), intergenerazionale (attraverso la creazione di spazi di condivisione) e organizzativa (attraverso lo sviluppo di competenze operative e di leadership) consentono alla famiglia imprenditoriale di sviluppare una ripetizione creativa capace di preservare l’identità e l’eredità della generazione senior e legittimare la generazione junior attraverso il rinnovamento.

Gli orientamenti temporali

Data la loro natura transgenerazionale, la temporalità – il rapporto continuo tra passato, presente e futuro – rappresenta una componente intrinseca delle imprese familiari. Influenti ricerche sostengono che mentre la generazione junior è solitamente orientata a (r)innovare, piuttosto che a prendersi semplicemente cura di ciò che le viene trasferito, la generazione senior è più orientata a perpetuare l’eredità ricevuta e nutrita oltre il proprio orizzonte di vita. Queste diverse enfasi, rispettivamente verso il futuro e il passato, vengono definite “orientamenti temporali”.

I livelli di comunicazione e interazione tra i componenti di una famiglia imprenditoriale appartenenti a diverse generazioni danno forma alla capacità di navigare tra i molteplici orientamenti temporali nelle imprese familiari multigenerazionali. Quando questi livelli si abbassano al di sotto di una certa soglia emergono tensioni, anche latenti, che causano stress psicologico, mancanza di dialogo costruttivo e distacco emotivo tra le generazioni; inoltre, se trascurate, possono mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’impresa familiare e/o causare la disgregazione della famiglia stessa.

Un recente filone di ricerca sul passaggio generazionale nelle imprese familiari evidenzia l’intervento dei mediatori nella gestione delle tensioni. I mediatori regolano gli equilibri relazionali ed emotivi, soddisfano i bisogni psicologici e facilitano in modo adattivo la socializzazione e la creazione di senso (sensemaking). Esaminando sia i benefici sia le sfide associate alle tensioni intergenerazionali, questi studi mostrano che, se gestiti correttamente, tali dissidi possono anche energizzare i membri familiari e avere implicazioni positive sulla performance aziendale; pertanto, la mediazione può indirizzare i conflitti tra genitori e figli o tra fratelli verso percorsi costruttivi.

Sebbene la mediazione sia riconosciuta come un’importante risorsa per mantenere l’equilibrio tra i componenti della famiglia durante il passaggio generazionale, la ricerca scientifica non ha esaminato il ruolo della componente temporale, intrinseca delle imprese familiari. In che modo allora i mediatori gestiscono i diversi orientamenti temporali e le relative tensioni intergenerazionali durante il passaggio generazionale nelle imprese familiari?

Al fine di dare risposta a questa domanda, in un nostro recente studio (Magrelli, Rondi, De Massis e Kotlar, 2020) abbiamo esaminato come il lavoro di un particolare tipo di mediatori che noi definiamo “broker intergenerazionali” permetta alle generazioni di interagire e sintetizzare una nuova comprensione condivisa del tempo nella successione delle imprese familiari, svelando le radici temporali delle tensioni attraverso quello che viene definito “lavoro temporale”.

Il nostro studio empirico ha preso in esame il caso emblematico di una società di consulenza – Cesaro e Associati (C&A) – con oltre 30 anni di esperienza nel supporto alla gestione del passaggio generazionale delle imprese familiari. Attraverso l’analisi approfondita delle pratiche di mediazione e di alcune imprese familiari clienti abbiamo esplorato come i componenti di diverse generazioni di una famiglia imprenditoriale si confrontino ed esercitino un’influenza reciproca sui rispettivi orientamenti temporali.

Il ruolo dell’intermediazione generazionale nella gestione delle tensioni

Attraverso la raccolta e l’analisi dei dati abbiamo esaminato come C&A fornisce strumenti pedagogici (per esempio libri, film, esperienze) per facilitare le funzioni organizzative e familiari nel lungo periodo. Seguendo l’approccio bio-socioculturale, i mediatori di C&A guidano le diverse generazioni delle famiglie imprenditoriali nel comprendere i rispettivi orientamenti temporali adottando tali strumenti per favorire il cambiamento e la negoziazione.

Questo processo è essenziale per sviluppare le dinamiche individuali e intergenerazionali. Nel passaggio generazionale, infatti, i componenti della famiglia di diverse generazioni co-costruiscono il modo di coabitare. Per compiere questo passaggio occorre tuttavia abbandonare la concezione tradizionale che si ha di esso, concentrandosi sull’interazione dialettica tra gli orientamenti temporali delle due generazioni ed esaminando la mediazione come processo chiave per comprendere e negoziare gli orientamenti temporali.

Esaminando le evidenze raccolte in oltre cinque anni di analisi abbiamo elaborato una comprensione approfondita del ruolo della mediazione nelle famiglie imprenditoriali che affrontano il passaggio generazionale. La successione nelle imprese familiari comporta il trasferimento non solo di beni materiali o elementi oggettivi, ma anche di significati legati al tempo. Le visioni genealogiche delle generazioni nelle organizzazioni (trasmissione o discendenza di idee, valori, abilità e conoscenze) indicano la successione come il risultato di specifici scenari decisionali che coinvolgono diverse generazioni, e come il principale innesco della ‘battaglia’ generazionale. Questo trasferimento di significati a sua volta può rompere i meccanismi lineari di trasferimento della leadership e della proprietà dalla generazione senior a quella junior, con importanti implicazioni per il futuro dell’impresa. Poiché ogni generazione è legata biologicamente e interagisce nel sistema familiare prima che quella più giovane entri formalmente nell’impresa, è probabile che i conflitti tra le parti diventino particolarmente pronunciati durante il passaggio generazionale.

La varietà e la complessità delle dinamiche temporali coinvolte nella successione delle imprese familiari hanno un impatto importante sulla loro capacità di impegnarsi in azioni collettive, causando spesso un processo decisionale rallentato e irrazionale così come una molteplicità di obiettivi che amplificano le tensioni intergenerazionali. In questi casi, l’intervento del mediatore, volto a condurre le due generazioni verso la comprensione reciproca, diventa cruciale per la sopravvivenza sia della famiglia sia dell’impresa.

L’articolo è stato scritto da Alfredo De Massis, Professore Ordinario presso la Libera Università di Bolzano e Direttore dell’Unibz Centre for Family Business Management, Vittoria Magrelli, Ricercatrice presso la Libera Università di Bolzano, Unibz Centre for Family Business Management, ed Emanuela Rondi, Ricercatrice Senior presso l’Università degli Studi di Bergamo e Unibz Centre for Family Business Management.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Aprile-Maggio 2021 della rivista Sistemi&Impresa.
Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

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