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title: L’economia che fa il bene mette al centro le persone
description: L’economia che fa il bene (e non solo che fa bene). Così Avvenire ha inaugurato la terza edizione del convegno dedicato a imprese, persone e comunità capaci di generare valore sociale. Un appuntamento ospitato dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, che ha messo al cent...
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date: 2025-11-21
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# L’economia che fa il bene mette al centro le persone

![L’economia che fa il bene mette al centro le persone](https://www.este.it/wp-content/uploads/2025/11/Avvenire_benessere-scaled-rdNlyv-1024x660.jpg)

**L’economia che fa il bene** (e non solo che fa bene). Così *Avvenire* ha inaugurato la terza edizione del convegno dedicato a **imprese, persone e comunità capaci di generare valore sociale**. Un appuntamento ospitato dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, che ha messo **al centro il senso del lavoro, della vita e del tempo**, ingredienti spesso dati per scontati, ma che oggi richiedono uno sguardo nuovo.

Il valore di **un’economia che non consuma, ma rigenera.** Viviamo immersi in un sistema economico in cui quasi tutto diventa merce. Lo ha ricordato anche **Elena Granata**, Professoressa Associata presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, sottolineando come persino il “tempo di permanenza” in un bar sia monetizzato (e monetizzabile).

La sfida è quindi rovesciare la prospettiva: non pensare all’economia come un male necessario, ma come uno **strumento capace di portare benessere, comunità, qualità del vivere**. Da qui la scelta di articolare il convegno in tre momenti: benessere in azienda; Terzo settore; abitare. Tre ambiti che, più degli altri, mostrano come **la creazione di valore sociale possa diventare motore dello sviluppo economico**.

## Il benessere da costo a investimento

Uno dei filoni più stimolanti dell’incontro promosso dal quotidiano ha riguardato il welfare aziendale. L’idea di fondo è semplice, ma tutt’altro che scontata: **il benessere del lavoratore si ripercuote sull’azienda**. Una verità che assume un peso ancora maggiore guardando al futuro: entro il 2050, infatti, perderemo una parte significativa della forza lavoro. Le imprese che sapranno **attrarre e trattenere talenti** saranno quelle capaci di creare ambienti in cui si sta bene.

Elis, realtà che da anni forma e accompagna le persone nel mondo del lavoro, ha portato, attraverso la voce di **Valeria Bonilauri**, Responsabile Innovazione e Sviluppo, una testimonianza centrale: essere **un ponte tra le esigenze delle aziende e i bisogni dei lavoratori** significa riconoscere che la genitorialità non è un ostacolo, ma una risorsa di competenze.

Eppure, proprio **nella genitorialità affiorano molte delle criticità culturali** ancora presenti nelle imprese: lo scollamento tra vita e lavoro; la difficoltà a riconoscere le competenze che si sviluppano come madri e padri; la scarsa autostima che porta, soprattutto le donne, a non candidarsi per percorsi di crescita. Cambiare sguardo, ha detto Bonilauri, è un percorso: significa **smettere di vedere ‘bisogni’ e iniziare a vedere ‘portatori di sogni’**.

**Gian Luca Galletti**, Presidente dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid) ha aggiunto un ulteriore tassello: **non bisogna cercare il problema fuori, ma dentro l’impresa** stessa. Il clima aziendale, la qualità delle relazioni, la dignità del lavoro sono fattori decisivi per la produttività. “**Se sto meglio al lavoro, sto meglio anche nella vita**”: una verità semplice che spesso dimentichiamo. Fare economia che fa il bene significa innanzitutto seminare cultura, creare condizioni in cui la persona possa fiorire. Perché, **quando l’obiettivo sono le persone, la produttività non può che crescere**.

## Includere per crescere

Il convegno di *Avvenire* ha toccato anche il tema dei fondi e delle risorse del Terzo settore, evidenziando come **l’inclusione non sia solo un dovere sociale, ma anche una strategia** efficace per migliorare i risultati economici. Includere significa aumentare la produttività, perché **una comunità più equa e più forte** sostiene meglio le imprese, le città, le famiglie. Da qui la scelta di concentrarsi anche sugli ambienti.

Come ha sottolineato l’intervento di **Giorgio Gobbi**, Direttore Regionale della Banca d’Italia per la Lombardia, **le città oggi sono profondamente legate alle nuove modalità di lavoro**: Smart working, mobilità, riqualificazione degli spazi cambiano il modo in cui viviamo e ci muoviamo, mentre Fabio Carlozzo, Amministratore Delegato di Redo Sgr ha ribadito l’urgenza di riportare persone e servizi nelle zone che ne hanno più bisogno, **ridando vita a quartieri svuotati o abbandonati**.

L’abitare non è più solo una questione di metri quadrati, ma di ecosistemi sociali, servizi, qualità del vivere. L’incontro ha mostrato che **un’altra economia è non solo possibile**, ma già in atto: un’economia genera valore perché mette al centro le persone; crea comunità; **riconosce il lavoro come luogo di fioritura**; restituisce senso al tempo; non misura tutto in termini di costo ma di futuro. Fare economia che fa il bene significa trasformare lo sguardo: dall’efficienza alla cura, dal profitto alla dignità, dall’individuo alla comunità. **E questa trasformazione non è un’utopia**, ma una strada che molte imprese, enti e territori hanno già iniziato a percorrere.

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