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title: Milano-Cortina, il lavoro che resta (se lo tratti bene)
description: "Quando siamo andati a immortalare i luoghi di Milano che si preparavano a ospitare i Giochi di Milano Cortina 2026 con il fotografo Diego Alto, prima dell’apertura, la cosa più evidente era l’assenza: arene quasi pronte, strade delineate dai new jersey, poche persone. La città sembrava sospesa. Eppu..."
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date: 2026-02-25
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/milano-cortina-il-lavoro-che-resta-se-lo-tratti-bene/
categories: [Contenuti]
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# Milano-Cortina, il lavoro che resta (se lo tratti bene)

![Milano-Cortina, il lavoro che resta (se lo tratti bene)](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/02/MC-12-scaled-bCUEFp-1024x683.jpg)

Quando siamo andati a [immortalare i luoghi di Milano](https://www.paroledimanagement.it/risorse-umane/lavoro-milano-cortina-si-mette-in-giochi/) che si preparavano a ospitare i **Giochi di Milano Cortina 2026 **con il fotografo **[Diego Alto](https://www.diegoalto.com/)**, prima dell’apertura, la cosa più evidente era **l’assenza**: arene quasi pronte, strade delineate dai new jersey, poche persone. La città sembrava sospesa. Eppure, **il lavoro era già ovunque**: solo non faceva rumore. Da lì a pochi giorni, il** 6 febbraio 2026**, l’Olimpiade avrebbe scandito la vita della città per due settimane. Dalla cerimonia di apertura allo **stadio Meazza**, alle[gare](https://www.paroledimanagement.it/risorse-umane/lempowerment-femminile-fa-buon-giochi/)nella nuovissima **Unipol Arena di Santa Giulia**, fino alla moltitudine di **strutture pop up** sorte nei luoghi cardine della città.

Nel complesso, Milano Cortina 2026 ha mosso **numeri da progetto industriale**: 36mila lavoratori coinvolti, accanto a 18mila volontari, e oltre 1,3 milioni di biglietti venduti. Le ricadute stimate parlano di **5,3 miliardi di euro di ricavi** e 500-600 milioni di gettito aggiuntivo.
Per la città di Milano, lo studio **Assolombarda-Milano & Partners** ha stimato circa 1 miliardo di spesa diretta sul territorio e un impatto complessivo di **2,5 miliardi di produzione** (pari a 1.045 miliardi di valore aggiunto), con un **Pil cittadino atteso a +1,7% **nel 2026. Non sorprende che la fetta più grande passi dall’ospitalità, seguita da costruzioni e trasporti: è lì che l’evento si è tradotto empiricamente in lavoro.

Foto Credit: Diego Alto

## L’eredità olimpica: non solo infrastrutture

Fin qui i numeri. Poi c’è un’altra prospettiva: la ***legacy *delle Olimpiadi **in quanto a c**apitale umano**. La pianificazione degli effetti a lungo termine degli eventi sportivi ha radici storiche più profonde di quanto si pensi. Il termine *legacy* è stato utilizzato per la prima volta in relazione ai **Giochi di Melbourne 1956,** ma solo negli Anni 80 ha iniziato a essere studiato in modo più strutturato. Sino ad allora, gli **effetti trasformativi dei grandi eventi sportivi** erano analizzati principalmente per quanto riguarda gli **investimenti infrastrutturali**, come parchi Olimpici e strutture sportive, ma ben poco sulle **ricadute occupazionali **e sul trasferimento di competenze alle persone coinvolte nella realizzazione, organizzazione e gestione di queste manifestazioni.

Un evento come i Giochi, per dimensione, portata e struttura, costituisce un unicum e come tale è in grado di trasmettere ai vari soggetti direttamente coinvolti **competenze uniche** che possono costituire un **bagaglio di esperienza** che rimane e che risulta spendibile nel mercato del lavoro. Il rapporto **Ranstad**, HR Partner ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, dal titolo ***Oltre il traguardo; la legacy delle competenze di Milano-Cortina 2026** ,* ha stimato circa 36mila posti di lavoro complessivi creati dall’evento. I principali settori coinvolti: Edilizia, Ingegneria, Comunicazione, Marketing, Hospitality, Logistica, Spettacolo, Trasporti, Sicurezza, Turismo.

Dall’analisi degli oltre 750** annunci di lavoro pubblicati dalla Fondazione Milano Cortina** (dal 2023 al 2026), sono emerse le **soft skill **maggiormente ricercate: **problem solving** sotto pressione, **teamwork** tra funzioni e culture, capacità di comunicare e **coordinare flussi digital**i. Skill che raccontano un mercato del lavoro ‘a scadenza’, dove l’imprevisto è la regola. In un’epoca contrassegnata dal (per ora solo annunciato) dominio dell’Intelligenza Artificiale (AI), un **grande evento *human-based* come l’Olimpiade **vale come t**raining intensivo di *learning by doing***. La prova? Oltre 100mila candidature raccolte. È un tipo di esperienza che in azienda richiederebbe anni e che sul campo si misura invece in settimane.

## Il lavoro resta se viene riconosciuto

Il **punto critico** è che questo a**pprendimento accelerato** funziona solo se l’organizzazione regge e sostiene nel tempo gli investimenti. Il sindacato** Filcams Cgil **ha denunciato, nei siti olimpici, **turni fino a 12 ore**, esposizione a temperature molto rigide, assenza di Dispositivi di protezione individuale (Dpi), postazioni di lavoro inadeguate, **turni estesi e mansioni spostate**. Fino al caso limite della **morte di un addetto alla sicurezza **a Cortina d’Ampezzo, avvenuta il 9 gennaio 2026, oggi sotto il vaglio della Procura di Belluno che sta indagando se ci sia o meno un nesso causale fra la morte dell’uomo e le condizioni di lavoro effettive.

**La qualità del lavoro non è un dettaglio logistico**. Per un grande evento è **parte del brand stesso**. Milano Cortina 2026 lascia davvero un’eredità di competenze se poi le aziende – del territorio, ma non solo – riusciranno a metterle a valore secondo** programmi strutturati di People management**. Ma prima è necessario un altro passaggio: **come ‘certificare’ ciò che le persone hanno imparato **durante l’Olimpiade, per riportarlo nelle imprese e nei territori ora che i riflettori dei Giochi si sono spenti?

*Foto credit: *Diego Alto – [www.diegoalto.com](https://www.diegoalto.com/)

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