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Il futuro dell’Industria 4.0 è l’integrazione delle tecnologie di produzione

All’inizio era un’opportunità, ora è diventata una necessità. Da qualche anno si è sviluppata la tendenza dell’Industria 4.0, che integra le nuove tecnologie nella produzione per migliorare i processi di lavoro. Ma questa trasformazione è un cambiamento di mentalità: si tratta di ridefinire i processi di lavoro in un’ottica intelligente; le tecnologie come Intelligenza Artificiale (AI), Machine learning, Data analytics, invece, sono abilitatori di questa rivoluzione.

Applicando le nuove tecnologie, si migliorano i processi di efficienza e di efficacia. A confermarlo è Alfio Nucifora, Head of Innovation di Var Bms, azienda che si occupa di supportare le Piccole e medie imprese (PMI) nel percorso di digitalizzazione del business attraverso soluzioni e tecnologie innovative. “Oggi le tecnologie intelligenti sono sempre più accessibili, anche per le PMI, che devono fare i conti con un capitale relativamente ridotto; per questo, spesso, c’è un gap tra le competenze che il personale possiede e quelle che oggi vengono richieste, che deve essere colmato attraverso training o assunzione di nuovo personale”. Anche le mansioni, dunque, evolvono. “Si percepisce un passaggio dallo svolgimento di attività routinarie a uno scenario in cui il personale contribuisce a dare valore aggiunto”.

I temi saranno trattati durante la tappa virtuale del 22 giugno 2021 Fabbrica Futuro – Idee e strumenti per l’impresa manifatturiera organizzato dalla casa editrice ESTE e dal titolo Intelligenza artificiale e Data analytics per progettare prodotti e servizi.

Le tecnologie sono quindi da considerare come il potenziamento delle capacità degli esseri umani e non come una perdita di posti di lavoro; se non altro, l’interazione umani-macchina è destinata a crescere costantemente e sarà necessario adeguarsi all’innovazione. “In una prospettiva futura, grazie all’AI basata sull’elaborazione di un’enorme quantità di dati, la macchina in autonomia riuscirà a impostare i settaggi sulla base della disponibilità delle risorse”, ha continuato Nucifora. “Oggi chiediamo alle persone di capire la macchina, in futuro la macchina capirà l’essere umano”.

Fare previsioni con le nuove tecnologie

A proposito di dati, con le nuove tecnologie l’AI è in grado di integrarsi direttamente nel software di analisi dei dati. Maurizio Romeo, Analytics Project Leader di Var Bms, è un esperto di Data analytics: “L’integrazione di nuove tecnologie e dati consente di sviluppare analisi smart: si connette il sistema con le diverse fonti dati e automaticamente vengono trovate possibili correlazioni; in questo modo, si può analizzare il dato da punti di vista differenti e in modo più completo”.

Con una maggiore consapevolezza e una visione più precisa del dato, è possibile fare previsioni ed essere più competitivi. “Fino a oggi molte aziende erano abituate a guardare solo verso il passato: si analizzavano i dati storici, ma quello che mancava era una visione orientata al futuro”, ha continuato Romeo. Si passa, quindi, dalla Classic analytics all’Advanced analytics, che consente di prevedere il futuro sfruttando le nuove tecnologie. Si possono avere dati sulla performance della singola macchina e, attraverso questi, predire un’eventuale rottura, riducendo così gli sprechi. “Tramite la sensoristica si può valutare l’usura del singolo componente: capirlo in anticipo consente di non arrivare a danni ‘gravi’ e quindi avere tempi lunghi di fermo macchina, che portano inevitabilmente a costi più alti”.

Piattaforme e strumenti a supporto dell’essere umano

In questo senso, per esempio, agiscono le piattaforme IoT, utilizzate dalle aziende per analizzare i dati provenienti dalla linea produttiva; queste soluzioni servono a creare dashboard che si collegano direttamente alle macchine e che misurano i valori del loro funzionamento. “C’è un monitoraggio in tempo reale e se vengono superate determinate soglie, si attiva un sistema di alert. La manutenzione predittiva ha notevoli vantaggi rispetto a quella reattiva, perché consente di accorgersi in anticipo di eventuali malfunzionamenti”, ha continuato Nucifora.

Altri esempi legati all’interfaccia con le macchine sono gli assistenti virtuali. “Se a un operatore della Logistica, per esempio, manca un pezzo per assemblare un prodotto, può rivolgersi al chatbot chiedendo ciò che necessita; di solito, queste informazioni sono di difficile reperibilità, ma tramite questi dispositivi si ha un netto vantaggio”, spiega l’Head of Innovation di Var Bms.

Ma non solo: anche la Realtà Aumentata è un valido supporto per gli operatori di magazzino che lavorano per lo spostamento di merci. “Le applicazioni basate su funzionalità di video-riconoscimento e Realtà Aumentata, utilizzabili tramite gli occhiali smart o i tablet, individuano l’ubicazione delle merci a diversi metri di distanza: l’operatore, quindi, riceve la lista dei pezzi da prelevare e il supporto lo guida in maniera inequivocabile. In questo modo, si minimizzano i tempi di prelievo e non si commettono errori”, ha concluso Nucifora.

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