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title: In azienda vince chi fugge (dall’AI)
description: Un nuovo genere letterario è comparso sulla scena ed è la cosiddetta ‘lettera di dimissioni dal mondo dell’Intelligenza Artificiale (AI)’. Sempre più addetti ai lavori stanno facendo un passo indietro, abbandonando le aziende per cui operano. E anche se non è sempre possibile conoscere a fondo le mo...
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date: 2026-02-25
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/in-azienda-vince-chi-fugge-dallai/
categories: [Contenuti]
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# In azienda vince chi fugge (dall’AI)

![In azienda vince chi fugge (dall’AI)](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/02/intelligenza-artificiale-EK0u2H-1024x559.jpg)

Un nuovo genere letterario è comparso sulla scena ed è la cosiddetta ‘lettera di dimissioni dal mondo dell’**Intelligenza Artificiale** (AI)’. Sempre più **addetti ai lavori **stanno **facendo un passo indietro**, abbandonando le aziende per cui operano. E anche se non è sempre possibile conoscere a fondo le motivazioni – spesso si frappongono **accordi di riservatezza** tra lavoratori e aziende – si tratta di autentici spaccati di vita su quanto accade all’interno delle**organizzazioni di primo piano nel campo dell’AI**. 

Un esempio recente è quello di Mrinank Sharma, **ex ricercatore** dell’azienda statunitense leader della sicurezza dell’AI **Anthropic**. Sul social network ‘X’ ha postato una lunga lettera, perfino con riferimenti letterari ai poeti Rainer Maria Rilke e Mary Oliver, che è stata riportata dal quotidiano statunitense *Business Insider*. Sharma sottolinea sì l’importanza di lavorare, come nel suo caso, contro bioterrorismo e poli-crisi, ma **lancia un allarme: **“Ho sperimentato quanto sia difficile lasciare che siano **i valori che ci appartengono **a governare le nostre azioni”**.** Lasciando intendere come il progresso possa portare verso **scenari inquietanti**, che si spingono [troppo oltre](https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/se-lai-si-rivolta-il-killswitch-engineer-stacchera-la-spina/). 

## Le relazioni pericolose con i chatbot

Uno dei progetti a cui Sharma stava lavorando in Anthropic riguardava proprio l’analisi di come gli **assistenti AI **potessero **allacciare relazioni con gli umani** tali da **distorcerne la condizione di umanità**, scrive nella missiva. Senza sapere cosa gli sarebbe toccato successivamente. Non è un esempio isolato: anche lo stesso CEO di OpenAI Sam Altman aveva accennato**ai rischi legati a uno sviluppo troppo veloce e senza regole **dell’Intelligenza Artificiale**. **

In tutte le dichiarazioni il punto in comune è lo stesso: il timore che chi è a capo di queste aziende non stia facendo abbastanza per **mitigare i rischi dei potenziali danni di un’AI senza controllo**. Scrive ad esempio **Dylan Scandinaro**, passato da Anthropic a una posizione apicale in OpenAI: **“L’AI avanza rapidamente. **I potenziali benefici sono enormi, ma sono tali anche i **rischi di estremi e irreparabili danni**”.Gli fa eco **Daniel Kokotajlo**, dimissionario sempre da OpenAI: “I loro sistemi potrebbero essere i [migliori mai messi in campo dall’umanità](https://www.paroledimanagement.it/organizzazione/lavorare-e-apprendere-nellera-dellai-generativa/), ma anche i peggiori se non **procediamo con accortezza**”. E ancora il ricercatore **Steven Adler**: anche lui ha detto addio all’azienda fondata da Altman, adducendo più o meno sempre le stesse ragioni: **“Sono terrorizzato dal ritmo di crescita dell’AI”.** Chiedendosi se si tratta di una tecnologia in grado, un domani, di fare fuori l’umanità.

## Si aggiunge il problema degli ads

**OpenAI **è tra la società che più di tutte sta subendo un’**ondata di abbandoni**, o per dimissioni o per licenziamenti. E adesso alle preoccupazioni se ne aggiunge un’altra: l’annuncio dato dall’azienda che comincerà a** inserire pubblicità all’interno di ChatGPT. **È a quel punto che Zoë Hitzig ha deciso di andarsene. In una lettera pubblicata dal *Times* mette in guardia proprio dai potenziali effetti dell’utilizzo degli ads come substrato a una conversazione con un chatbot**: **“Gli **utenti di ChatGpt** hanno creato **un archivio che non ha precedenti,** in cui peraltro dimostrano **tutto il loro candore**”.

Sono ingenui, in poche parole: “Perché **credono che la piattaforma non abbia scopi** che vanno oltre quel dialogo”. Mentre OpenAI, così come già fatto da Facebook, sta già pensando a come **inserire meccanismi** che possano **manipolare le decisioni dell’utente, **anche riguardo i suoi acquisti. La chiosa alla lettera del ricercatrore Mrinank Sharma assume contorni ancora più cupi. La citazione è infatti di una poesia di William Stafford, che recita più o meno così: **“Le tragedie accadono. Nulla di ciò che fai può fermare lo svolgersi del tempo”.  **

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