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title: Gates, ma quante ne sAI?
description: "Ha definito l’era dell’Intelligenza Artificiale (AI) come uno “dei periodi più turbolenti della storia umana” e per questo ha lanciato un appello alle istituzioni mondiali per governarla. Quella di Bill Gates è una voce che merita ascolto: pochi come il fondatore di Microsoft hanno visto da vicino c..."
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date: 2026-08-28
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Gates, ma quante ne sAI?

![Gates, ma quante ne sAI?](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/08/Bill_Gates_PdM2-3e0Omi.jpg)

Ha definito l’era dell’Intelligenza Artificiale (AI) come uno “dei **periodi più turbolenti della storia umana**” e per questo ha lanciato un **appello alle istituzioni mondiali per governarla**. Quella di Bill Gates è una **voce che merita ascolto**: pochi come il fondatore di Microsoft hanno visto da vicino come le tecnologie cambiano davvero le organizzazioni e il lavoro. Tuttavia, **Gates è passato dall’essere un entusiasta dell’AI** – nel 2023, in un articolo, ne celebrava le potenzialità – **a mettere in guardia tutti sulla stessa tecnologia**, in particolare su tre questioni: lavoro, sicurezza e sviluppo dei giovani. La domanda è lecita: **perché questo cambio di rotta?** Abbiamo un sospetto: vuoi che dietro ci sia il fatto che Microsoft sia rimasta indietro nella corsa dell’AI?

Il precedente del 2023 non è un dettaglio. In “The age of AI has begun”, Gates scriveva di aver “appena visto il **progresso tecnologico più importante dai tempi dell’interfaccia grafica**” e paragonava, l’AI Generativa al microprocessore, al PC, a internet e al telefono mobile, le cui rivoluzioni ha vissuto in prima persona: “**Sono altrettanto entusiasta di questo momento**”. Dopo appena tre anni, ecco che arrivano le preoccupazioni. Sono questioni – **scomparsa dei posti di lavoro, attacchi informatici e futuro dei giovani** – già ampiamente sollevate; da Gates forse ci si aspettava un contributo più incisivo. Ma desta sconcerto il fatto che **il cambio di rotta sull’AI sia arrivato in così poco tempo**.

## Nessuna relazione diretta con Microsoft

Proviamo a dare una possibile lettura. **Crediamo nella buona fede di Gates**, che, come da comunicato ufficiale dell’azienda, ha lasciato il Consiglio di amministrazione di Microsoft nel 2020, mentre a novembre 2025, come riferito da MilanoFinanza, **la Bill & Melinda Gates Foundation ha ridotto del 65% la sua partecipazione** nell’azienda di tecnologia; infine, come riportato da Rolling Out – rivista Usa parte di Steed Media Group – a maggio 2026 **il Gates Foundation Trust ha venduto le ultime azioni** di Microsoft in portafoglio. C’è però da rilevare che, uscendo dal Cda, come detto in un’intervista al Wall Street Journal, **è restato “advisor” informale di Satya Nadella**, attuale CEO di Microsoft, per qualche revisione di prodotto (un’attività che pesava per circa il 15% del suo tempo). Inoltre, nell’ultimo articolo, Gates scrive: “**Mantengo ancora legami finanziari con questo settore**; **sto collaborando con Microsoft** e altre aziende di AI nel mio ruolo di Presidente della Gates Foundation”.

Perché questa premessa? Perché **sul fronte AI, al colosso di Redmond non è andata benissimo**. Microsoft è stata tra i primi grandi scommettitori sull’AI Generativa, arrivando, come ricostruito da varie fonti giornalistiche, a **investire 13 miliardi di dollari in OpenAI tra il 2019 e il 2023**; inoltre spetta all’azienda statunitense **il primato di aver coniato – con Copilot – l’espressione** con la quale si fa riferimento agli assistenti AI. Eppure, mentre Google e Anthropic correvano, **Microsoft si è trovata a inseguire**, tanto che oggi – secondo i dati elaborati da Fortune – ai suoi circa 20 milioni di utenti attivi settimanali di Copilot fanno da contraltare i **900 milioni di ChatGPT**. Per correre ai ripari, nel 2025 Fortune ha riferito che è stata **rinegoziata la clausola di esclusività con OpenAI** che ha tenuto Microsoft lontana dai modelli più avanzati.

Come detto in premessa, **Gates non ha né potere né interesse economico diretto** e immediato nell’azienda che ha fondato nel 1975. Dunque è una voce libera. E forse proprio per questo **può leggere lo scenario con distacco critico**, formulando riflessioni che non potrebbe fare un player di mercato.

## La funzionalità vale più della sicurezza

Negli Anni 90 e 2000, **Microsoft dominava incontrastata l’informatica mondiale** e non risultarono appelli per governare un cambiamento che stava imponendo. Anzi, fu al centro di vicende giudiziarie, come quella nella quale fu **giudicata colpevole di monopolio illegale** per aver cercato di ‘estinguere’ Netscape legando Internet Explorer a Windows ([Wikipedia ha una pagina dedicata al caso](https://en.wikipedia.org/wiki/United_States_v._Microsoft_Corp)). In circa un decennio, **l’Unione europea la costrinse a pagare 2,2 miliardi di euro di multe** per pratiche anticoncorrenziali analoghe (anche in questo caso c’è [una pagina Wikipedia per approfondire i fatti](https://en.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Corp._v_European_Commission)). Inoltre nel 2002, in un memo interno ai dipendenti, Gates riconobbe implicitamente che **l’azienda aveva finora anteposto le funzionalità alla sicurezza** ([qui il testo integrale del memo](https://mrtmrcn.wordpress.com/2012/01/12/trustworthy-computing-memo-from-bill-gates-1152002/)).

Non significa che i rischi dai quali siamo stati messi in guardia siano inventati né che la sua esperienza sia vana. Per dovere di cronaca va anche detto che **Gates non è nuovo a questi allarmi**: già a gennaio 2015, in una sessione Reddit AMA, **si era detto preoccupato per l’AI**, in compagnia di Elon Musk e Stephen Hawking (tutto ciò avveniva **prima che Microsoft investisse in OpenAI** e ben prima delle attuali difficoltà competitive). Ma proprio per questo la domanda resta: quanto di questo cambio di rotta sull’AI – **dall’entusiasmo del 2023 all’allarme del 2026** – nasce da una volontà autentica di prestare attenzione al cambiamento tecnologico e quanto invece dal fatto che, in questa occasione, **la sfida non vede vincere l’azienda che Gates ha fondato?** Sempre nel suo ultimo articolo, Gates precisa che le sue opinioni sull’AI “**non sono motivate dalla possibilità di guadagnare denaro**” per sé e che “eventuali profitti, compresi quelli legati alla tecnologia, andranno alla Gates Foundation”. Tornando alla domanda, è difficile rispondere con certezza. Lo stesso filantropo lo scrive: “**Spetterà ai lettori se questo offuschi il mio punto di vista**”.

L'articolo [Gates, ma quante ne sAI?](https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/gates-intelligenza-artificiale-microsoft/) proviene da [Parole di Management](https://www.paroledimanagement.it/).
