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title: L’impresa fa i conti con la geopolitica
description: In un ventennio o giù di lì è cambiato il mondo. Scenari ribaltati nel giro di pochi anni, quando in passato per assistere a trasformazioni simili occorrevano secoli. Come possono le imprese adattarsi a un ritmo così veloce? E come stare al passo con gli effetti della geopolitica, tornata ad avere u...
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date: 2026-04-29
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# L’impresa fa i conti con la geopolitica

![L’impresa fa i conti con la geopolitica](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/04/1L8A7613-6amyqC-1024x683.jpg)

In un ventennio o giù di lì è **cambiato il mondo**. Scenari ribaltati nel giro di pochi anni, quando in passato per assistere a trasformazioni simili occorrevano secoli. Come possono **le imprese **adattarsi a un **ritmo così veloce**? E come stare al passo con gli **effetti della geopolitica**, tornata ad avere un ruolo di primo piano?

Se ne è discusso di recente all’**Università Ca’ Foscari di Venezia** in occasione della presentazione di ***Guerra o Pace* **(edizioni Solferino, 2026), libro scritto da **Giulio Tremonti**, Professore Ordinario di Diritto Tributario e più volte **Ministro dell’Economia** dei governi Berlusconi. A organizzare l’incontro, tenutosi nell’Aula Magna Guido Cazzavillan del Campus Economico di San Giobbe dell’Università Ca’ Foscari Venezia, è stata la **Venice School of Management**, il dipartimento di management dell’ateneo veneziano.

“Il **salto** che sta avvenendo **è epocale**, come avvenne nel **Cinquecento**”, ha spiegato **Anna Comacchio**, Direttrice della Venice School of Management, introducendo il libro di Tremonti. “Affrontare la **geopolitica** sta diventando una **competenza manageriale fondamentale**, intesa come la capacità di lettura volta a comprendere la ridefinizione delle **relazioni tra Paesi e culture**”. Ecco perché – se i cambiamenti prendono un’improvvisa accelerazione – serve ripartire da un concetto: “Il **pensiero **deve tornare **al centro**”. La tesi è di **Riccardo Samiolo**, Partner **Sinedi-Considi **e docente presso **Ca’ Foscari Challenge School**. Mai come di questi tempi è diventato fondamentale studiare, documentarsi, per capire i fenomeni complessi che ci attorniano e il riposizionamento in corso delle forze nazionali. 

## Ripartire dagli scenari più plausibili

Approfondendo quando scritto nel libro, Tremonti ha ricordato come il **Cinquecento** sia stato un secolo **attraversato da rivoluzioni**: la scoperta dell’America, il **declino delle Repubbliche** come Venezia e Firenze con la contemporanea emersione degli Stati nazione, l’**invenzione della stampa** e la diffusione del sapere, il primo grande default di uno Stato (quello spagnolo). Adesso si assiste all’**ascesa della Cina **non più solo come gigante economico, bensì anche politico. E poi c’è il **passaggio dalla carta alla Rete**: “Superato il *cogito ergo sum*, siamo al *digito ergo sum*”, ha sottolineato l’ex Ministro. Nel mentre, **la finanza** ha preso in mano il controllo: “Se si osservano **le curve sulla ricchezza fisica e finanziaria **mondiale si vede come fino al 2012 abbiano un andamento più o meno orizzontale, salvo poi – vale soprattutto per quella della Finanza – **salire in verticale:** non si era mai verificato nella storia”. Trascorsa infine l’era della globalizzazione, si è passati all’**ideologia mercatista**.

Gli scenari possibili si fanno dunque imprevedibili, e si moltiplicano. “Ecco perché bisogna prepararsi di fronte a più di una opzione, e farsi una cultura di base per porre le fondamenta del nostro agire”, ha affermato Samiolo. Deve accadere **anche in azienda**. Lì bisogna creare un’impostazione tale per cui l’organizzazione si gestisce proprio in correlazione al rischio geopolitico. “L’ottica deve essere quella di **creare squadre interdisciplinari**”. E poi un “**policentrismo tattico**”, secondo la definizione di **Samiolo**: “Vuol dire fare scelte condivise da una collettività di imprenditori e avere la fortuna che si azzecchi lo scenario giusto”. L’altro passo è diventare resilienti il più possibile: “Non nel senso di resistere, ma di **potenziare le capacità di adattarsi**”.

## Cambiare la visione degli imprenditori

Per **aiutare le imprese** bisogna dare loro **maggiore libertà**, è la tesi di Tremonti. Le aziende, infatti, sono travolte da una mole incontrollata di **norme da rispettare**, specie europee. “Solo per le startup ci sono centinaia di migliaia di pagine”, ha affermato l’autore di *Guerra o pace*. Ma la transizione fondamentale resta quella di **introdurre figure nuove** in grado di **prevedere gli scenari**. L’auspicio è che si tratti non di un semplice manager, ma di qualcuno che sappia interpretare il caos intorno. Un’idea ribadita da **Alberto Baban**, Presidente della **Fondazione Nord-Est**. Non facile per l’imprenditoria italiana, che ha un imprinting basato sulla gestione dei processi e del prodotto. “Invece bisognerebbe invertire la rotta e fare quello che si chiama ***reverse engeneering***: ovvero non fare prodotti e cercare mercati, ma capire quali siano gli **aspetti competitivi** che generano richieste”, è stato il ragionamento di Baban. Come in sostanza riavvolgere il nastro, lavorando su un prodotto già finito.

**Il mondo è ormai sdoppiato**: secondo Baban, da una parte c’è **quello reale**, sulla Terra, fisico e rappresentato dai mercati e con dei confini; dall’altra parte c’è** il digitale**, dove opera la finanza che ne è il principale utilizzatore. “Sono scomparsi i sottostanti composti da imprese e mercato, perché la **turbofinanza** non ne ha più bisogno: solo ogni tanto incrocia il mercato vero che però non si sa più quanto valga davvero”. Sta anche lì il **dilemma attuale delle imprese**: producono, ma non sanno più per chi e come stabilire prezzi. Il futuro è incerto. Fermarsi a ragionarci sopra può aiutare a rendere meno complessa la realtà.

**Tiziano Vescovi **della **Venice School of Management **evidenzia come la turbolenza geopolitica cui assistiamo è per alcuni versi imprevedibile e piena di **fattori derivati **che sconvolgono la situazione esistente, riflettendosi direttamente sui **mercati**, impedendo alle aziende la pianificazione delle azioni e costringendole a una **flessibile e veloce capacità di reazione**. Chi sarà veloce e flessibile riuscirà a navigare in questo mare sconosciuto. Nello scenario che le imprese affrontano si scorgono inoltre elementi che sembrano riportare la storia alla rivalità del ‘500 tra l’Impero Ottomano e la Repubblica di Venezia: **guerra continua** insieme a ***business as usual***.

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