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title: "Meno diritti, ma più produttività: accettereste?"
description: "Si può barattare la produttività con i diritti? In Portogallo sembra che i lavoratori un’idea precisa se la siano fatta: il Paese sta assistendo a un’ondata di proteste contro una riforma del lavoro che punta ad aumentare la produttività proprio sacrificando alcuni diritti. A suscitare il malcontent..."
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date: 2025-11-13
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/meno-diritti-ma-piu-produttivita-accettereste/
categories: [Contenuti]
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# Meno diritti, ma più produttività: accettereste?

![Meno diritti, ma più produttività: accettereste?](https://www.este.it/wp-content/uploads/2025/11/lavoro_portogallo-scaled-Fv0c1u-1024x683.jpg)

Si può **barattare la produttività con i diritti**? In Portogallo sembra che i lavoratori un’idea precisa se la siano fatta: il Paese sta assistendo a **un’ondata di proteste contro una riforma del lavoro** che punta ad aumentare la produttività proprio sacrificando alcuni diritti. A suscitare il malcontento è stato il **Disegno di legge depositato dal Primo Ministro Luis Montenegro**, a capo di un Governo (centrodestra) che ha sempre promosso l’aumento della competitività per le imprese.

Il punto nodale della riforma è questo: **per gli imprenditori diventerebbe più facile licenziare** senza causa perché a venire meno sarebbe – in caso di approvazione della norma – la necessità di fornire documentazione e testimonianze. In più alle aziende sarebbe consentito di creare una sorta di **‘banca del tempo individuale’ che renderebbe legale un turno giornaliero più lungo di due ore**, fino a un monte annuale di 150 ore. Un’iniziativa che ricorda da vicino il caso della Grecia, dove il Parlamento ellenico ha di recente approvato una legge che prevede che i **dipendenti ****del settore privato possano lavorare 13 ore consecutive** per lo stesso datore di lavoro, con una retribuzione maggiorata del 40%.

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## Le proteste nelle piazze del Portogallo

A Lisbona decine di migliaia di persone – secondo alcune stime addirittura 100mila – sono scese in piazza per protestare. “**È chiaramente un passo indietro per la condizione dei lavoratori **e potrebbe portare a una perdita in fatto di sicurezza sui luoghi di lavoro”, ha dichiarato alla *Reuters* Miriam Alvares, una manifestante 31enne impiegata in una azienda sanitaria. “Parlo a nome dei **tanti giovani con lavori precari e bassi stipendi**, lavoratori il cui futuro sarà segnato da diritti sempre più compromessi”. Le ha fatto eco Madalena Pena, 34enne: “Il Governo sta invertendo la rotta in fatto di diritti dei lavoratori senza averlo preannunciato in campagna elettorale”.

A guidare la manifestazione **l’organizzazione sindacale Cgtp**, che ha chiamato a raccolta i cittadini accusando l’Esecutivo di favorire le grandi aziende, mentre i lavoratori a basso reddito faticano a sostenere il caro vita. **Il Portogallo, infatti, è uno dei Paesi più poveri d’Europa**. Le statistiche ufficiali parlano di oltre il 50% della forza lavoro con redditi inferiori a 1.000 euro al mese. **Il salario minimo è pari a 870 euro**, uno dei più bassi dell’Unione europea.

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