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title: "L’arte di cambiare: cosa ci resta di Alex Zanardi"
description: "Esistono atleti che vincono trofei e uomini che riscrivono il concetto di ‘possibile’. Alex Zanardi appartiene a una categoria a se stante: quella dei costruttori di speranza verso il futuro."
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date: 2026-05-08
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/larte-di-cambiare-cosa-ci-resta-di-alex-zanardi/
categories: [Contenuti]
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# L’arte di cambiare: cosa ci resta di Alex Zanardi

![L’arte di cambiare: cosa ci resta di Alex Zanardi](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/05/Zanardi-xMLo0m.jpg)

Esistono atleti che vincono trofei e **uomini che riscrivono il concetto di ‘possibile’**. Alex Zanardi appartiene a una categoria a se stante: quella dei **costruttori di speranza verso il futuro**. La sua vita non è stata una semplice sequenza di gare, ma un **manifesto vivente di resilienza**, di un uomo **capace di trasformare il dramma nell’opportunità di ri-nascere** ancora più forti di prima. Dalle piste della Formula 1 ai circuiti della IndyCar, fino alle strade percorse in handbike, non ha mai corso solo contro gli avversari o il cronometro, ma **contro un destino avverso** di cui ha saputo ribaltare le sorti.

Dopo **l’incidente di Lausitzring nel 2001**, dove la vita sembrava avergli presentato il conto finale, Zanardi ha risposto con un **sorriso che è diventato il suo tratto distintivo**. Ha dimostrato che, sebbene non possiamo scegliere il vento che soffia, **possiamo sempre decidere come orientare le vele**. Le sue medaglie d’oro ai Giochi di Londra (2012) e di Rio (2016) non sono state solo successi sportivi, ma il simbolo di un uomo che ha saputo “**guardare dove voleva andare, non dove stava cadendo**”.

La storia di vita di Zanardi richiama alla mente il brano sanremese *L’uomo che cade* di Tredici Pietro (Pietro Morandi) che sembra voler dire che **non è importante come si cade**, ma come si vive quel momento di sospensione. C’è una sorta di ‘vertigine’ che l’artista esplora, invitando l’ascoltatore a **non aver paura dei propri momenti di fragilità**. Ed è proprio quello che ha fatto Zanardi nel suo cammino di vita. La sua figura è probabilmente il ‘case study’ più potente che un’azienda possa adottare per parlare di **gestione del cambiamento e di leadership resiliente**. Un caso emblematico di come lo sport possa rappresentare una **potente metafora dell’agire manageriale quotidiano**. Un tema che anche su questo quotidiano è stato approfondito attraverso il **videopodcast *Sportivamente***.

[Podcast](https://www.paroledimanagement.it/podcast/) – [Playlist](https://www.paroledimanagement.it/podcast/playlist/)

### Sportivamente – Un nuovo episodio ogni lunedì

Il podcast esplora il legame tra sport e mondo del lavoro, mettendo in luce i parallelismi tra prestazione atletica e performance aziendale. Gli autori sono Dario Colombo, Caporedattore di Edizioni ES…

## La metafora del pivot estremo

In ambito startup e business, il pivot è la capacità di **un’azienda di cambiare radicalmente strategia** o modello di business quando il mercato o le circostanze rendono la strada attuale impercorribile. **Zanardi è il pivot incarnato**. Non si definiva come “un pilota di gambe”, ma “**un generatore di velocità**”. Proprio come in azienda quando un prodotto diventa obsoleto o un mercato crolla, **l’impresa di successo non si arrende alla perdita del mezzo**, ma si concentra sulla propria *core competency*: **Zanardi ha mantenuto il suo ‘motore’** (la determinazione) e ha semplicemente cambiato il ‘telaio’ (dalla macchina alla handbike).

Dopo l’incidente, si è ritrovato in una **condizione di svantaggio competitivo assoluto**. Eppure, non ha cercato di tornare a essere il pilota di prima: **ha accettato la nuova baseline**. In azienda la resilienza aziendale non è ‘tornare come prima’ (resistenza), ma evolvere verso una nuova condizione. Zanardi insegna che **la crisi non è un’interruzione del business**, ma una ‘fase di Ricerca e Sviluppo’ forzata che può portare a nuovi segmenti di mercato (le Paralimpiadi) prima inesplorati.

Zanardi ha spesso detto: “Quando mi sono risvegliato senza gambe, **ho guardato quello che mi era rimasto**, non quello che avevo perso”. In azienda: questa è la quintessenza del Lean management. Spesso le imprese falliscono perché si focalizzano sui budget tagliati o sui talenti che se ne vanno. Il ‘metodo Zanardi’ applicato al management significa **mappare le risorse attive e ottenere il massimo potenziale**, trasformando i vincoli in vantaggi competitivi. Per un manager o un imprenditore, **Zanardi rappresenta il Leader cinetico**: colui che non sta fermo ad aspettare che la tempesta passi, ma impara a **navigare con il vento che ha a disposizione** verso nuove traiettorie.

“Non volevo dimostrare che un disabile può fare sport, **volevo dimostrare che io potevo vincere quella gara**”, era un’altra delle sue massime. In termini aziendali, questo significa passare dalla Diversity & Inclusion come **accettazione della fragilità alla valorizzazione del talento**: non ti assumo perché sei resiliente, ti assumo perché la tua resilienza ti rende il miglior professionista sul mercato. Uno che Zanardi ci mancherà moltissimo.

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