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title: Il lavoro fa svoltare a destra la Germania
description: Non è certo l’unico fattore che ha influito sulla vittoria di Alternative für Deutschland (AfD) nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt. Ma il lavoro ha fatto la sua parte nel consegnare al partito di ultradestra tedesca guidato da Ulrich Siegmund una vittoria che si preannuncia storica. Senza v...
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date: 2026-09-08
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/il-lavoro-fa-svoltare-a-destra-la-germania/
categories: [Contenuti]
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# Il lavoro fa svoltare a destra la Germania

![Il lavoro fa svoltare a destra la Germania](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/09/Copertine-PdM-1-8GpcEK-1024x683.jpg)

Non è certo l’unico fattore che ha influito sulla **vittoria di Alternative für Deutschland (AfD) nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt**. Ma il lavoro ha fatto la sua parte nel consegnare al partito di ultradestra tedesca guidato da Ulrich Siegmund una **vittoria che si preannuncia storica**. Senza voler approfondire le implicazioni politiche del risultato – non è un tema per il nostro quotidiano – la nostra attenzione va al **lavoro, che in questa tornata elettorale ha avuto un peso rilevante**.

Secondo l’analisi dei flussi elettorali del *Corriere della Sera*, **l’AfD ha spopolato tra gli operai**, raccogliendo quasi il 60% dei loro voti. D’altra parte, non è un mistero che scelte come il Green Deal europeo abbiano messo **in ginocchio interi settori industriali**, a partire dall’Automotive tedesco, che ha poi trascinato con sé tutte le aziende della filiera. Ma questa è solo una parte della questione.

## Il lavoro che manca

Il lavoro, dicevamo. Ampliando lo sguardo, è bene condividere lo stato dell’economia, visto che in **moltissimi lavoratori hanno dichiarato di sentirsi insoddisfatti della propria situazione finanziaria**. Ed è stato soprattutto su questi elettori che l’AfD ha costruito la sua vittoria, lasciando le briciole a quei partiti che storicamente hanno rappresentato i lavoratori tedeschi. È un dato che conferma la **distanza tra una certa parte politica e chi vive di lavoro** (manuale, in questo caso).

In Sassonia-Anhalt, secondo i dati di agosto 2026, il **tasso di disoccupazione è dell’8,2%**, ben oltre la media nazionale tedesca (6,5%); il **Prodotto interno lordo regionale è fermo a 81,8 miliardi di euro** (dati 2025), con una contrazione dello 0,2% su base annua, mentre il **reddito medio per occupato (83.099 euro) è sensibilmente inferiore alla media** della Germania (97.210 euro). A tutto questo si aggiunge un paradosso che riguarda anche l’Italia (con numeri diversi): nonostante i disoccupati, **mancano circa 14mila lavoratori specializzati**. Insomma, il lavoro ci sarebbe, ma non ci sono le competenze che servono.

È su questo terreno già fragile che si è innestata la **crisi dell’Automotive**, settore che pesa sull’economia tedesca più che su qualsiasi altro Paese europeo. È recente la notizia che Volkswagen, primo gruppo automobilistico del Vecchio Continente, **sta studiando tagli fino a 50mila posti di lavoro entro il 2030**, per far fronte alle perdite economiche (nel 2025 il risultato operativo è sceso da 19,1 a 8,9 miliardi di euro). Numerose sono le cause che hanno generato la crisi, tra questi: i dazi statunitensi, la **sovracapacità produttiva europea**, la domanda di auto elettriche più debole delle attese e la pressione dei costruttori cinesi. La stessa **transizione verso l’elettrico del Green Deal europeo** è dunque andata a intrecciarsi con fattori di mercato e geopolitici ben radicati.

## La solitudine dell’operaio

Nella sua riflessione sul risultato elettorale in Sassonia-Anhalt, **Francesco Seghezzi, Presidente di Adapt** – il centro studi sul lavoro e le relazioni industriali che porta avanti l’eredità di Marco Biagi – ha spiegato con chiarezza **la trasformazione più profonda della società tedesca**: la fabbrica fordista produceva una particolare struttura delle relazioni sociali, che l’industria di oggi – frammentata, terziarizzata, sempre più digitalizzata – ha invece dissolto, **lasciando i lavoratori soli di fronte all’insicurezza economica**, alla paura della tecnologia e della transizione ambientale. Per Seghezzi, è su questo terreno che **partiti populisti come l’AfD hanno trovato terreno fertile**, proponendo spiegazioni immediate e nette a problemi complessi.

**Di lavoro, nelle campagne elettorali, si parla pochissimo**. E quando se ne parla, di solito è per normarlo: nuovi diritti, nuove tutele, nuovi vincoli. **Molto meno spazio ha la discussione su come il lavoro si genera** e si difende davvero, con piani industriali seri e investimenti concreti. È un cortocircuito che l’Automotive tedesco ha mostrato con chiarezza: **si è continuato a normare** un settore che, nel frattempo, ha perso competitività e posti di lavoro veri. **Senza lavoro, i diritti spariscono da soli**. E credere alle spiegazioni facili ai problemi complessi è una tentazione pericolosa. In Sassonia-Anhalt, qualcuno era pronto a offrire (anche) queste risposte.

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