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title: L’algoritmo della competitività
description: La competitività dell’Italia dipende dalla capacità di rendere sistemica la trasformazione digitale. È questo il messaggio centrale del libro Intelligenza artificiale e competitività – Guida operativa per le imprese (Egea, 2025). Scritto da Stefano Da Empoli, Presidente dell’Istituto per la Competit...
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date: 2026-04-09
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# L’algoritmo della competitività

![L’algoritmo della competitività](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/04/Copertine-PdM-8-HxHL8B-1024x683.png)

La competitività dell’Italia dipende dalla capacità di rendere sistemica la **trasformazione digitale**. È questo il messaggio centrale del libro *Intelligenza artificiale e competitività – Guida operativa per le imprese* (Egea, 2025). Scritto da **Stefano Da Empoli**, Presidente dell’Istituto per la Competitività, think tank italiano focalizzato su digitale, energia e innovazione, e da **Luca Gatto**, docente alla Luiss Business School. “In Italia solo il 27% delle imprese con almeno 20 dipendenti utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale (AI), pur registrando in media un** incremento dei ricavi **del 12%. Se il 60% delle aziende adottasse l’AI entro il 2030, il **valore aggiunto complessivo** per il **sistema produttivo italiano **potrebbe superare i 1.299 miliardi di euro”, si legge nel volume.

Per accompagnare questa trasformazione, il testo si presenta come una **guida operativa**: un framework in **otto passaggi** che accompagna imprenditori e manager nel **percorso di introduzione dell’AI**. Dalla conoscenza delle tecnologie alla **valutazione dei rischi**, dall’etica alla gestione delle persone, fino ai temi della sostenibilità e dell’internazionalizzazione, il modello propone una** visione integrata **delle dimensioni tecnologiche, organizzative e strategiche.

La guida approfondisce anche gli **aspetti regolatori e di governance**: dalla compliance all’*AI Act*, alla gestione dei dati e ai modelli di risk management, offrendo indicazioni operative per **integrare etica e sostenibilità** nelle strategie aziendali. La chiave di lettura è sempre **l’equilibrio tra complessità e pragmatismo**. L’AI è, infatti, presentata come una tecnologia potente, ma non risolutiva da sola, che deve essere inserita in un disegno strategico coerente con le risorse disponibili e con gli obiettivi di lungo periodo.

## Le potenzialità dell’AI contro il crollo demografico

Il primo passo è riconoscere **gli ostacoli che frenano l’adozione dell’AI**. E il problema principale per le aziende italiane non è tanto tecnologico quanto **organizzativo**: molte imprese non sanno ancora come integrare queste soluzioni nei propri processi. Per questo diventa fondamentale individuare i punti di forza del sistema produttivo e valorizzarli. Tra questi, la **flessibilità organizzativa** delle imprese, la personalizzazione e creatività dei prodotti, la centralità del modello *business-to-business,* la **cultura della ‘co-opetition’** (crasi tra competizione e cooperazione) dei distretti industriali e la progressiva riduzione delle barriere tecnologiche grazie al cloud.

Chiariti i punti di forza e di debolezza, **la sfida per le aziende è duplice**. Da un lato, non farsi trovare impreparate di fronte a c**oncorrenti più grandi e meglio capitalizzati**; dall’altro, **evitare l’illusione** che l’AI possa **risolvere automaticamente problemi strutturali **di produttività o competitività. Si tratta di un percorso che richiede metodo e capacità di fare rete. In questo contesto il **ruolo delle politiche pubbliche** e delle associazioni di categoria diventa decisivo, perché serve un ecosistema capace di accompagnare le imprese per **facilitare l’accesso alle competenze** e **ridurre le barriere** all’adozione tecnologica.

Le opportunità, tuttavia, sono altrettanto significative. “Da un lato c’è l’esigenza, più che altrove, di recuperare **tassi di crescita della produttività **più elevati rispetto a quelli dell’ultimo trentennio, anche per sostenere una** dinamica salariale più favorevole**. Dall’altro, gli scenari demografici indicano che da qui alla fine del secolo, a parità di domanda di lavoro, non sarà possibile soddisfare pienamente le esigenze delle imprese, anche considerando una moderata immigrazione. Per questi due motivi le potenzialità dell’AI sono probabilmente** superiori in Italia rispetto ad altri Paesi**”, è la conclusione di Da Empoli e di Gatto.

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