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title: Il buco nero della trasparenza salariale
description: In Italia, sei lavoratori su 10 dichiarano di non sapere cosa prevede la Direttiva europea sulla trasparenza retributiva e quali nuovi diritti introdurrà a partire da giugno.
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date: 2026-05-12
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Il buco nero della trasparenza salariale

![Il buco nero della trasparenza salariale](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/05/Copertine-PdM-44-LnRkTF-1024x683.png)

In Italia, **sei lavoratori su 10 dichiarano di non sapere cosa prevede la Direttiva europea sulla trasparenza retributiva **e quali nuovi diritti introdurrà a partire da giugno**.  È il dato che emerge dall’edizione 2026 di** ***HR & Payroll Pulse***, **la ricerca condotta da SD Worx**, fornitore europeo di soluzioni HR e payroll, su un campione di 16.500 lavoratori e 5.936 responsabili HR in 16 Paesi europei.

Guardando alla propria busta paga, **solo il 37% dei lavoratori italiani ritiene che la retribuzione sia proporzionata alle mansioni svolte**, mentre il 34% la considera inadeguata e quasi uno su tre assume una posizione neutra. La percezione migliora lievemente se il confronto avviene con colleghi in ruoli simili, ma resta comunque bassa: solo il 44% parla di equità retributiva interna a prescindere dal genere e dal ruolo. **Si scende al 40% nel caso delle donne** e al 35,5% dei dipendenti 45-49enni. **In Europa la percentuale media (uomini e donne) è maggiore: 52%.**

**Più ottimista la visione dei datori di lavoro: il 63% italiano è convinto di offrire una retribuzione giusta** ai propri dipendenti. In media, però, il 13% delle aziende europee, così come di quelle italiane, riconosce esplicitamente di non garantire una retribuzione pienamente equa.

## Trasparenza retributiva: più promessa che realtà

**La Direttiva Ue sulla trasparenza retributiva nasce con l’obiettivo di colmare il *gender pay gap*** e garantire criteri salariali chiari, accesso alle informazioni e misure correttive concrete. Ma per molti lavoratori italiani, oggi, questi principi restano astratti.** Solo il 40% dei dipendenti italiani afferma di conoscere la normativa**, un dato che diminuisce sia tra gli under 25 (al 37%) che tra i 50-54enni (34%).

Ancora più evidente il divario tra intenzioni e prassi: **solo il 32% dei lavoratori percepisce un impegno reale da parte della propria azienda **nel monitorare e correggere le disuguaglianze salariali. La distanza si amplia ulteriormente guardando alla lente di genere: tra le donne, la fiducia scende al 26%, uno dei dati più bassi in Europa.

Dallo studio, emergono evidenze che dimostrano che** la Trasparenza salariale non è solo un obbligo normativo, ma può essere una leva concreta di fiducia**, attrattività e retention dei talenti. Il 59% dei lavoratori italiani infatti considera la** trasparenza retributiva (molto) importante nella scelta del futuro datore di lavoro**. Nel caso delle lavoratrici, la percentuale sale al 62% e cresce al 64% per i dipendenti (uomini e donne) delle microimprese, con meno di 10 addetti, e al 60% tra chi è impiegato in aziende che ne hanno tra 10 e i 49.

*“*Le aziende devono partire dalle fondamenta, ossia architetture professionali chiare, criteri retributivi trasparenti, fasce salariali ben definite, ed esaminare attentamente i principali processi HR, come assunzioni, promozioni e valutazione delle performance. – afferma **Chiara Valdata, People Director di SD Worx Italy**. “Le decisioni salariali devono essere coerenti, motivate e comunicabili anche internamente. Superare una logica di mera compliance significa costruire una politica retributiva credibile, sostenibile e orientata alla fiducia, in cui le persone si sentono trattate realmente in modo equo.”

## Le aziende si sentono pronte, ma i lavoratori non se ne accorgono

Dal lato imprese, il quadro appare decisamente più ottimistico. Solo una su dieci ammette di non avere ancora intrapreso misure concrete o sufficienti per essere pienamente conformi, il 27% si considera solo parzialmente conforme, mentre** il 64% delle organizzazioni italiane si dichiara pronto per la trasparenza retributiva**. Percentuale che sale al 71% tra le aziende con più di 1.000 dipendenti. Fotografia che appare molto simile a quella della media europea.

Eppure, in Italia,** solo il 23% delle aziende mette a disposizione strumenti concreti** (come dashboard o sistemi strutturati) che permettano ai lavoratori di comprendere davvero le politiche salariali. Nelle PMI sotto i 100 dipendenti, il dato crolla al 6%. Ma per le aziende sotto i 250 dipendenti, l**a legislazione italiana prevederà uno [slittamento degli obblighi al 2031](https://www.paroledimanagement.it/risorse-umane/trasparenza-salariale-litalia-fa-sul-serio-solo-con-le-grandi/)**.

“La pay transparency è un tema sempre più rilevante per le aziende. I risultati della ricerca *HR & Payroll Pulse* mostrano come, a fronte di una diffusa percezione di preparazione, emerga ancora una **distanza significativa nell’adozione di strumenti concreti e nella comunicazione delle politiche retributive ai dipendenti**, chiamando le organizzazioni a confrontarsi con nuove e crescenti aspettative in termini di trasparenza”, commenta **Claudia Coluccia, referente per la trasparenza salariale di SD Worx Italy**.

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