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title: Il networking funziona ancora?
description: Le attività di networking tra imprenditori sono una delle attività chiave per chi fa impresa.
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date: 2026-02-09
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Il networking funziona ancora?

![Il networking funziona ancora?](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/02/pexels-ketut-subiyanto-4963433-a76sjJ-1024x683.jpg)

**Le attività di networking tra imprenditori sono una delle attività chiave per chi fa impresa.** A sostenerlo è un approfondimento della MIT Management Executive Education, che riferisce di come l’entrata in un ecosistema di relazioni può fornire accesso a informazioni, opportunità e alle giuste connessioni nel momento in cui servono.

Quindi, se da un lato l’imprenditorialità nasce da idee e progetti personali, dall’altro non significa che debba necessariamente essere un percorso solitario. “**Gli eventi di networking possono dare vita ad alleanze strategiche e partnership **in grado di rafforzare le capacità dell’azienda e ampliarne la presenza sul mercato”, si legge in uno studio della University of Cincinnati, che conferma l’interesse accademico sul tema.

Questo approccio è senz’altro più diffuso nel mondo anglosassone. In Italia è praticato, ma con caratteristiche culturali e strutturali diverse. Spesso si basa su relazioni personali consolidate, fondate su fiducia e reciprocità, più che su scambi rapidi e formali. Eppure, il terreno non manca: **l’Italia è tra i Paesi leader in Europa per tasso di imprenditorialità, con oltre 4,8 milioni di imprenditori **(secondo i dati Istat 2021). Una densità che favorisce la nascita di reti, soprattutto locali e territoriali.

## L’esperimento in Veneto con la comunità di imprenditori

In questo contesto si inserisce l’esperienza di** AdHoc Group, network italiano di imprese e imprenditori.** Martina Agrizzi, oggi alla guida dell’azienda fondata dal padre Giordano, racconta a *Parole di Management* la parabola evolutiva che ha portato la sua impresa ad abbracciare in modo strutturato il concetto di **networking come propulsore di valore per le organizzazioni**.

La storia di AdHoc nasce dall’esperienza imprenditoriale di Giordano Agrizzi. Giovanissimo, creò un’azienda di successo nel settore degli arredi di design;** la crescita, però, fu troppo rapida e non sostenuta da competenze gestionali**. E il risultato fu un doloroso fallimento. Ripartito da zero, a 45 anni decise di fare tesoro degli errori del passato, intraprendendo un percorso di formazione profondo (tra filosofia, psicologia e storie di grandi imprenditori) con **l’obiettivo di costruire un modello diverso da quello percorso in precedenza**.

“Mio padre ha capito che nel sistema impresa italiano, e in particolare** nel Nord Est, ci sono una serie di elementi distonici, che portano gli imprenditori a ripetere gli stessi errori** in cui era caduto lui stesso. Per questo ha voluto creare un luogo fisico dove riunire altri imprenditori che a loro volta abbiano la percezione del fatto che si possa vivere in maniera diversa, sia la propria vita, sia il fare impresa”, racconta Martina Agrizzi.

## L’evoluzione del modello di business: dal networking al servizio

AdHoc è nata quindi dalla volontà di **creare un ambiente dove gli imprenditori potessero condividere esperienze autentiche**, superando la facciata del successo a tutti costi. L’obiettivo era creare una comunità basata su appartenenza e valori condivisi, non un semplice network.

Nel 2020, quando l’azienda passa alla direzione di Martina Agrizzi, si è configurato un cambio di paradigma nella strategia aziendale. **Il networking, pur rimanendo centrale, era chiaro che non bastasse più. **AdHoc si è ripensata come una cassetta degli attrezzi con strumenti diversi a disposizione delle aziende socie, integrando al proprio interno percorsi di formazione per soddisfare i bisogni delle aziende.

“**AdHoc School è un progetto rivolto a imprenditori e manager** che faticano ad applicare le nozioni apprese; il metodo **si basa su profilazioni attitudinali ed esercizi pratici mirati **che obbligano i partecipanti a implementare i concetti studiati (creare un organigramma, delegare una funzione) fino al completamento, per superare il divario tra teoria e pratica”, precisa l’imprenditrice. “Per far nascere le relazioni non basta creare un evento e far conoscere gli imprenditori. Il semplice scambio di biglietti da visita non è più sufficiente, e questo è il limite del networking”.

Agrizzi ha quindi affiancato ai Work Group (il format storico dell’azienda, che prevede una serata di networking al mese accompagnata da uno speech a tema) gli Special Event a carattere esperienziale. “**Durante questi eventi speciali, i soci AdHoc sono accompagnati in visita all’interno di aziende del territorio** che si sono distinte per merito e innovazione e hanno la possibilità di incontrare e dialogare con le figure apicali”, racconta ancora l’imprenditrice. Inoltre, le attività di formazione e servizi per le aziende aprono numerose possibilità di creare servizi spinoff pensati per generare valore concreto per i soci: “**Abbiamo creato un Book Club, che è diventato uno degli appuntamenti più apprezzati** della community, un format che unisce cultura, confronto e relazione, capace di generare numerose connessioni professionali tra i partecipanti. **Accanto a questo, è in fase di avvio *Succedo***, progetto sviluppato insieme alla Professoressa Daniela Lucangeli e in collaborazione con Mind4Children, **dedicato al passaggio generazionale nelle imprese familiari**. Si tratta di un percorso pionieristico in Italia, che affronta questo momento cruciale non solo dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto relazionale”.

## Forma Aquae, la connessione che diventa valore

Se il networking funziona davvero lo si capisce nei momenti in cui **una relazione smette di essere un contatto e diventa un’opportunità concreta**. È ciò che è accaduto a** Forma Aquae,** azienda attiva nell’arredo bagno B2B**,** entrata in contatto con AdHoc proprio durante uno Special Event. Paolo Mari, titolare dell’azienda, racconta che l’esigenza iniziale era semplice: uscire dal perimetro della propria realtà per cercare idee e confronto: “**Avevo bisogno di dialogare con altri imprenditori.** La visita in un’azienda del territorio mi ha fatto capire quanto sia utile parlare direttamente con chi guida un’organizzazione, vedere i flussi, ascoltare scelte e criticità.** È un modo per rompere l’isolamento e superare quella visione inevitabilmente** parziale che si ha restando chiusi nella propria azienda”.

Da quell’incontro, il rapporto si è evoluto in un percorso strutturato: Forma Aquae si è affidata ad AdHoc per alcune attività di formazione, prima sul management e poi estendendole anche ai collaboratori. **“Nel B2B il fattore umano resta il perno del successo:** non basta saper fare, conta soprattutto saper essere. Intelligenza emotiva, empatia e capacità di costruire relazioni autentiche sono sfide decisive e, spesso, veri indicatori del futuro di una PMI”, aggiunge l’imprenditore.

Per Mari e Agrizzi il punto è chiaro: nell’era dell’Intelligenza Artificiale (AI), la tecnologia può accelerare processi, ma non sostituire ciò che rende solide le reti tra imprese. **Fiducia, confronto e relazione.** Ed è proprio qui che il networking ritrova la sua funzione originaria: non collezionare contatti, ma** attivare connessioni utili e durature**, capaci di generare idee, competenze e scelte migliori.

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