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title: Green economy, piace ma (ancora) non decolla
description: Qualche progresso significativo, ma anche ritardi e criticità ancora aperte. È questo, in sintesi, il quadro della Green economy, emerso dall’analisi della nuova edizione degli Stati Generali della Green Economy, l’appuntamento nazionale dedicato alla sostenibilità ambientale e alla transizione ecol...
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date: 2025-11-10
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Green economy, piace ma (ancora) non decolla

![Green economy, piace ma (ancora) non decolla](https://www.este.it/wp-content/uploads/2025/11/Pichetto_Fratin-scaled-vw0A7n-1024x739.jpg)

Qualche **progresso significativo, ma anche ritardi e criticità** ancora aperte. È questo, in sintesi, il **quadro della Green economy**, emerso dall’analisi della nuova edizione degli *Stati Generali della Green Economy*, l’appuntamento nazionale dedicato alla **sostenibilità ambientale e alla transizione ecologica** che si è tenuto durante l’ultima edizione di Ecomondo a Rimini. L’incontro è stato promosso dal Consiglio nazionale della Green economy e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

**Nel 2024 le emissioni di gas serra sono diminuite**, ma troppo poco: solo il 2% in un anno e molto meno rispetto al 2023. **I consumi di energia sono tornati a crescere**, soprattutto negli edifici e nei trasporti, mentre il consumo di suolo continua ad aumentare. L’Italia, inoltre, resta **dipendente dall’importazione di energia dall’estero** e mantiene il primato europeo per numero di auto: 701 ogni 1000 abitanti.

Non mancano, però, i segnali positivi. **La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili** ha raggiunto il 49% del totale nazionale, l’agricoltura biologica è cresciuta del 24% nell’ultimo anno e l’Italia resta leader in Europa per economia circolare, con **tassi di riciclo tra i più alti del Continente**. Così ha commentato Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: “Abbiamo **leadership in settori chiave come l’Economia circolare** e possiamo guidare una transizione realistica e pragmatica, fondata su innovazione, crescita sostenibile e sicurezza energetica”.

## L’Italia deve accelerare sulla riduzione delle emissioni

Dal 1990 al 2024 **l’Italia ha ridotto le emissioni del 28%**, ma per raggiungere l’obiettivo europeo del -43% entro il 2030 è necessario accelerare, tagliando un ulteriore 15% nei prossimi sei anni. **Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato**, con oltre 3.600 eventi climatici estremi, quattro volte più del 2018.

Sul fronte energetico, nonostante la crescita delle rinnovabili, il primo semestre del 2025 mostra un **rallentamento del 17% nelle nuove installazioni di eolico e fotovoltaico**, anche per la fine del Superbonus 110% e per vincoli regionali.

In ambito di economia circolare, l’Italia mantiene performance eccellenti: **produttività delle risorse in aumento del 32%** e tasso di riciclo complessivo all’86%. Tuttavia, il mercato delle materie prime seconde, in particolare della plastica riciclata, è in crisi e rischia di compromettere i risultati raggiunti.

**La mobilità sostenibile resta una delle maggiori criticità**. L’Italia detiene il record europeo per numero di auto, ma la produzione nazionale è ai minimi storici. **Le vetture elettriche rappresentano solo il 7,6% delle vendite**, sotto la media Europea (22,7%). Il parco auto è alimentato per l’82,5% da benzina e diesel e l’età media dei veicoli è di 12,8 anni, segno di un rinnovo troppo lento.

## Eventi estremi, ‘la nuova peste’ per l’Agricoltura

Il **settore agricolo è tra i più colpiti dal cambiamento climatico**: dal 1980 al 2023 i danni causati da eventi estremi hanno raggiunto 135 miliardi di euro, ma cresce il biologico. Nel 2024 le superfici certificate e in conversione hanno superato i 2,5 milioni di ettari, con Sicilia, Puglia e Toscana in testa. **Il consumo di suolo resta elevato**, con 64,4 chilometri quadrati di territorio cementificati tra il 2022 e il 2023 (circa 18 ettari al giorno). Le città più impermeabilizzate sono Napoli (34,7%) e Milano (31,8%), mentre Messina, Reggio Calabria e Palermo presentano i valori più bassi.

Le città italiane, particolarmente esposte agli **effetti del cambiamento climatico**, hanno mostrato grande dinamismo grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel 2024 oltre il 90% della popolazione urbana ha vissuto spesso a **temperature superiori ai 40 gradi**.

Molti Comuni hanno avviato progetti per la **gestione innovativa dei rifiuti**, il potenziamento del trasporto pubblico e la valorizzazione del verde urbano. Tuttavia, dal 2026, con la **fine dei fondi del Pnrr**, serviranno nuovi strumenti di finanziamento per non fermare la transizione ecologica avviata. E si spera che 2026 si apra sotto una nuova luce con formule meno contorte rispetto a quanto è successo con il Piano Transizione 5.0.

“Conviene o no all’Italia **rallentare la transizione verso una Green economy decarbonizzata e circolare?** Noi riteniamo di no”, ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Ronchi ha sottolineato come i progetti del Pnrr, grazie al loro contenuto ambientale, abbiano avuto un **impatto positivo sull’economia italiana**, evitando stagnazione o recessione e contribuendo al contenimento del deficit. “Per un Paese come il nostro, al centro dell’hot spot climatico del Mediterraneo, **la transizione energetica è di vitale importanza**”.

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