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La sostenibilità passa dall’economia circolare

Natura. Innovazione. Impegno. La sostenibilità poggia su questi principi. Sempre più le aziende fanno propri metodi di lavorazione e produzione ecosostenibili, con lo scopo di ottimizzare la produzione, ridurre gli sprechi e diminuire l’impatto sul mondo che ci circonda. Le sfide ambientali e sociali che affrontiamo oggi portano alla necessità di un nuovo paradigma: l’economia circolare, una soluzione che coniuga sostenibilità, innovazione e competitività attraverso l’utilizzo di politiche green, ma anche etiche.

Applicare i principi dell’economia circolare implica ripensare il modo in cui si utilizzano le materie prime e l’energia, dalla coltivazione alla produzione, fino alla gestione dei rifiuti. In questo contesto, per esempio l’agricoltura sostenibile è una risposta nel rispetto delle risorse naturali. Non è un caso che l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) abbia definito cinque principi dell’agricoltura sostenibile che contemplano l’aumento della produttività e dell’occupazione, la protezione delle risorse naturali, il miglioramento dei mezzi di sussistenza, l’accrescimento della resilienza degli ecosistemi e l’adattamento delle governance alle nuove sfide. Anche gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu fanno riferimento all’agricoltura sostenibile (obiettivo due) all’industrializzazione sostenibile (obiettivo nove) e a modelli sostenibili di produzione e di consumo (obiettivo 12). Una filiera agroalimentare e industriale sostenibile, quindi, ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita umana e, al contempo, promuovere lo sviluppo economico.

In questa direzione va Riso Scotti, azienda alimentare italiana, con oltre un secolo e mezzo di storia, che raggruppa società specializzate nella coltivazione, ricerca e sperimentazione, lavorazione e trasformazione del riso. L’Italia è il primo produttore di riso in Europa, come si apprende dai dati diffusi dall’Ente nazionale risi; storicamente, il merito del primato è riconducibile al genio rinascimentale di Leonardo da Vinci che, grazie alle sue competenze ingegneristiche, ha contribuito a organizzare il territorio, a realizzare la canalizzazione e a dare la possibilità di creare la grande risaia d’Europa. “Leonardo ha inventato la produttività che conosciamo, il tessuto economico e sociale basato sulla produzione di riso che, da cibo per pochi eletti, è diventato un prodotto di largo consumo”, ha raccontato Barbara Frale, storica ed esperta della vita di Leonardo da Vinci durante l’evento dal titolo L’eco dell’acqua sulle vie del riso – Da Leonardo a oggi: la modernità a sostegno dell’ambiente svolto di recente a Milano e promosso da Riso Scotti.

Il ciclo produttivo dell’azienda pavese riprende i principi di Leonardo e della sostenibilità, che si basano sull’utilizzo degli elementi naturali nella logica dell’economia circolare. “La terra, in primis, è l’elemento da cui nasce il riso che arriva nello stabilimento e viene lavorato. Attraverso l’aria, poi, si ricava in modo completamente naturale il caldo per riscaldare lo stabilimento e il freddo per rinfrescarlo a seconda della stagione. Con il fuoco, la combustione della biomassa, sono state sviluppate soluzioni per l’autoproduzione dei vettori elettrici e per la generazione del vapore necessario nei processi produttivi. Infine, l’acqua, fonte di vita per il riso, è stata valorizzata grazie ad un impianto di potabilizzazione anaerobico che aiuta a produrre altra energia, e quindi altro riso”, ha spiegato Marco Zaninelli, Direttore Generale Industriale di Riso Scotti.

La sostenibilità incontra l’arte

Poi c’è l’incontro con la cultura, in particolare con l’arte. Infatti, come simbolo del ciclo sostenibile, davanti alla sede di Riso Scotti è stata installata una statua gigante di Leonardo da Vinci, realizzata dagli artisti Eleonora Francioni e Antonio Mastromarino. “Abbiamo deciso di posizionare l’opera di fronte alla sede perché è un forte simbolo e rappresenterà una continua fonte di ispirazione; inoltre è anche un omaggio alla città di Pavia che ne è promotrice; questo è l’inizio di un percorso”, ha dichiarato Dario Scotti, Presidente e Amministratore Delegato di Riso Scotti. L’iniziativa vuole rappresentare la prospettiva lungimirante dell’azienda, che punta a espandere sempre più la produzione anche oltre i confini europei. “Oggi noi esportiamo in 85 Paesi; vogliamo portare il riso italiano in giro per il mondo, unitamente alla tematica della sostenibilità di filiera”.

Sono una serie di anelli che si incrociano e che bisogna tenere insieme: arte, impresa, cultura, sostenibilità. La cultura e l’arte sono intese come mezzi per comunicare i principi della tutela dell’ambiente e della circolarità, prendendo in considerazione il riciclo dei materiali per realizzare opere d’arte su principi etici. “Siamo contenti dell’acquisizione della statua da parte dell’azienda e del fatto che la nostra opera sia il simbolo di un progetto. Si tratta di una statua ‘gigante’: attraverso il Gigantismo, un’arte che ha un’anima pop, vogliamo avvicinare il grande pubblico all’arte contemporanea”, ha dichiarato lo scultore Mastromarino. Come la produzione di Riso Scotti si basa, oggi, sui principi della circolarità, anche l’opera d’arte scelta dall’azienda come simbolo della sostenibilità è stata realizzata attraverso metodi e lavorazioni ecosostenibili. “Utilizziamo materiali da riciclo per essere in linea con la circolarità e dare un valore ecosostenibile alle opere”, ha concluso.

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