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title: Governare l’AI è un gioco di potere
description: C’è un merito che va riconosciuto subito al libro Il futuro non è un algoritmo. Viaggio tra tecnologia, crisi e desiderio di senso. In questo saggio, l’Intelligenza Artificiale (AI) è esaminata da un punto di vista etico, culturale e politico, non solo come un ‘gadget’ per accelerare le prestazioni...
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date: 2026-04-28
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/governare-lai-e-un-gioco-di-potere/
categories: [Contenuti]
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# Governare l’AI è un gioco di potere

![Governare l’AI è un gioco di potere](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/04/Copertine-PdM-17-ExvjYB-1024x683.png)

C’è un merito che va riconosciuto subito al libro *Il futuro non è un algoritmo. Viaggio tra tecnologia, crisi e desiderio di senso*. In questo saggio, l’**Intelligenza Artificiale** (AI) è esaminata da un punto di vista **etico, culturale e politico**, non solo come un ‘gadget’ per accelerare le prestazioni sul lavoro. L’opera di **Fabio De Felice** e **Roberto Race**, pubblicata da **Luiss University Press** con prefazione di Gianluca Comandini e postfazione di Vincenzo Paglia, parte da un nodo che oggi molte organizzazioni tendono a semplificare troppo: **innovazione** e **progresso **non coincidono automaticamente.

Gli autori trovano il giusto equilibrio fra entusiasmo tecnofilo e timori apocalittici. Accompagnano il lettore attraverso un’ampia rassegna delle **applicazioni dell’AI**: dalla formazione alla sanità, dalla giustizia alle smart city, dall’arte ‘aumentata’ alle forme di partecipazione civica. Il **progresso tecnologico**, nella misura in cui contribuisce a** migliorare la qualità della vita**, appare inesorabile.

Il volume ne restituisce una ricognizione puntuale: **coltivazioni** ottimizzate con uso ridotto di risorse idriche e insetticidi; sistemi di regolazione del **traffico** capaci di ridurre i flussi; strumenti digitali per la **prevenzione sanitaria**; smaltimento più rapido dei carichi giudiziari; piattaforme che favoriscono il coinvolgimento dei cittadini nella progettazione urbana e così via.

## Governare l’algoritmo

De Felice e Race mettono in evidenza il **ruolo attivo e decisivo** dell’uomo nell’indirizzare lo sviluppo tecnologico. **Governare la tecnologia **significa scegliere le differenti direzioni in relazione alle esigenze e ai desideri di un’umanità che intende continuare a dare senso alla propria esistenza, evitando di smarrirsi in una virtualità che **riduce il pensiero** a una connessione permanente, in una realtà mediata incessantemente da smartphone e computer, nel cuore di un** capitalismo della sorveglianza **che agisce in modo invasivo e predittivo, sottraendo spazio alla **libertà interiore** e alla consapevolezza dei singoli passaggi.

Perché ***Il futuro non è un algoritmo** *non è un manuale tecnico sull’AI adoption, né un prontuario su come usare ChatGPT in azienda. È piuttosto provare a spostare il baricentro della discussione dalla fascinazione per lo strumento alla **qualità delle scelte umane** che lo orientano. Più aumenta la capacità della tecnologia di incidere, più diventa decisivo interrogarsi su chi la disegna, con quali interessi e con quali effetti collaterali.

Il titolo, da questo punto di vista, è già una dichiarazione. Dire che il futuro non è un algoritmo significa rifiutare l’idea che la **complessità sociale** possa essere **delegata a sistemi predittivi**, piattaforme e automazioni, come se il giudizio umano fosse un intralcio. Il rischio evocato dal libro è chiaro: non tanto l’arrivo di macchine onnipotenti, quanto l’**assuefazione **a una realtà in cui il **pensiero si appiattisce** sulla connessione continua, mentre il capitalismo della sorveglianza restringe progressivamente lo spazio della libertà interiore.

Dal punto di vista della governance, il messaggio più utile è probabilmente un altro: l’AI non può essere trattata solo come **tema tecnologico**. È anche un tema di **cultura organizzativa**, linguaggio, etica della decisione e rapporto con il lavoro umano. Chi guida imprese e organizzazioni tende spesso a chiedersi cosa l’AI possa fare. Questo libro prova a imporre una domanda più seria: cosa non dovrebbe sostituire, comprimere o svuotare.

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