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Orientare gli investimenti del Pnrr per una società antifragile

Equilibri e rapporti di forza economica e politica sono stati profondamente trasformati dalla pandemia, in particolare nei Paesi occidentali. Ma, insieme con tutti gli aspetti negativi del virus che abbiamo imparato a conoscere, c’è una nota di speranza: dopo 20 anni di stagnazione, l’Italia ha oggi per la prima volta, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), le risorse per realizzare una trasformazione dell’industria in direzione green e digitale accompagnata dalle riforme della Giustizia, della Pubblica amministrazione e del Fisco.

“Per ripartire, il Paese ha bisogno di investimenti ‘buoni’ in infrastrutture, in ricerca e innovazione, in formazione del capitale umano. In questo processo, la ritrovata solidità del sistema bancario può svolgere un ruolo fondamentale per progettare il futuro e provare a guardare avanti”. Sono queste le considerazioni emerse dal Rapporto annuale sull’economia globale e l’Italia, giunto alla 25esima edizione e intitolato Un mondo sempre più fragile (Guerini e Associati, 2021).

Mario Deaglio, Professore emerito di Economia Internazionale dell’Università di Torino, lo ha curato per conto del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi. Il Rapporto 2021 analizza, in particolare, l’esperienza complessa dei mesi appena trascorsi con l’obiettivo di cogliere le tendenze che già si intravedono per il futuro, le lezioni apprese, le nuove opportunità. “Pandemia, le certezze porta via”, infatti, è il titolo di uno dei paragrafi del Rapporto, che sottolinea un mondo sempre più fragile con una globalizzazione scardinata.

Una ripresa inevitabile, ma complicata

Nel testo i temi fondamentali del nostro sistema economico sono esaminati alla luce delle trasformazioni indotte dall’emergenza sanitaria: nuove organizzazioni del lavoro (con l’esplosione dell’ecommerce e dello Smart working), sostenibilità della crescita dei mercati finanziari, nuova coesione dell’Unione europea con la Next Generation Eu, equilibri internazionali, successi senza precedenti della scienza, per concludere con l’analisi della situazione italiana. “Ci troviamo in un periodo di smarrimento e di instabilità, in cui l’Italia ha particolarmente bisogno di ‘investimenti buoni’ per ripartire”, ha spiegato Deaglio presentando il Rapporto 2021. “Non basta tornare al punto di prima: i debiti pubblici vanno pagati, le imprese deboli vanno aiutate a trasformarsi, le fasce di lavoro fragili come i giovani vanno rese meno attaccabili”.

Per l’autore il Rapporto non offre ricette, ma punta a cogliere le tendenze per il futuro, le opportunità. “Il Recovery Plan sottopone l’Italia a uno sforzo titanico per fare le cose nei tempi previsti. Anche se non sono ancora chiari gli indicatori con i quali la Commissione europea valuterà l’Italia e decidere se meriteremo le tranche successive di finanziamento, è certo che il successo verrà misurato non solo dalla capacità di spendere, ma anche da quella di rimuovere, con riforme adeguate, i vincoli attuali alla crescita”, ha scritto il Centro Einaudi. Le riforme si riassumono, appunto, in tre punti: Burocrazia, Giustizia (civile) e Fisco.

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