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title: Posti di lavoro solo nei numeri
description: "Il tasso di disoccupazione spagnolo scende sotto la soglia psicologica del 10%, toccando quota 9,9%. “Un nuovo massimo storico”, ha detto il Presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez. Ci sarebbe da festeggiare, perché è la prima volta che si registra un livello così in basso da 17 anni a questa..."
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date: 2026-02-09
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Posti di lavoro solo nei numeri

![Posti di lavoro solo nei numeri](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/02/pexels-cottonbro-4064828-scaled-bTNAuC-1024x632.jpg)

**Il tasso di disoccupazione spagnolo scende sotto la soglia psicologica del 10%**, toccando quota 9,9%. “Un nuovo massimo storico”, ha detto il Presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez. Ci sarebbe da festeggiare, perché è **la prima volta che si registra un livello così in basso da 17 anni a questa parte**. In più **la riduzione dei disoccupati riguarda** **soprattutto i giovani**: tra gli Under 25 ci sono 26.500 persone in più ad aver trovato un impiego. Con conseguente **discesa del tasso di disoccupazione giovanile del 6,1%** nel 2025 rispetto al 2024. 

E poi c’è la parallela crescita degli occupati. Secondo lo studio *Encuesta de Poblacion Activa*, il mercato del lavoro spagnolo è riuscito **a creare più di 600mila posti di lavoro nel 2025. **Una spinta che è arrivata soprattutto dal settore privato, ricorda *Euronews*, testata europea di informazione online multilingue, dove si è concentrata la maggior parte delle nuove posizioni. Così, anche sul piano del tasso di occupazione si segna un record, con **più di 22 milioni di individui che risultano impiegati alla fine del 2025**. Ma è tutto oro quello che luccica? 

## Il rovescio della medaglia è il confronto con il resto d’Europa 

Benché i dati citati siano positivi, per quanto riguarda la disoccupazione **la Spagna continua a collocarsi al di sopra della media dell’Unione europea**, pari al 6%. Ed è seconda, superata solo dalla Finlandia, che segna il 10,3%. Seguite poi a loro volta da Svezia (8,8%), Francia (7,7%) e Grecia (7,5%). Anche se, sottolinea il quotidiano spagnolo *El País*, se si considerasse il dato destagionalizzato (al netto dell’indotto dell’occupazione generata dalla stagione turistica)** la Spagna si collocherebbe in testa con il 10,2%**. E la Finlandia al secondo posto con il 9,7%. 

L’Italia **va meglio, con una disoccupazione che resta ferma al 5,6%**. Ma la questione dipende spesso dal metodo di conteggio. Da segnalare infatti c’è che **a risultare disoccupato in Italia è chi ha cercato lavoro** nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento. Tutti gli altri, **compresi gli scoraggiati che non cercano più, finiscono nel calderone degli inattivi.** Un gruppo che da noi risulta in preoccupante aumento: il tasso è al 33,5%. 

## La disoccupazione in Spagna è un problema storico

Per lungo tempo, la Spagna **si è trovata in cima alle classifiche sulla disoccupazione europea, spesso in una sorta di testa a testa con la Grecia**, specie nel periodo post recessione del 2008. Il picco è arrivato nel 2013: Spagna e Grecia hanno toccano punte rispettivamente del 26,4 e 28,3%. 

E anche se oggi la situazione è migliorata, continua a presentare criticità. A gennaio 2026 si contano nel Paese quasi 2,5 milioni di disoccupati, **per l’esattezza 2.439.062. Una cifra che comporta costi sostanziosi per le casse statali.** Chi percepisce l’indennità di disoccupazione – in tutto sono quasi 1,8 milioni beneficiari – pesa sulle casse dello Sato per circa 1.506 euro al mese, stando ai dati di dicembre 2025. Una spesa in crescita del 26%. 

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