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title: Germania, otto ore addio?
description: "La linea è stata chiara fin dal primo discorso da Cancelliere federale della Germania: “Dobbiamo lavorare di più, e meglio, in modo più efficiente” ha detto il 70enne Friedrich Merz il 14 maggio 2025, all’indomani della vittoria alle elezioni avvenuta otto giorni prima. Un po’ controversa, per la ve..."
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date: 2026-04-07
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/germania-otto-ore-addio/
categories: [Contenuti]
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# Germania, otto ore addio?

![Germania, otto ore addio?](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/04/Copertine-PdM-5-cvgSp8-1024x683.png)

La linea è stata chiara fin dal primo discorso da Cancelliere federale della Germania: “Dobbiamo lavorare di più, e meglio, in modo più efficiente”** **ha detto il 70enne** Friedrich Merz **il **14 maggio 2025**, all’indomani della vittoria alle elezioni avvenuta otto giorni prima. Un po’ controversa, per la verità: il leader dell’**Unione cristiano-democratica (Cdu) **non era riuscito a ottenere la **maggioranza** dei 630 membri del **Bundestag**, il Parlamento tedesco, al primo turno. Se ne era convocato quindi un secondo, dal quale Merz era uscito poi vincitore con 325 voti a favore. Forma quindi una **coalizione composta** insieme al partito gemello bavarese** Unione Cristiano-sociale** (Csu) e al** Partito socialdemocratico **(Spd). Gli aveva fatto eco poco dopo **Carsten Linnemann**, segretario generale della Cdu, chiamando i cittadini a **impegnarsi di più sul lavoro**: “Per garantire prosperità a se stessi, alle proprie famiglie e alla Germania”.

Si capisce da subito insomma che la classica impostazione da **otto ore lavorative al giorno **in **Germania** è a rischio. Anche perché l’economia dell’ormai [ex locomotiva d’Europa non sembra brillare](https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/il-declino-dei-giganti-dellexport/), con stime di crescita per il 2026 fornite dallo stesso Governo in calo dall’1,3% all’1. Meglio allora puntare tutto su una **riforma dell’orario lavorativo** che preveda un aumento del monte ore totale. L’idea centrale è** rivedere** il calcolo **spalmandolo sull’intera settimana**.** **Una visione che compare anche nel programma di governo della coalizione di maggioranza, dove si ipotizza che il **limite settimanale possa salire da 40 a 48 ore. **Soglia **tecnicamente legale** in quanto consentita dalle norme europee, a condizione che sia riconosciuto **un riposo **di almeno **11 ore** tra un turno e l’altro e** un giorno libero a settimana.**

## La Germania dei lavoretti

In realtà però il **partito di Merz **si è spinto oltre, fa sapere il quotidiano britannico *The Guardian*. Insieme all’allungamento dell’orario di lavoro giornaliero, la proposta è anche quella di **abolire il part time**, in Germania molto diffuso.** **Riguarda infatti circa il** 40% dei lavoratori tedeschi**, secondo i dati dell’Istituto tedesco per la ricerca sull’occupazione, l’Institut für Arbeitsmarkt und Berufsforschung (IAB). **Gitta Connemann**, deputata della Cdu, è stata piuttosto netta: **“Chi può lavorare di più deve farlo”** aveva dichiarato in un’intervista. E comunque ci sarebbero delle **eccezioni**, che consentirebbero di applicarlo per esempio a chi ha figli o genitori da accudire.

Ma non dovrà più essere una scelta dettata solo dalla necessità di uno **stile di vita** più ‘morbido’. Che è in Germania piuttosto diffusa**. **Secondo il Cologne Institute for Economic Research, nel **2023 **un tedesco tra i 15 e i 64 anni ha **lavorato in media 1.036 ore**, un greco** **1.172, un polacco 1.304**. **E se nella maggior parte dei Paesi europei il numero delle ore lavorative pro capite negli ultimi dieci anni è aumentato, per esempio in Spagna del 15% e in Polonia del 21%, in Germania è salito solo del 2%.** **

Per non parlare dei troppo facili **certificati di malattia ottenibili via telefono**. I cosiddett*i Telefonische Krankschreibung*, una policy introdotta con la pandemia e poi diventata permanente**.** Anche qui c’è da mettere un freno, secondo Merz: “La media di assenze è troppo alta, si arriva a **14,5 giorni all’anno**: è davvero necessario?” si era chiesto nel corso di un evento del Partito.

## Il turismo come banco di prova 

Il primo passo nella nuova direzione è già stato compiuto dal Governo Merz, che non a caso risulta in** calo nel consensi **(-43% a gennaio 2026 secondo la piattaforma YouGov), in concomitanza con l’approvazione della **‘Nuova strategia del turismo’. **Provvedimento con cui l’esecutivo tedesco ha inaugurato una fase sperimentale per il comparto turistico che vede** cancellare il vincolo delle otto ore giornaliere, **sostituito da un tetto settimanale. Lo scopo, ha fatto sapere il Ministro dell’Economia **Katherina Reiche** (Cdu), è **rafforzare la competitività delle imprese**. La mossa lascia presagire che ci saranno altri step. Secondo fonti di stampa, entro la fine del 2026 potrebbe arrivare una riforma definitiva, che prevederà una **nuova disciplina **che consenta** giornate lavorative lunghe fino a 12 ore. **

Sul piede di guerra, com’è da immaginarsi, ci sono i **partiti di opposizione**. In primo luogo perché a un orario di lavoro più lungo non corrisponderebbe** il riconoscimento di straordinari. **“Così si dà il via libera ai datori di lavoro per sfruttare al massimo i lavoratori” ha obiettato il leader del sindacato dei servizi Vereinte Dienstleistungsgewerkschaft (Ver.di) **Frank Wernecke**, preannunciando una battaglia anti-riforma. Contraria si è detta anche l’Unione dei metalmeccanici **Ig Metall**: “Il problema sarebbero le condizioni inadeguate che si applicherebbero a chi è impossibilitato a lavorare full time” ha riferito la segretaria **Christiane Benner**. 

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