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title: "Il 2026 del lavoro: che anno sarà?"
description: Il dopo pandemia ha ridisegnato gli schemi, specialmente per il mondo del lavoro. E se il 2024 si è dimostrato un anno complesso per chi fa impresa (ma pure per chi ci lavora), quello successivo, il 2025, si è invece imposto come il momento della ripresa del controllo. Ma quali sono le lezioni di cu...
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date: 2026-01-13
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/il-2026-del-lavoro-che-anno-sara/
categories: [Contenuti]
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# Il 2026 del lavoro: che anno sarà?

![Il 2026 del lavoro: che anno sarà?](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/01/Lavoro_2026-scaled-P1Twss-1024x683.jpg)

**Il dopo pandemia ha ridisegnato gli schemi**, specialmente per il mondo del lavoro. E se il 2024 si è dimostrato un anno complesso per chi fa impresa (ma pure per chi ci lavora), quello successivo, il 2025, si è invece imposto come il momento della ripresa del controllo. **Ma quali sono le lezioni di cui fare tesoro **per affrontare il 2026?

**Ecco alcune regole da applicare nell’ambito dell’occupazione**. Le ha stilate il *Financial Post*: sono pensate per la società Usa, ma possono valere anche da noi e salvaguardare dai guai, perfino giudiziari (se per esempio un dipendente si mette di traverso…). 

## La fine del lavoro da remoto e la minaccia dell’AI

**Lo Smart working non è più sacro**. Una modalità che ha eroso le possibilità di supervisione e in alcuni casi peggiorato le performance. **Ha senso quindi che le imprese abbiano chiesto alle persone di tornare in ufficio**. Ma con un accorgimento: **le regole del gioco devono essere chiare** fin da subito, soprattutto su come organizzarsi in futuro. Altrimenti si finirà per scontrarsi. 

L’Intelligenza Artificiale (AI) è arrivata per restare. Aumenta l’efficienza e riduce i costi. Ma gli imprenditori che lasciano decidere ai robot stanno giocando con il fuoco: l**’AI dipende dall’elaborazione di dati storici**. Per questo le decisioni in generale, ma soprattutto quelle legali, su assunzioni e licenziamenti, **non possono provenire da un algoritmo**, ma devono essere prese dagli umani, o il rischio è di scivolare nel contenzioso legale.

## Attenzione a gestire le persone

Dei benefici del preavviso di licenziamento (senza giusta causa) ne possono beneficiare tutti, sia imprenditori sia lavoratori perché **garantiscono a entrambi un periodo di transizione. **Finora se ne è fatto un limitato uso, ma è ora di cambiare registro. 

Sul fronte sindacati è emerso che, almeno negli Usa, non si limitano più a chiedere tavoli di confronto. Nel 2025 sono **entrati anche nelle dinamiche della geopolitica** e con gli scioperi generali messi in campo hanno dimostrato **quanto possono incidere non solo sui lavoratori**, ma sulle vite di ognuno. 

Non è stata una novità, ma è bene ribadire che tocca anche agli imprenditori vigilare sulla possibile presenza di **comportamenti tossici in azienda **come hanno dimostrato alcuni casi negli Usa, dove si sono verificati licenziamenti dovuti ad alcuni commenti sessisti all’interno di chat private. Per esempio, il tribunale dell’Ontario ha stabilito **l’obbligo di controllo per i manager**, anche laddove non vi sia una richiesta esplicita da parte della vittima. 

C’è ancora da lavorare sul fronte ‘dipendenti’ e ‘freelance’. Di certo non sono le aziende a stabilire la verità: se è dimostrato che se **da parte dell’impresa c’è controllo, dipendenza e integrazione del lavoratore,** la condizione di subordinazione risulta in essere, al di là di quello che dicono le carte. E il rischio di perdere in giudizio si fa alto. 

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