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title: Milano Cortina 2026, competenze da Olimpiadi
description: Quando si gestisce un evento di grande portata e complesso come nel caso dell’Olimpiade di Milano Cortina 2026, l’imprevisto si nasconde dietro l’angolo. Chi ci lavora, deve saper reagire e risolvere un problema in tempi stretti, e con efficacia.
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date: 2026-02-09
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Milano Cortina 2026, competenze da Olimpiadi

![Milano Cortina 2026, competenze da Olimpiadi](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/02/Olimpiadi_competenze-j95yxu.jpg)

Quando si gestisce un evento di grande portata e complesso come nel caso dell’Olimpiade di Milano Cortina 2026, l’imprevisto si nasconde dietro l’angolo. **Chi ci lavora, deve saper reagire e risolvere un problema in tempi stretti, e con efficacia.** È così che l’esperienza sul campo per un lavoratore diventa una full immersion in grado di **affinare competenze tra le più sofisticate e ricercate**. E non c’è Intelligenza Artificiale (AI) che tenga: è tutto apprendimento pratico.

**“Un learning by doing che è antitesi dell’automazione”**, ha spiegato Emilio Colombo, Coordinatore Scientifico di Randstad Research, all’evento di presentazione del rapporto *Oltre il traguardo: la legacy delle competenze di Milano Cortina 2026*, che si è tenuto a Roma a gennaio 2026. **Uno studio sulle 100mila candidature arrivate a Randstad**: su 750 annunci di lavoro pubblicati dalla Fondazione Milano Cortina (le stime parlano invece di **36mila posti di lavoro creati considerando l’indotto**).  E una media di 130 domande per posizione.

Perché si parla di legacy? **Non resteranno solo impianti e infrastrutture. Ma un’eredità immateriale di capitale umano.** Perché il know how che si acquisisce sarà spendibile anche in futuro, una volta concluso l’appuntamento. “Chi è stato assunto adesso **si ritroverà con certezza matematica anche all’interno delle Olimpiadi 2028** e anche in altri eventi sportivi di queste dimensioni”, ha chiarito Giovanni Malagò, ex Presidente Coni e del Comitato Olimpico Internazionale. Il che spiega anche **l’elevato numero di candidature per ogni posizione aperta**, circa 130. “Non sono gli stipendi, che non sono certo sopra la media , ad attrarre; ma sentono di aver investito una parte importante della propria vita”, ha continuato Malagò.

## I Giochi come acceleratore di competenze

Non ci si aspetterebbe grande affluenza di candidature per una posizione lavorativa destinata a durare così poco. “**La startup Milano Cortina** ha una data di scadenza”, ha sottolineato Malagò. Eppure **in tantissimi hanno risposto alla call, anche per posizioni da volontari**. “Si è creata una Torre di Babele fatta di componenti di tutte le età e classi sociali, con un’età media piuttosto bassa”. 

**Vivere in un contesto così demanding è come fare un master**: “Si comprime l’esperienza di anni in pochi giorni”, ha sottolineato Colombo. Il settore più gettonato è quello dei **servizi di educazione, formazione e lavoro**, con una media di 390 candidature per posizione aperta. Ma la maggior parte degli annunci riguarda la Logistica e i Trasporti, che rappresentano il 33% del totale. “**Si guidano mezzi pesanti**, ma lo stoccaggio avviene in climi e territori non standard, non è pianura”. Già questo rende un lavoratore specializzato. Per non parlare delle cerimonie di apertura e chiusura: “**Sono richiese competenze specifiche e complesse oltre ad attrezzature specializzate**”, ha concluso Colombo.

## l caleidoscopi di skill che si maturano 

Chi partecipa ai Giochi come **lavoratore ne uscirà arricchito di un tesoro professionale**, con abilità essenziali per chi vuole fare carriera in un mercato del lavoro dinamico e collaborativo. In primis, **si affina il problem solving**, da attuare in tempi e spazi contingentati a differenza di un contesto aziendale standard. Qui servono soluzioni immediate.

Poi **il teamwork multidisciplinare e multiculturale**. I lavoratori si trovano a interagire con stakeholder diversi: istituzioni, atleti, media e fornitori internazionali. **Si esaltano le competenze sociali** e la capacità di lavorare verso un obiettivo comune, superando le barriere linguistiche e culturali. E poi ancora la gestione dello stress e rispetto di scadenze last minute. Occorre dunque capacità di mantenere la lucidità sotto pressione.

Infine, la **Comunicazione 4.0**. **Non basta l’inglese,** **devono essere coordinati flussi informativi complessi in una vetrina globale**. Una volta sperimentato tutto questo si forma un lavoratore estremamente resiliente e appetibile per qualsiasi settore, dalla Logistica al Medicale. **Un profilo di ‘professionista ibrido e versatile’**.

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