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title: L’arte del possibile, l’AI ridefinisce la strategia per generare nuovo valore
description: "L’imperativo per le aziende è sempre più chiaro: valorizzare il patrimonio informativo per trasformarlo nel carburante dell’Intelligenza Artificiale (AI). È da qui che passa la possibilità di costruire un nuovo futuro per il business, capace di coniugare innovazione, efficienza e capacità di anticip..."
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date: 2026-04-01
author: Lorenzo Sernicola
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# L’arte del possibile, l’AI ridefinisce la strategia per generare nuovo valore

![L’arte del possibile, l’AI ridefinisce la strategia per generare nuovo valore](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/04/Oracle-solution-zone-0SFlua-1024x683.jpg)

L’imperativo per le aziende è sempre più chiaro:** valorizzare il patrimonio informativo** per trasformarlo nel carburante dell’**Intelligenza Artificiale** (AI). È da qui che passa la possibilità di costruire un nuovo futuro per il business, capace di coniugare innovazione, efficienza e capacità di anticipare il cambiamento.

È il messaggio emerso dall’**Oracle AI World Tour**, che ha fatto tappa a Milano il **1 aprile** come ultima fermata del **Tour 2026**. Un evento che, già nel titolo, segna la portata della trasformazione in atto: l’Intelligenza Artificiale non è una tecnologia tra le altre, ma un fattore destinato a **ridefinire profondamente modelli operativi**, aspettative e prospettive di crescita.

Come ha sottolineato **Carlota Alvarez Pedreira**, Vice President e Country Manager Italy di **Oracle**, siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione, che ha già **cambiato** il **modo di operare delle organizzazioni** e della stessa Oracle. In questo scenario, l’Italia si muove ancora a velocità variabile: accanto a realtà avanzate, persistono ritardi che rischiano di **rallentare la competitività del sistema**. Eppure, proprio nelle sfide più complesse, il tessuto imprenditoriale italiano ha dimostrato di saper esprimere il meglio di sé.

## Dall’infrastruttura alla strategia: il ruolo dell’AI nel business

Prima ancora dell’intelligenza, viene **l’infrastruttura**. È su questo punto che si innesta la visione di Oracle: costruire **basi tecnologiche solide e resilienti **per sostenere applicazioni sempre più avanzate. Solo a partire da questa capacità abilitante è possibile **liberare il potenziale dell’Intelligenza Artificiale**.

Come evidenziato da **Cormac Watters**, Executive Vice President e General Manager di **Oracle EMEA**, la vera discontinuità non riguarda tanto un incremento graduale delle aspettative, quanto un loro **completo reset**. L’AI rende oggi possibile ciò che fino a poco tempo fa appariva irraggiungibile, spostando il perimetro dell’azione aziendale. Le evidenze sono già tangibili. In ambito industriale, per esempio, la **capacità di diagnosi dei macchinari **può aumentare fino a cinque volte, consentendo alle organizzazioni di passare da una **logica** reattiva a una **predittiva e proattiva**. È un cambiamento che incide direttamente sulla **continuità operativa**, sulla gestione dei rischi e sulla qualità del servizio.

In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale non sostituisce l’**esperienza umana**, ma** la amplifica**. Come avvenuto nel passaggio dagli aerei a elica a quelli a reazione, che ha aperto nuove rotte e nuovi mercati, anche l’AI consente alle imprese di **esplorare possibilità prima inaccessibili**. Non si tratta di sperimentare una tecnologia emergente, ma di applicarla per risolvere problemi concreti, come **anticipare le interruzioni della supply chain** o migliorare la gestione delle informazioni distribuite. Il risultato è un progressivo spostamento dell’attenzione: meno attività operative e più spazio alla strategia, alle relazioni e alla capacità di immaginare nuovi scenari di sviluppo

## Cloud e AI: la tecnologia come abilitatore di nuove possibilità

Alla base di questa evoluzione si colloca un’infrastruttura capace di gestire grandi volumi di dati e di trasformarli in conoscenza. La **AI Data Platform, **una piattaforma progettata per aiutare le aziende a **connettere modelli di intelligenza artificiale** generativa con i loro **dati aziendal**i, rappresenta un elemento centrale. È il luogo in cui i dati vengono raccolti, integrati e resi disponibili per **alimentare modelli avanzati**.

L’adozione di **applicazioni basate su AI** sta accelerando rapidamente. Se fino al 2025 solo una quota limitata di organizzazioni utilizzava soluzioni agentiche, circa il 10%, oggi la diffusione ha raggiunto il 70%, segno di un **passaggio** dalla sperimentazione **all’adozione su larga scala**.

Gli **agenti AI**, in particolare, introducono un **nuovo paradigma operativo**: coordinano processi, aggregano informazioni e supportano le attività quotidiane, mentre alle persone resta il **presidio delle decisioni**. È in questa collaborazione tra umano e tecnologia che si gioca il futuro delle organizzazioni. L’obiettivo, in fondo, è rendere ‘**l’arte del possibile**‘ sempre più accessibile, abbassando le barriere tra idee e realizzazione.

## Dai modelli alla pratica: i casi di trasformazione

Se la visione strategica definisce la direzione, sono le **case history** a restituire la misura del cambiamento in atto. Nel settore del gioco regolamentato, l’evoluzione tecnologica si intreccia con una crescita significativa della base clienti e con un **contesto competitivo** sempre più intenso. Un operatore come **Flutter**, azienda che riunisce i brand Sisal, Snal e Poker Stars, ha dovuto affrontare una sfida chiara: **mantenere la leadership **attraverso l’**innovazione continua** di prodotti e servizi. **Mario Martinelli, **CTO Southern Europe and Africa di Flutter, ha ribadito dal palco che la **leadership** passa dall’**innovazione di prodotti e servizi**. Per sostenerla serve soprattutto innovazione tecnologica, in particolare per quanto riguarda la gestione di dati numerosi e complessi. Il passaggio al Cloud e la collaborazione con Oracle hanno reso possibile** gestire volumi di dati in forte espansione** e garantire aggiornamenti in tempo reale, fondamentali in ambiti come le scommesse sportive.  In questo senso, l’AI è una rivoluzione, al pari del mobile negli Anni 90, conclude il manager.

Nel settore assicurativo, la trasformazione è passata prima di tutto dalla governance e dalla gestione delle persone. In **Generali**, questo percorso ha preso forma già nel 2015 con l’avvio di una **progressiva centralizzazione dei sistemi HR**. Come ha spiegato **Alessandro Protasoni**, Group Head of Organization, Workforce Planning e HR Digital Process del Gruppo, fino a quel momento il modello si basava su una capogruppo leggera e su una forte autonomia delle realtà locali. Da lì in avanti, però, l’impostazione è cambiata: l’obiettivo è diventato **rafforzare il presidio centrale** e dare alla capogruppo un ruolo più attivo nel governo dell’organizzazione. È in questo contesto che viene introdotto un **sistema HR globale**. La piattaforma **Oracle HCM** ha consentito in questo senso di aumentare visibilità, velocità e flessibilità, offrendo al tempo stesso un supporto più strutturato alla gestione e allo sviluppo dei talenti. In parallelo, la **funzione HR **ha assunto un ruolo sempre più centrale anche nell’**accompagnare l’adozione dell’Intelligenza Artificiale**. La sfida riguarda sia i percorsi di reskilling e upskilling, sia la capacità diffusa di leggere e interpretare i dati. Il punto, però, non è moltiplicare i casi d’uso, ma **portarli a scala** laddove siano in grado di generare valore reale, dentro un modello d’impresa sempre più ibrido.

Nel mondo bancario, invece, **UniCredit** (gruppo composto da 14 banche europee) ha avviato un intenso lavoro di **unificazione e consolidamento dei dati**. In parallelo, il Gruppo ha avviato un percorso per riportare all’interno competenze strategiche e ha lanciato il **programma Unlimited**, pensato per trasformare il modo di lavorare dell’organizzazione. Come ha spiegato **Gabriele Chiesa**, CTO di Unicredit, sul fronte dell’AI, l’obiettivo è stato ampliare la possibilità per le persone di utilizzare **strumenti di produttività individuale** basati sull’Intelligenza Artificiale. In molti casi si tratta di tecnologie con cui le persone hanno già familiarità nella vita privata. La parte più complessa, però, non è stata l’adozione degli strumenti in sé, quanto il ridisegno dei processi e la loro revisione alla luce del supporto dell’AI. La domanda, ha concluso Chiesa, è dove e come l’AI Generativa possa essere applicata in modo efficace per **generare valore reale**.

## Una nuova frontiera per il business

L’**Intelligenza Artificiale** sta ridefinendo il modo in cui le organizzazioni operano, prendono decisioni e creano valore. Non si tratta solo di adottare **nuove tecnologie**, ma di sviluppare una capacità più ampia di leggere i dati, risolvere problemi complessi e immaginare nuove traiettorie di crescita. In questo percorso, **il vero fattore abilitante resta il dato**: solo trasformandolo in conoscenza e integrandolo nei processi aziendali è possibile sfruttare appieno il potenziale dell’AI.

È qui che si gioca la sfida dei prossimi anni. Non nell’adozione di singole soluzioni, ma nella capacità di costruire un ecosistema in cui tecnologia, competenze e visione strategica convergano per rendere possibile ciò che, fino a ieri, sembrava distante.

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